Please assign a menu to the primary menu location under menu

Il Blog di ILERNA Online Italia

La Formazione Professionale su misura per te

salute orale

Recessione gengivale: sintomi e rimedi

recessione gengivaleCome combattere la recessione gengivale

Avete mai sentito parlare di recessione gengivale (anche dette gengive ritirate)?

ll termine indica l’esposizione delle radici per via delle gengive che si ritirano dai denti. Tale patologia può dare vita a disturbi dentali importanti come la piorrea, infiammazione, denti sensibili, gengive gonfie e spazio vuoto tra i denti.

Il primo sintomo tende ad essere una maggiore sensibilità dentale, ma potreste anche notare un dente che sembra più lungo del normale o sentire una specie di incavo nel punto in cui la gengiva incontra il dente.

Nelle prossime righe, vi spiegheremo quali sono le cause, i sintomi e i rimedi di questa patologia. 

recessione gengivale

Cause della recessione gengivale  

La recessione gengivale è una patologia piuttosto comune che inizia a presentarsi con l’avanzare dell’età. Tra le cause più comuni troviamo lo spazzolamento scorretto dei denti (soprattutto se si fa uso di uno spazzolino a setole dure) e il mancato utilizzo del filo interdentale. Una scarsa igiene orale può portare a un’infiammazione delle gengive dovuta all’accumulo della placca batterica (definita  gengivite), che, qualora non venisse trattata, può causare la recessione gengivale.

Come indicato da My Personal Trainer,  il fenomeno pseudo-patologico può essere provocato dai seguenti fattori:

  • Abitudine di fumare o masticare tabacco.
  • Tendenza a digrignare i denti (altrimenti detto bruxismo).
  • Denti storti.
  • Disturbi alimentari, quali bulimia.
  • Gengivite.
  • Parodontite.
  • Carie.
  • Diabete.
  • Scorbuto (malattia da grave carenza di vitamina C).
  • Spostamento o affollamento dei denti nell’arcata.
  • Malattie ereditarie gengivali.

Sintomi della recessione gengivale 

La recessione gengivale è una patologia che tende a insorgere a seguito dell’accumulo di una serie di fattori, quali atteggiamento scorretti e/o disturbi cronici che spingono la gengiva verso la radice del dente

Un chiaro sintomo legato alla recessione gengivale è la cosiddetta ipersensibilità dentinale, che si aggrava in risposta a stimoli

  • termici (alimenti/bevande troppo calde o eccessivamente fredde, aria pungente che entra dal cavo orale);
  • meccanici (sfioramento del dente con lo spazzolino).

Come conseguenza, l’ipersensibilità dentale induce il soggetto a non spazzolare accuratamente i denti in modo da percepire un fastidio ridotto: pertanto, questo atteggiamento errato favorisce l’accumulo di placca e tartaro, le principali cause dei processi cariogeni.

Quando la retrazione gengivale dipende da un’infiammazione cronica delle gengive, il paziente presenta i seguenti sintomi:

  • Alitosi (alito cattivo);
  • Tendenza delle gengive al sanguinamento;
  • Gengive arrossate e gonfie.

Inoltre, vi è anche una compromissione a livello estetico: i denti appaiono più lunghi in quanto le radici dentali sono visibili, e gli spazi interdentali sembrano più grandi. Anche il colore dei denti viene alterato in presenza di gengive ritirate, a causa della differenza cromatica tra smalto del dente (bianco) e cemento giallastro (esposto perché le gengive si sono ritirate).

Infine, negli stadi avanzati, il ritiro delle gengive può causare spostamento e perdita dei denti.

Rimedi contro la recessione gengivale 

Correggere questo difetto serve soprattutto per evitare conseguenze che, in uno stadio avanzato, diventerebbero inevitabili. 

Nel caso in cui la recessione gengivale causi ipersensibilità dentinale, sarebbe bene affrontare il problema con un intervento di chirurgia gengivale, con lo scopo di fornire una nuova copertura alla radice dentale ed assicurare una protezione contro i denti sensibili.

I due possibili interventi chirurgici indicati per ripristinare l’aderenza gengivale sono:

  1. Innesto di tessuto molle (altrimenti detto “autotrapianto di gengiva”): consente di coprire la radice esposta ed inspessire il tessuto gengivale. Lo scopo dell’intervento è minimizzare la possibilità di un’ulteriore regressione della gengiva.
  2. Impianto del dente: trattamento volto a risolvere in maniera definitiva il problema delle gengive ritirate. L’impianto dentale è indicato per migliorare sia l’estetica della dentatura che la funzione masticatoria. 

Oltre a rimedi di carattere chirurgico, vi sono altri accorgimenti da adottare per combattere la recessione gengivale

  • Meticolosa igiene  orale.
  • Selezionare un dentifricio secondo le proprie esigenze.
  • Evitare il fumo e la masticazione di tabacco.
  • Collutorio a base di clorexidina.
  • Evitare cibi eccessivamente zuccherati.

Come prevenire il ritiro delle gengive  

Prevenire è meglio che curare, questo si sa. Una volta che le gengive iniziano a recedere, non tornano più come prima. Pertanto se sospetti di soffrire di questa patologia, ti consigliamo di rivolgerti al tuo dentista di fiducia, in modo tale da poterne individuare la causa e consigliarti sul trattamento più adatto alle tue esigenze. 

Il consiglio numero uno è rivedere le proprie abitudini di igiene orale: utilizzare un dentifricio specifico per le gengive, arricchito in fluoro, per lavarsi i denti due volte al giorno, ed evitare prodotti ad azione sbiancante, può aiutare a mantenere gengive sane e denti forti. Inoltre, per minimizzare il rischio di regressione gengivale, si consiglia di utilizzare uno spazzolino a setole morbide e di spazzolare con dolcezza i denti, dalla gengiva al dente, mai al contrario o orizzontalmente. 

Infine, la pulizia dentale professionale è alquanto importante per mantenere in piena salute i denti, il più a lungo possibile: si consiglia di sottoporsi all’igiene almeno una o due volte all’anno. Infatti, il deposito di placca e tartaro aumenta il rischio di carie, piorrea e gengivite che sono fattori che predispongono un soggetto alle gengive ritirate e ad altri seri problemi dentali.

 

Veganismo e salute orale: miglioramento o peggioramento?

veganismo e salute oraleVeganismo e salute orale

Veganismo e salute orale: quali saranno gli effetti a livello dentale derivanti da un regime alimentare privo di proteine di origine animale?

Gennaio è sinonimo di veganismo grazie al movimento Veganuary, che dal 2014 promuove e educa sul veganismo spingendo la popolazione mondiale ad assumere un regime alimentare strettamente vegano. 

Oggi, secondo il Rapporto Eurispes 2020, la percentuale di vegetariani e vegani è dell’8,9%, un massimo storico per l’Italia, con un 2,2% di vegani.

veganismo e salute orale

Cosa vuol dire “vegano”? 

La parola “vegano” è originaria del secolo XIX , quando per prima volta si definirono “vegetariani totali” tutti coloro che evitavano il consumo di uova, latticini o che non facevano uso di animali per qualunque tipo di proposito

Il termine “vegano” venne coniato nel 1944 per conto di Donald Watson, fondatore della Vegan Society d’Inghilterra. Questa parola venne inserita all’interno del Dizionario di Oxford nel 1962. Come lo definiva? «Vegetariano che non consuma burro, uova, formaggio e latte».

Cos’è il veganismo?

Il veganismo viene definito della seguente forma:

“Il veganismo è uno stile di vita che cerca di evitare, per quanto sia possibile, tutte le forme di sfruttamento e crudeltà nei confronti degli animali, che si manifestano sottoforma di alimenti, capi d’abbigliamento, ecc.”

Inoltre, è bene sottolineare che la Giornata Mondiale del Veganismo si celebra il primo novembre di ogni anno dal 1994, anno in cui si commemora l’inaugurazione della Vegan Society

 Tipi di vegetariani e vegani

Vegetariano è colui che non assume né carne né pesce o prodotti contenenti questi alimenti.

Come indica A.I.R.O (Accademia Italiana Ricerca Orale), esistono differenti modelli alimentari vegetariani:

  1. Lacto-ovo-vegetariano: consuma cereali, verdura, frutta, legumi, semi, noci, latticini, uova ed esclude carne e pesce.
  2. Lacto-vegetariano: oltre a carne e pesce, non mangia uova.
  3. Vegano, vegetaliano o vegetariano integrale: è simile al modello lacto-vegetariano, con l’ulteriore esclusione di latticini ed altri prodotti di origine animale.

Esistono poi alcuni modelli definiti spesso vegetariani in maniera del tutto improprio

  1. La dieta macrobiotica: si basa sul consumo di cereali, legumi e verdura. A volte si utilizzano limitate quantità di pesce, e frutta, frutta secca e semi sono utilizzati in proporzioni ridotte.
  2. Dieta semivegetariana: coloro che assumono questo regime alimentare consumano occasionalmente carne, ma principalmente seguono una dieta vegetariana.

Veganismo e salute orale

Conseguenze positive 

Sapevate che il ridotto consumo di derivati animali e maggiore consumo di vegetali determina un miglioramento della salute orale?

I vegetariani e vegani tendono ad avere uno stile di vita più salutare:

  • non consumano né tabacco né alcool;
  • sono fisicamente più attivi.

Inoltre, i vegani assumono una quantità maggiore di antiossidanti grazie al grande consumo di frutta e verdura. Ciò migliora la risposta immunitaria nei processi infiammatori. I soggetti vegetariani e vegani presentano una migliore condizione a livello dei tessuti molli del cavo orale con minore incidenza di fenomeni infiammatori gengivali, e minore danno parodontale. 

Conseguenze negative

Tuttavia, vi sono altri studi che dimostrano che frutta, verdura e cereali favoriscono l’insorgere di carie e l’erosione dello smalto, con conseguenza sui tessuti duri del cavo orale.

Per quanto concerne le carie dentali, si tratta di fenomeni strettamente legati all’assunzione di carboidrati, contenuti nella frutta e nella verdura.  Gli zuccheri contenuti nella frutta (glucosio, fruttosio e saccarosio) possono essere fermentati in acidi dai batteri orali e quindi favorire l’insorgere delle carie.

L’erosione dentale, invece, viene definita come la perdita di tessuto duro causato da acidi estrinseci o intrinseci tra cui fattori chimici, e biologi. Le sue cause principali? 

  • Consumo frequente di alimenti acidi quali frutta e verdura.
  • Reflusso gastrico

L’acido degli alimenti e delle bevande possono portare alla demineralizzazione dei tessuti dentali, caratterizzata da una dissoluzione superficiale dei cristallini dello smalto seguito da una continua dissoluzione degli strati più profondi. Nel caso in cui la distruzione erosiva non venisse fermata, si può incorrere nell’esposizione della dentina. 

Tuttavia, la letteratura scientifica non ha prodotto studi certi riguardo l’associazione tra regime alimentare vegano e l’insorgenza di carie o di erosione.  

Infine, è bene ricordare che una dieta vegana non correttamente bilanciata comporta un maggior rischio per la salute dei denti. Come ricorda il Dott. Jacopo Gualtieri, odontoiatra dell’EAO (European Association for Osseointegration), ciò dipende in gran parte da un deficit di calcio e vitamine B, D e B12, a cui deve far fronte chi elimina dalla propria dieta i prodotti di origine animale, e da una maggiore presenza di sostanze cariogeniche, come zuccheri e acidi, negli alimenti vegetariani.

 

 Vuoi intraprendere la carriera di igienista dentale con un  corso di alta qualità ad accesso libero? Unisciti alla famiglia di ILERNA Online Italia. Per maggiori informazioni, consulta il link sttostante:

MAGGIORI INFO SUL CORSO

VIVIBIOTIC: COLLUTTORIO E DENTIFRICIO PROBIOTICI

Francesca-Cavaleri_squareVivibiotic: colluttorio e dentifricio probiotici

ILERNA Online Italia vi presenta un’altra incredibile figura professionale del mondo dell’igiene dentale. Tempo fa abbiamo avuto l’onore di fare quattro chiacchiere con Francesca Cavaleri, farmacista e imprenditrice dalle mille risorse, che ha appena lanciato due prodotti all’avanguardia per l’igiene orale

Francesca è laureata in CTF e per circa vent’anni ha lavorato come farmacista. Durante gli anni,  ha notato che il reparto oral care da un lato viene sempre trascurato, e dall’altro i clienti fanno un utilizzo incondizionato di prodotti a base di clorexidina inizialmente consigliata dal dentista e igienista ma che continuano ad acquistare anche per tempi prolungati.  Inoltre, ha osservato che a pazienti in terapia farmacologica per hp non veniva mai consigliata un’igiene dentale né tantomeno un collutorio utile.

Unendo queste osservazioni e il suo amore per i probiotici che studia da diversi anni, ha pensato di formulare questa linea di prodotti consistente in un colluttorio e dentifricio probioticiPer Francesca era giunto il momento di tirare fuori il sogno dal cassetto, un sogno che vi presentiamo nelle prossime righe.

Colluttorio e dentifricio probiotici

Prodotti Vivibiotic: colluttorio e dentifricio probiotici

Come cita il loro motto, i prodotti di Vivibiotic sono fabbricati in Italia con cuore, testa e gioia. Si tratta di formulazioni naturali con probiotici

Il riequilibrio della microflora del cavo orale che deriva dall’utilizzo quotidiano di un collutorio e un dentifricio a base di probiotici, può diminuire i rischi dell’insorgenza di nuove carie o di infiammazione parodontale.

Colluttorio 

colluttorio vivibiotic

Descrizione prodotto

Il colluttorio di Vivibiotic si presenta come un liquido incolore con aroma caratteristico. È in grado di proteggere le difese naturali del cavo orale, coadiuvante nell’azione antinfiammatoria sulle gengive e nella prevenzione della placca, nella prevenzione dell’alitosi. Questo colluttorio può essere impiegato sia per l’igiene dei denti che del cavo orale. 

Vantaggi

Qui di seguito alcuni dei suoi principali vantaggi

  • protegge naturalmente denti e gengive: dona sollievo alle gengive irritate e attenua i problemi di alitosi;
  • è ricco di probiotici selezionati, acido jaluronico e mastice di chios;
  • non contiene alcool.
Modo d’uso

Per quanto concerne il suo modo d’uso, basterà fare un risciacquo di 1 minuto con ca 10 ml di prodotto non diluito. È consigliato impiegare il prodotto 2 volte al giorno dopo la normale igiene orale

Dentifricio

dentifricio vivibiotic

Descrizione prodotto

Il dentifricio di Vivibiotic si presenta sotto forma di pasta di colore nero, coadiuvante nel mantenimento del microbiota orale, nella prevenzione della formazione della placca e aiuta la remineralizzazione dei denti. Contiene carbone attivo, l. coagulans, mastice di chios, lisozima, idrossiapatite 

Vantaggi

Il suo vantaggio principale? Potenzia le difese naturali della cavità orale

Modo d’uso

Gli esperti di Vivibiotic consigliano di lavarsi i denti almeno due volte al giorno spazzolando accuratamente le arcate dentali per due minuti. Per bambini al di sotto dei 6 anni d’età, è raccomandabile utilizzare una piccola quantità di dentifricio sotto la supervisione di un adulto per minimizzare l’ingestione. 

 

Trattandosi di una linea di prodotti appena lanciata sul mercato, immaginiamo che ciò generi diversi dubbi riguardo un suo potenziale acquisto. Tuttavia, sono già diverse le testimonianze positive raccolte riguardo il colluttorio e il dentifricio Vivibiotic. Ve ne lasciamo alcune nelle righe sottostanti: 


 

“Da studentesse di igiene dentale, ci siamo subito lasciate incuriosire da questa nuova linea di prodotti Vivibiotic per il contenuto di probiotici. In particolare il Lactobacillus Coagulans che troviamo all’interno è utile al nostro cavo orale per mantenere un sano equilibrio fra i microorganismi e favorirne quindi uno stato di salute se coordinato ad un’adeguata igiene orale domiciliare.

Certamente interessante anche la presenza di Mastice di Chios che, dalla letteratura, risulta essere efficacia contro Helicobacter pylori, organismo presente sia nello stomaco che nel cavo orale di alcune persone affette da gastrite. Abbiamo quindi deciso di incentrare la nostra tesi di laurea su questi prodotti traendone una sperimentazione molto interessante. Siamo curiose di provarli al più presto”. 

-Matilde ed Eleonora-

 


 

“Ho conosciuto questo prodotto tramite Instagram, un canale necessario per il mio lavoro. Vivendo in un piccolo paese della Sardegna riesco a tenermi sempre aggiornata e a conoscere le novità tramite i social. Ho utilizzato per una settimana il collutorio, due volte al giorno senza avere nessun effetto collaterale!

Come professionista credo molto nell’utilizzo dei probiotici, contenta di questa scoperta inizierò ad usare questo presidio nella mio lavoro. Ringrazio la responsabile per avermi dato la possibilità di provare questi prodotti!”

-Stefania-

 


 

“Già dopo pochi giorni, ho notato una notevole differenza nella pulizia e nella freschezza della bocca. Il collutorio è delicato e meno aggressivo di quelli in commercio”

-Pharma advice-

 


 

Nel caso in cui foste interessati all’acquisto dei prodotti di Vivibiotic, ci è stato fornito uno sconto del 10% sull’intera linea di prodotti introducendo il seguente codice su www.vivibiotic.it: ilernaonline10.

 

Per maggiori informazioni, dai un’occhiata al loro sito cliccando al bottone sottostante: 

VISITA IL SITO WEB

 

Come prevenire il diabete dal dentista

diabete blogCome prevenire il diabete dal dentista

Sapevate che esiste una stretta correlazione tra i problemi del cavo orale e il diabete di tipo 2?

Grazie a visite periodiche di controllo dal dentista, è possibile prevenire questo tipo di patologia tramite l’individuazione di diversi fattori di rischio. Il medico potrà orientare precocemente il paziente potenzialmente affetto dalla malattia, prima che questa si manifesti o si aggravi. 

Come prevenire il diabete dal dentista

Diabete di tipo 2

Secondo quanto indicato da MedLine Plus, si tratta di una patologia cronica in cui il paziente presenta un alto livello di zucchero (glucosio) nel sangue. Il tipo 2 è la forma più comune di diabete.

Cause del diabete di tipo 2

L’insulina è un ormone prodotto nel pancreas da parte di cellule speciali, chiamate Beta. Il pancreas si trova sotto e dietro allo stomaco. L’insulina è necessaria per muovere il glucosio nel sangue fino alle cellule. Lo zucchero si accumula all’interno delle cellule e si utilizza posteriormente come fonte di energia. 

In caso di diabete 2, gli adopociti, gli epaciti e le cellule muscolari non rispondono in maniera corretta all’insulina. Tale atto viene denominato “insulino resistenza”. Come conseguenza di ciò, il glucosio presente nel sangue non entra nelle cellule.

Quando lo zucchero non può entrare nelle cellule, si accumula un livello elevato di glucosio nel sangue, denominato iperglicemia. Il corpo è incapace di utilizzare il glucosio come fonte di energia. Tutto ciò si traduce in sintomi del diabete di tipo 2.  

In generale, il diabete di tipo 2 si sviluppa lentamente nel tempo. La maggior parte di coloro che presentano questa patologia soffrono di sovrappeso o obesità al momento della diagnosi.  L’incremento del livello di grasso rende complicato l’uso dell’insulina da parte del corpo. 

Tuttavia, il diabete di tipo 2 può presentarsi anche in pazienti senza sovrappeso o obesità. Inoltre, è più comune negli adulti. 

Gli antecedenti familiari e i geni giocano un ruolo fondamentale. Un basso livello di attività fisica, una dieta poco salutare e un eccessivo peso corporeo sui fianchi aumentano il rischio di diabete 2.

Spie d’allarme 

Alcune spie d’allarme che indicano l’insorgere del diabete di tipo 2 sono le seguenti: 

  • familiarità per patologia diabetica;
  • individui affetti da obesità o coloro che sono in sovrappeso;
  • ipertensione arteriosa;
  • dislipidemia, ovvero chi soffre di livelli elevati di grassi nel sangue;
  • donne che hanno partorito un bambino con un peso superiore ai quattro chili.

Diabete e denti 

Gengivite  

Il diabete impedisce alla saliva di svolgere la sua azione protettiva di denti e gengive.

Como conseguenza, l’eccessivo accumulo di placca porta a un’infiammazione delle gengive definita gengivite. Con il tempo, se trascurata, la gengivite può portare all’insorgere della parodontite, una vera e propria patologia che colpisce i tessuti del cavo orale, intacca l’osso fino alla perdita dei denti. 

L’infiammazione causata dalla parodontite crea problemi all’azione dell’insulina in coloro che sono affetti da diabete. Ciò può provocare difficoltà nel controllo glicemico.

Il diabete può avere conseguenze sull’infiammazione, reagendo più lentamente all’attacco di batteri presenti nella placca. Ne conseguono lunghi tempi di guarigione nella fase iniziale dell’infiammazione, e ancor più lunghi in caso di parodontite grave.

Parodontite 

La parodontite è in grado di ostacolare il controllo dell’iperglicemia: nelle tasche parodontali, avranno luogo diverse infezioni croniche che attiveranno una serie di eventi che generano una situazione di resistenza all’insulina.

Per evitare che ciò avvenga, è bene prestare particolare attenzione alla propria igiene orale:

  • lavarsi i denti dopo ogni pasto;
  • passare il filo interdentale
  • fare attenzione a eventuali sanguinamenti gengivali;
  • eseguire frequenti controlli dal proprio dentista di fiducia.

Nei soggetti che soffrono di diabete, è più alta la probabilità di perdere uno o più denti perché diventano meno stabili e rischiano di cadere. 

diabete e parodontite

Chirurgia orale

Nel caso in cui un paziente diabetico debba sottoporsi a un intervento di chirurgia orale, come estrazioni dentali o implantologia, si consiglia di ricorrere a terapie antibiotiche per rinforzare le proprie difese immunitarie.

Inoltre, a causa di alterazioni della circolazione del sangue, nei diabetici le ferite impiegano più tempo a rimarginarsi. 

 

Qualora desideriate approfondire le vostre conoscenze in materia di malattie parodontali,  vi invitiamo a dare un’occhiata al seguente articolo della nostra professoressa Laura Alarcón:

LEGGI L’ARTICOLO

 

Faccette dentali

faccette dentaliLe faccette dentali

Le faccette dentali sono sottili lamine in ceramica o in composito, che vengono incollate sulla superficie esterna dei denti anteriori dell’arcata superiore e/o inferiore con l’obiettivo di migliorarne l’estetica. 

faccette dentali

Usi delle faccette dentali

Le faccette possono considerate vere e proprie protesi in quanto servono a celare forma, colore o posizione dei denti

Effetto sbiancante 

Lo sbiancamento professionale consente di ottenere ottimi risultati, ma qualora aspiriate a denti dal candore perfetto, si consiglia di ricorrere alle faccette dentali, che tendono ad aggiustarli e allungarli se negli anni sono stati soggetti al fenomeno del bruxismo.

Il candore dei denti ottenuto con lo sbiancamento non è stabile nel tempo e dipende di gran lunga dall’alimentazione. Inoltre, si necessita di sedute di mantenimento ogni due anni. Per quanto concerne le cosiddette “faccette denti bianchi” (soprattutto quelle in ceramica), sono stabili nel tempo e non necessitano di particolari sedute di mantenimento

Incisivi storti

Tra i nemici in prima linea di un bel sorriso vi sono senza dubbio i denti storti: quelli ad essere maggiormente interessati da una crescita anomala sono gli incisivi.

Molto spesso i denti storti si accompagnano ad altri problemi, come la malocclusione dentale, che determina uno scorretto allineamento dei denti tra l’arcata superiore e quella inferiore e dunque un morso anomalo, arretrato, incrociato o avanzato rispetto a quello classico.

Tuttavia, è chiaro che quello dei denti storti è un problema in primis estetico, perché chi non si sente a proprio agio con i propri denti potrebbe sviluppare problemi di autostima rifuggendo le relazioni interpersonali.

Un rimedio? Solitamente, le faccette dentali si applicano per oscurare i difetti presenti sui denti, così da ottenere un sorriso privo di imperfezioni. L’applicazione della ceramica è data anche in presenza di denti storti, e può servire soprattutto per i benefici che può apportare nella masticazione.

Come si applicano le faccette dentali

Secondo quanto indicato da My Personal Trainer, la procedura da seguire per l’applicazione delle faccette dentali richiede due sedute dal dentista

  1. La prima fase prevede la limatura del dente, l’esecuzione dell’impronta dentale e la scelta del colore più adatto per la faccetta;
  2. La seconda fase consiste nell’applicazione della faccetta sul/sui dente/i.

Prima seduta

Nella prima seduta, è indispensabile preparare il dente per l’intervento: per prima cosa, il dentista lima una parte dello smalto dentale, così da far sì che la faccetta si fissi sul dente. L’operazione si può effettuare con anestesia locale o senza anestesia. Poi si effettua l’impronta dentale per creare una faccetta delle giuste dimensioni. In seguito, tramite l’ausilio di una scala colorimetrica, il medico seleziona il colore della faccetta più adeguato per il paziente, in modo tale che la protesi possieda la medesima cromia degli altri denti.

Seconda seduta

La seconda seduta prevede l’applicazione della faccetta estetica sul dente; prima di “incollarla”, bisogna testarla direttamente sul paziente, allo scopo di essere certi che colore e dimensione corrispondano a quanto richiesto. Se così non fosse, la faccetta può essere ritoccata o modificata prima di essere fissata in modo definitivo.

La fase della cementazione viene dunque eseguita in un secondo tempo, quando le faccette dentali sono pronte. Il dente da restaurare dev’essere completamente isolato con una diga, che impedisce l’accumulo di saliva e lo separa dagli altri denti.

Prima della cementazione della faccetta, il dente verrà trattato con l’acido fluoridrico e ricoperto con uno speciale adesivo detto silano. A questo punto, si può procedere con la cementazione della faccetta sul dente.

Dopo essere stata posizionata, la protesi può essere leggermente levigata per definirne i margini.

Vantaggi delle faccette dentali 

Vi siete mai chiesti quali siano i principali vantaggi di queste protesi dentarie?

  1. Oltre a migliorare l’aspetto del sorriso immediatamente dopo l’intervento, le faccette dentali consentono un miglioramento estetico a livello dentale duraturo e stabile nel tempo.
  2. Assicurano un sorriso perfetto ed invidiabile, accentuando la lucidità dello smalto e correggendo la spaziatura tra un dente e l’altro.
  3. La loro applicazione sui denti imperfetti non necessita di operazioni chirurgiche invasive e non è dolorosa.
  4. Le faccette dentali possono essere utilizzate anche nei giovani pazienti: il margine tra il restauro e il dente risulta pressoché invisibile e la conseguente maturazione del parodonto non richiede alcuna sostituzione.
  5. Consentono di allineare i denti erosi e risolvere le menomazioni provocate dalla parodontite.

Svantaggi delle faccette dentali 

Lo svantaggio più considerevole è il costo, sebbene possa variare in base al dente ed al tipo di materiale. 

Oltre al prezzo, l‘applicazione delle faccette estetiche su denti perfettamente sani di un giovane non è sempre consigliata per almeno due motivi:

  1.  il dentista, durante l’operazione, deve rimuovere una parte della superficie dentale, che può variare dal 3% a un massimo del 30% per ottenere un’applicazione efficace della faccetta.
  2. si stima che dopo 10 anni dall’applicazione, il 50% delle protesi dentali superficiali debba essere sostituita da faccette estetiche nuove.

Tipologie di faccette dentali 

Lo spessore della faccetta dentale si aggira intorno ai 0,3-0,7 mm e le sue dimensioni devono coincidere perfettamente con quelle del dente destinato al restauro.

La scelta del materiale della faccetta dipende dalle richieste del paziente e dal risultato che si desidera ottenere. 

I materiali più comuni sono i seguenti:

  • ceramica/porcellana;
  • composito;
  • disilicato di litio.

Per quanto concerne quelle in ceramica o porcellana, si tratta indubbiamente delle faccette più resistenti e lucide, adatte per correggere anomalie di forma e volume, discromie e difetti di smalto. Le faccette in ceramica sono le più utilizzate grazie alla resistenza ottimale del materiale, e al fatto che si tratta di restauri adesivi minimamente invasivi. Il ridotto spessore di queste faccette permette di risparmiare lo smalto e proteggere i denti dalla devitalizzazione. 

Le faccette in composito sono  realizzate con lo stesso materiale con cui si eseguono le otturazioni dentali. Tuttavia, si scheggiano, incrinano e macchiano piuttosto facilmente. Il limite più grande di questo tipo di faccette è la durata, in quanto tendono a presentare in tempi brevi fratture marginali, scolorimento del materiale, scheggiature ed eventuali abrasioni.A differenza di quelle in ceramica, le faccette in composito consentono il ripristino estetico funzionale in un’unica seduta: si tratta di un “trattamento d’urgenza”, scelto dal paziente per risparmiare sul prezzo finale e per ottenere un risultato immediato.

Infine, le faccette in disilicato di litio vengono realizzate quando c’è il rischio che le faccette in ceramica possano rompersi. 

 

LINGUA A CARTA GEOGRAFICA: SINTOMI E PROFILASSI CURATIVA

lingua a carta geograficaLa lingua a carta geografica

Avete presente la cosiddetta “lingua a carta geografica”?

Si tratta di un particolare tipo di glossite (infiammazione acuta o cronica della lingua), in cui la lingua si presenta con macchie aventi le seguenti caratteristiche: 

  • di colore rosa scuro o rosse;
  • più o meno numerose;
  • di dimensione variabile da pochi millimetri a qualche centimetro;
  • circondate da un bordo rilevato di colore bianco o tendente al giallo-grigiastro;
  • ricoprenti generalmente la parte superiore.

In alcuni casi, la lingua a carta geografica può interessare altre mucose della cavità orale, come ad esempio tonsille, palato, gengive, ecc. 

lingua a carta geografica

Cause della lingua a carta geografica 

Le cause di questo tipo di infiammazione sono ancora sconosciute. Tuttavia, la lingua a carta geografica è stata recentemente ricondotta a una causa di tipo genetico: la ragione va infatti ricercata nella trasmissione di alcuni geni probabilmente coinvolti nello sviluppo della malattia. Tuttavia, tra di esse possiamo trovare:

  • carenze vitaminiche;
  • stress;
  • eczema;
  • consumo eccessivo di cibi piccanti e speziati;
  • uso eccessivo di alcol;
  • patologie di origine gastrica

In particolar modo, i soggetti maggiormente esposti al rischio di lingua a carta geografica sono coloro che soffrono di 

  • dermatite seborroica;
  • asma;
  • allergie;
  • celiachia;
  • infezioni da funghi (candidosi orale);
  • gravidanza.

Inoltre, vale anche per quei pazienti che fanno uso prolungato di di medicinali, come antibiotici. 

Sintomi 

La glossite migrante è solitamente asintomatica e solo a volte può associarsi a disturbi quali ad esempio dolore o bruciore alla lingua e/o alla bocca. Alcuni sintomi comprendono:

  • macchie lisce e rosse di diversa forma e dimensione sulla lingua;
  • sensazione di bocca amara o secca;
  • alitosi;
  • perdita di gusto e intorpidimento della lingua;
  • infiammazioni e difficoltà a parlare, respirare e masticare/deglutire.

Se le lesioni tendono a non scomparire dopo una decina di giorni, si consiglia di recarsi dal proprio medico di fiducia.

Profilassi curativa

Non esiste ancora una profilassi curativa da poter mettere in atto. Tuttavia, è necessario prendere alcuni accorgimenti, quali: 

  • Prestare attenzione all’igiene orale.
  • Fare risciacqui con acqua e bicarbonato di sodio.
  • Utilizzare integratori alimentari.
  • Fare uso di colluttori antisettivi, collutori antistaminici.
  • In caso di particolare sensibilità a cibi e bevande, assumere un blando antidolorifico.

Un rimedio naturale è l’aloe, che è ricco di vitamine, sali minerali e proprietà antinfiammatorie. 

Cosa evitare 

Per evitare d’incorrere in questa patologia, è necessario evitare il consumo di snack salati, agrumi, pietanze eccessivamente condite con peperoncino o pepe, bevande o cibi troppo caldi o freddi

Inoltre, vanno evitati il fumo di sigaretta e gli alcolici

 

LE DIFFERENZE TRA L’AMBIENTE ODONTOIATRA SPAGNOLO E ITALIANO SECONDO ISABEL MORAZA MERINO

charla-isabel_IGL'odontoiatria tra Italia e Spagna

Vi siete mai chiesti quali sono le principali differenze tra l’ambiente odontoiatra spagnolo e quello italiano?  Scopriamolo assieme alla Dottoressa Isabel Moraza Merino.

Settimane fa abbiamo avuto l’onore di raccogliere la preziosa testimonianza della Dottoressa Isabel Moraza Merino, da anni attiva sul suolo italiano, riguardo i principali aspetti che differenziano l’ambiente odontoiatra spagnolo da quello italiano. Inoltre, abbiamo discusso delle conseguenze portate dal Covid-19 sul settore sanitario iberico e italico. 

odontoiatra

Isabel Moraza Merino possiede una Laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria, conseguita presso l’università di Siviglia. Dal 2010 esercita da libera professionista  in strutture private a Roma come odontoiatra generica. Inoltre, dal 2015 collabora con l’ospedale odontoiatrico “George Eastman” nel reparto di chirurgia, protesi e parodontologia diretto dal Prof. Luca Cordaro.

La Dott.ssa Merino è membro dell’ITI (International Team for Implantology) e traduttrice di articoli scientifici dall’italiano allo spagnolo, pubblicati nella Revista del Colegio de Higienistas Dentales di Madrid.


 

Qui di seguito vi lasciamo l’intervista che ci ha gentilmente rilasciato:

1. Ci può raccontare in dettaglio il percorso di studi da Lei intrapreso in Spagna?

Dopo aver conseguito il diploma di maturità in Scienze della Salute nella mia città natale, mi sono trasferita nel sud della Spagna dove mi sono laureata in odontoiatria presso l’Università di Siviglia. Ai tempi dell’università, lavorai per una prestigiosa clinica odontoiatrica a Siviglia e ho assistito un professore della mia facoltà nel suo studio. Pertanto, dopo aver conseguito il diploma universitario, possedevo già un certo livello di conoscenza del lavoro e di come gestire una clinica odontoiatrica. Inoltre, mi sono tenuta aggiornata frequentando diversi corsi e convegni.

2. Che differenze nota con il sistema educativo italiano? 

La differenza principale riguarda lo stage: mentre in Spagna lo si fa dal secondo anno di laurea (nel mio caso con tema “introduzione alla clinica odontoiatrica”) ​​e si approfondiscono durante il quarto e il quinto anno (quasi interamente a livello pratico), in Italia gli studenti terminano il percorso senza aver potuto esercitare la professione, il che comporta un ritardo nell’accesso al mercato del lavoro, che si riflette in un maggiore impegno da parte del neolaureato. Tuttavia, ritengo che il grande sforzo a livello teorico richiesto agli studenti italiani sforna professionisti di grande eccellenza, come avviene nell’odontoiatria italiana.

3. Ha dovuto procedere con l’omologazione del suo titolo per poter esercitare in Italia? Se sì, si è trattato di un processo complicato?

Sì, ho iniziato tutto l’iter burocratico mesi prima di trasferirmi in Italia, e devo dire che è stato abbastanza semplice: consisteva principalmente in un documento del Ministero della Salute che riconosceva la possibilità di esercitare in Italia, il cosiddetto “good standing”, un certificato che garantiva la mia buona reputazione come odontoiatra e pertanto la possibilità di svolgere la mia professione nel “Bel Paese”; il mio certificato accademico personale; e infine in un dettato del Collegio dei dentisti di Roma per dimostrare la mia padronanza della lingua italiana.

4. Ritiene giusto quanto dettato dalla Direttiva Europea 2005/36/CE concernente il riconoscimento del titolo di studi esteri? Cosa pensa delle misure compensative imposte dal Ministero della Salute italiano per concedere l’abilitazione professionale a coloro che provengono da un percorso di studi estero?

Ritengo che sia giusto poter esercitare in qualsiasi Paese della CEE purché siano soddisfatti il ​​livello accademico necessario e i vari requisiti. Sinceramente, non so se negli ultimi anni (ho omologato il mio titolo di laurea 10 anni fa) l’iter di omologazione si è fatto più complicato.

5. Cosa l’ha portata a vivere e lavorare in Italia? 

Anche se suona molto romantico, l’ho fatto per la persona che attualmente è mio marito:  ai suoi tempi ho lasciato tutto per amore. In quel momento, lavoravo in una clinica odontoiatrica dove mi trovavo molto a mio agio, ma nonostante ciò, salutai la mia famiglia e gli amici per ricominciare tutto da zero qui in Italia.

6. Ha riscontrato delle difficoltà in ambito lavorativo provenendo da un percorso di studi straniero? (si intende sia a livello professionale che personale)

A livello formativo, mi sono sentita molto amata come spagnola dagli italiani. Tuttavia, senza alcun tipo di contatto, non è assolutamente facile ricevere proposte di lavoro, e nel caso in cui ciò avvenisse, si tratta di posizioni con un livello di responsabilità inferiore. Inoltre, c’è da sottolineare che in Italia finiscono l’università un anno dopo rispetto alla Spagna e senza aver avuto la possibilità di prendere parte a uno stage formativo. Insomma, l’iter per ottenere una posizione di un certo livello è alquanto lungo e faticoso.

7. Che differenze nota tra l’ambiente odontoiatra spagnolo e quello italiano? 

 Il profilo del dentista medio nei due Paesi è alquanto diverso: mentre in Spagna si tratta di una giovane donna (l’anno in cui mi sono laureata io, l’80% di noi erano ragazze), in Italia è quello di un uomo sulla sessantina, soprattutto in ambiti come la chirurgia orale. Ricordo ancora la prima volta che frequentai un corso presso il Collegio dei Dentisti di Roma, questo aspetto attirò molto la mia attenzione.

8. Se dovesse individuare un aspetto dell’ambiente odontoiatra spagnolo che Le piacerebbe portare in Italia, quale sarebbe? E uno italiano che manca in Spagna? 

Credo che l’ambiente odontoiatrico in Spagna sia meno competitivo; tra i professionisti c’è più cameratismo senza necessità di dimostrare che tu sia il migliore. D’altro canto in Italia, mi piace l’atteggiamento del paziente nei confronti del professionista, dal momento che si rivolgono a lui con più rispetto e si affidano alla clinica odontoiatrica tradizionale, tralasciando la fiducia nei numerosi franchising che sono emersi in questi ultimi tempi e che, fortunatamente, stanno perdendo poco a poco posizioni nel mercato del lavoro.

9. E ora passiamo all’argomento che è sulla bocca di tutti: coronavirus ed economia. Ha avuto notizia dai suoi colleghi spagnoli circa l’impatto del coronavirus sul settore dell’odontoiatria?

In Spagna l’impatto sull’economia in generale e sui consumi da parte del paziente è stato notevole. Nel mio caso, invece, in Italia i mesi successivi alla quarantena forzata sono stati positivi, con grande richiesta da parte del paziente di trattamenti odontoiatrici quali il ridimensionamento o il conservatore dentale. Si spera che questa tendenza continui così, e che finalmente il paziente comprenda l’importanza di avere una buona salute orale e del suo impatto a livello generale.

10. Se dovesse descrivere in poche parole il mondo post-covid, come sarebbe? 

Un mondo basato sulla scienza e governato da regole. e valorizzando l’importanza della prevenzione nella salute e nel nostro caso nella salute dentale.

Ringraziamo la Dott.ssa Merino per averci reso note le sue opinioni e aver fornito un quadro piuttosto dettagliato sulle principali differenze che caratterizzano Italia e Spagna in ambito odontoiatrico. 

Il filo rosso che le accomuna? L’importanza della prevenzione sul fronte sanitario

REGALA UN SORRISO

regala un sorrisoGiornata Mondiale del Sorriso 2020

Oggi, 7 ottobre 2020, è la Giornata Mondiale del Sorriso, nata nel 1999 grazie alla World Smile Foundation, organizzazione no profit con sede in Massachusetts che contribuisce a diffondere gesti positivi. Il loro logo è l’icona smile di Harvey Ball, comunissima nell’era dei social media.

Harvey Ball era convinto che la sua faccina gialla sorridente rappresentasse sentimenti positivi, qualcosa che andava al di là dei limiti territoriali o diversità a livello religioso e politico. Per tale motivo, volle istituire la Giornata del Sorriso, affinché tutti  potessero essere no limits, come il suo celebre smile.

regala un sorriso

Regala un sorriso seguendo questi semplici consigli 

Oggi più che mai siamo invitati a compiere un atto di gentilezza e a regalare un sorriso ai più bisognosi. Certo è che non avere un sorriso particolarmente gradevole può generare problemi a livello di autostima. Per tale motivo, ti invitiamo a seguire i consigli sottostanti. 

Lavati i denti nel modo corretto 

Gli esperti consigliano di lavarsi i denti tre volte al giorno per prevenire la placca batterica. La tecnica raccomandata prevede uno strofinamento verticale, partendo dall’esterno verso l’interno della bocca, in modo tale che le setole rimuovino efficacemente i residui di cibo e la placca.

Inoltre, è importante mantenere la bocca aperta per raggiungere facilmente con lo spazzolino i punti più difficili e nascosti dove si sedimentano batteri e sporcizia.

Infine, vi ricordiamo che è importante dedicare almeno tre minuti alla pulizia dei denti e pulire accuratamente lo spazzolino con acqua tiepida per evitare la proliferazione dei batteri. 

Scegli il tipo di spazzolino più adatto 

Per quanto concerne lo spazzolino, è fondamentale che sia munito di testina piuttosto piccola e arrotondata. Inoltre, non dovrebbe presentare fessure nella zona in cui sono attaccati i ciuffi di setole per impedire ai batteri di annidarsi tra le setole.  

Ricordiamo inoltre che è meglio preferire uno spazzolino dotato di setole artificiali, in quanto, non essendo cave, non raccolgono batteri o residui di cibo al loro interno.

Per maggiori informazioni, dai un’occhiata all’articolo sottostante: 

LEGGI L’ARTICOLO

 

Usa il dentifricio nelle giuste dosi 

Ricorda che è necessario usare il dentifricio in piccole dosi per le seguenti ragioni:

  • evitare che il gusto troppo forte ed il conseguente bisogno di sputare portino ad interrompere l’azione di spazzolamento prima del previsto;
  • usare il dentifricio in ingenti quantità ci fa incorrere nel rischio di assorbire eccessive quantità di fluoro; questo minerale, per fissarsi sui denti, ha comunque bisogno di essere mantenuto in sede per un tempo adeguato.

Inoltre, i dentifrici con un indice di abrasività inferiore a 250 possono causare effetti nocivi in quei soggetti che hanno una salute orale più delicata. 

Per saperne di più, ti consigliamo di dare un’occhiata al post sottostante:

LEGGI L’ARTICOLO

Non ti dimenticare il filo interdentale 

Gli esperti affermano che il filo interdentale dovrebbe essere utilizzato come minimo tre volte al giorno. Tuttavia, per comodità, passarlo una volta al giorno, preferibilmente la sera, è sufficiente. Un mancato utilizzo del filo interdentale favorisce l’accumulo di placca in quegli spazi inaccessibili allo spazzolino, dando  vita a incrostazioni di tartaro

Ti sei mai chiesto quale sia la tecnica più adatta per fare uso del filo interdentale? Allora l’articolo sottostante può fare al caso tuo:

LEGGI L’ARTICOLO

 

Igienizza il cavo orale con il colluttorio  

Il collutorio è particolarmente efficace solo se il suo uso è combinato a spazzolino, dentifricio e filo interdentale. I suoi benefici? 

  • aiuta a prevenire la placca;
  • consente di trattare particolari condizioni del cavo orale, quali gengiviti, afte ed alito cattivo.

E ricordate: evitate di impiegare colluttori a base di alcol, in quanto tendono a danneggiare le mucose. 

Se sei curioso di scoprire i tipi di colluttori in commercio, dai un’occhiata qui sotto:

LEGGI L’ARTICOLO

 

Segui un’alimentazione corretta 

Un’alimentazione corretta è fondamentale per la salute della bocca. Gli esperti consigliano di limitare il più possibile il consumo di zuccheri che favoriscono la formazione delle carie e la comparsa di diverse malattie parodontali. Al contrario, è preferibile consumare cibi ricchi di calcio, come il latte e i legumi, che aiutano a rinforzare lo smalto dentale e la struttura dei denti.

Ti stai chiedendo quale sia la migliore dieta da seguire per avere un sorriso smagliante? Scopri tutti i dettagli al seguente articolo:

LEGGI L’ARTICOLO

 

Allena il tuo viso 

Per avere un sorriso smagliante, è necessario praticare degli esercizi facciali per rassodare e tonificare i muscoli del viso.

Un consiglio? Rilassati poi protendi le labbra e sorridi. Mantieni il sorriso per 10 secondi, quindi rilassalo di nuovo. Fai questi esercizi una volta al giorno fino a quando non otterrai un sorriso bello e naturale.

Scegli il colore di rossetto giusto 

Se osservate la ruota dei colori, noterete che essa è suddivisa in tonalità “fredde” e tonalità “calde”. I colori posizionati all’opposto sulla ruota sono complementari tra loro.

Ad esempio, il blu (freddo) e il giallo (caldo) sono colori complementari: quindi, se i tuoi denti non sono esattamente color perla, è preferibile optare per un rossetto dalle tonalità blu per smorzare il giallo dei denti.

 

 

E per conludere, vi lasciamo una celebre citazione di Joseph Addison:

“Quel che il Sole è per i fiori, i sorrisi lo sono per l’umanità”

 

 

GIORNATA MONDIALE DELL’ORTODONZIA: BENEFICI E TIPOLOGIE

ortodonziaGiornata mondiale dell'ortodonzia

In occasione della giornata mondiale dell’ortodonzia, vogliamo approfondire questa tematica a molti sconosciuta. L’ortodonzia è quella branca dell’odontoiatria che corregge la posizione errata di denti e mandibole. Sappiamo quanto sia difficile mantenere puliti i denti storti e quanto questo possa causare carie o eventuali malattie parodontali. Altre conseguenze derivanti da una posizione errata di denti e mandibole sono: 

  • ulteriore stress ai muscoli della masticazione, che provoca mal di testa;
  • disturbi dell’articolazione temporomandibolare (ATM); 
  • dolore al collo, alla schiena e alle spalle. 

I denti storti e non posizionati correttamente sono anche poco piacevoli dal punto di vista estetico.

cos'è l'ortodonzia

Indice

Quando ricorrere all’ortodonzia

Ora che sappiamo di cosa si tratta, è arrivata l’ora di indicare i casi in cui è necessario ricorrere a questa branca dell’odontoiatria

  • Progenismo mandibolare: in tal caso, la mandibola sporge più avanti rispetto alla mascella. Può essere causa anche di dolori a livello dell’articolazione temporo-mandibolare e dare problemi di masticazione e fonazione.
  • Crossbite: a bocca chiusa, i denti inferiori sporgono troppo o quelli superiori sono troppo rientranti. Il crossbite può condizionare la funzione masticatoria, obbligando mandibola e muscoli a una postura scorretta che, con l’andare del tempo, può causare dolore.
  • Morso aperto: si definisce morso aperto la fessura che rimane  tra l’arcata superiore e quella inferiore nel momento in cui la bocca è chiusa.  Questo può anche generare la cosiddetta “respirazione orale”, una condizione in cui il soggetto non respira con il naso ma con la bocca, causando problemi anche a livello sistemico.
  • Morso profondo: si riscontra quando, a bocca chiusa, i denti dell’arcata superiore coprono eccessivamente quelli dell’arcata inferiore. Il morso profondo genera problemi a livello di pronuncia, respirazione e masticazione. In alcuni casi, i denti possono anche andare a danneggiare gengive e palato, causando quindi ulteriori problemi.
  • Overjet aumentato: si verifica quando c’è una distanza maggiore del normale tra il margine incisale (quello che si usa per addentare) degli incisivi superiori e quello degli incisivi inferiori. In questo caso, gli incisivi superiori, essendo molto sporgenti, sono esposti ad un maggior rischio di frattura in caso di trauma.
  • Affollamento: presenza di troppi denti nella cresta dentaria.
  • Spazi tra denti: spazi tra i denti come risultato di uno o più denti mancanti o di denti troppo piccoli rispetto allo spazio disponibile.

Benefici dell’ortodonzia

L’ortodonzia è in grado di migliorare la salute orale su vari livelli. La maggior parte dei pazienti che si sottopongono a questo tipo di trattamento sperano di ottenere benefici dal punto di vista estetico. Tuttavia, è bene precisare che  i suoi vantaggi vanno al di là della semplice estetica. 

Benefici funzionali

Nel momento in cui verrà corretta la posizione dei denti, il beneficio principale riguarda il loro funzionamento. Masticare e mordere sarà di gran lunga più semplice, dal momento che i denti non saranno soggetti a un eccessivo logoramento e che inoltre verrà ridotta la loro mobilità.  Inoltre, la sensibilità dentale apparirà con minore frequenza.

Benefici per la salute

I benefici per la salute derivanti dall’ortodonzia hanno un riflesso diretto sia su bocca che sul resto dell’organismo. Dei denti ben collocati sono più facili da mantenere puliti, pertanto è meno probabile che la bocca sviluppi carie o malattie parodontali.  Inoltre, al di fuori di ciò che concerne la salute orale, noterai meno dolore alla schiena, orecchie e testa, aree in cui è facile che si accumuli tensione derivante da una masticazione incorretta.  Una volta corretta la posizione della bocca, tutta questa tensione scomparirà.

Benefici estetici

Avere un sorriso smagliante ha senza dubbio dei risvolti positivi sull’autostima e le relazioni sociali.

Tipologie di apparecchi

Vi siete mai chiesti se gli apparecchi possono utilizzarsi a tutte le età? La risposta è sì. Il suo utilizzo si è talmente esteso che oggigiorno l’apparecchio costituisce qualcosa di estremamente comune.

Ad ogni modo, esistono formule ben più discrete, come l’Invisalign, delle stecche estraibili e totalmente trasparenti. Di fatto, questa tipologia di apparecchio è solitamente utilizzata con pazienti di età avanzata. Un altro tipo di ortodonzia è la linguale: tale sistema è molto simile a quello convenzionale, ma in tal caso l’apparecchio viene collocato nella parte interna dei denti.

Esistono varie tipologie di apparecchi, sia fissi che mobili, utilizzati nei seguenti casi: 

  • spostamento dei denti;
  • riqualificare i muscoli;
  • stimolare la crescita delle mandibole.

Apparecchi fissi

Qui di seguito, una lista dei principali apparecchi fissi secondo quanto indicato da Colgate

  • Apparecchi ortodontici: si tratta di apparecchi composti da fasce, fili e/o sostegni. Le fasce vengono utilizzate per ancorare l’apparecchio ai denti, mentre i sostegni solitamente sono collegati alla parte frontale del dente. L’arco di fili passa attraverso i sostegni e viene collegato alle fasce. I denti sono messi in tensione e gradualmente si spostano nella posizione corretta tramite il tiraggio dell’arco di filo. 
  • Apparecchi speciali fissi: correggono  l’abitudine dei bambini di succhiarsi il pollice o spingere sui denti con la lingua. Questo tipo di apparecchio è fissato ai denti con delle bande.
  • Apparecchio fisso per il mantenimento di spazi tra i denti: nel caso in cui un bambino perda un dente prematuramente, si utilizza un apparecchio fisso per tenere aperto lo spazio che si è creato finché non spunta il dente permanente. Si collega una fascia al dente vicino allo spazio vuoto e un filo viene tirato fino al dente dall’altra parte dello spazio.

Apparecchi mobili

Per quanto concerne gli apparecchi mobili, i più comuni sono i seguenti:

  • Allineatore: gli allineatori seriali sono sempre più usati dagli ortodontisti per spostare i denti, ma senza ponti e supporti di metallo come negli apparecchi fissi. L’allineatore è invisibile e si toglie per mangiare, per lavarsi i denti e quando si usa il filo interdentale.
  • Apparecchio mobile per il mantenimento di spazi tra i denti: questo apparecchio è costituito da una base acrilica che riveste la mascella. È costituito da ramificazioni di metallo o di plastica per mantenere lo spazio tra i denti interessati.
  • Apparecchi per il riposizionamento della mascella: si possono posizionare sia sulla mascella superiore che inferiore. Il loro fine? Migliorare il movimento di chiusura.
  • Separatori di labbra e guance: servono per mantenere le labbra e le guance lontane dai denti. I muscoli del labbro e della guancia possono esercitare una pressione sui denti, e pertanto i separatori servono ad alleggerire questa pressione.
  • Espansore del palato: si tratta di un apparecchio usato per allargare l’arco della mascella superiore. Attraverso questo supporto di plastica che si fissa sul palato, la pressione verso l’esterno esercitata dalle viti porta ad un allargamento dell’area palatale.
  • Apparecchi mobili di mantenimento: posizionati sul palato, prevengono lo spostamento dei denti nella loro precedente posizione. 
  • Cuffia: si posiziona una cinghia dietro alla testa legata ad un filo metallico che arriva davanti fino ai denti, o arco facciale. L’uso della cuffia ha l’obiettivo di rallentare la crescita della mascella superiore e mantenere i denti posteriori in posizione tirando indietro i denti anteriori.

 

LA PAROLA A STEFANIA: 25 ANNI DOPO LA CRESCITA PROFESSIONALE GRAZIE A ILERNA

stefania_IGStefania e il salto di carriera grazie a ILERNA

Salti di carriera e crescita professionale nella rubrica “La parola agli studenti”.

L’ospite di oggi è Stefania Brandalise, studentessa di ILERNA Online Italia e attiva da ben 25 anni nel mondo odontoiatrico. Grazie al nostro Istituto, Stefania potrà aspirare a un importante salto di carriera e iniziare a esercitare la professione di igienista dentale. Come ben sottolinea Brandalise, il metodo di ILERNA rappresenta il futuro, in quanto consente a tutti di prendere parte a un percorso di studi e crescere professionalmente senza restrizioni.

crescita professionale

1. Perché hai scelto ILERNA Online Italia?

ILERNA, dopo 25 anni nel mondo dell’odontoiatria, mi dava l’opportunità che cercavo, una crescita professionale. Come? Riuscendo a conciliare tutti gli impegni che una donna a 45 anni ha, “casa, famiglia, lavoro” e potendo studiare senza l’obbligo di frequenza. Credo che sia giusto dare a tutti la possibilità d’istruirsi e di crescere senza restrizioni. Questo metodo rappresenta il futuro!

2. Come sei venuta a conoscenza della nostra scuola?

Ho conosciuto la scuola di ILERNA facendo delle ricerche su internet, su indicazione di professionisti laureati in Spagna.

3. Cosa ne pensi del metodo di studio ILERNA?

Il metodo di studio che utilizza ILERNA è impegnativo, soprattutto se non si ha nessuna conoscenza in ambito odontoiatrico. Bisogna studiare e apprendere in modo preciso per poter affrontare gli esami. I professori sono sempre a disposizione per chiarimenti, ma non avendo un riscontro in aula bisogna essere organizzati e tanto motivati.

4. Come vedi il tuo futuro a livello professionale?

Il mio futuro lo vedo in salita, sono felice d’aver approfondito le mie conoscenze in ambito d’igiene dentale e spero di poter mettere in campo le mie capacità e trasmettere la mia passione.
Sono fiduciosa che il Ministero della Salute Italiano prenda in considerazione questo metodo di studio e che analizzi il percorso individuale di ogni alunno. Visto il periodo che stiamo passando con il Covid-19 anche l’istruzione in Italia dovrà adeguarsi a questi nuovi metodi internazionali.

5. Quali credi che siano i nostri punti di forza?

I punti di forza di questa scuola sono state le lezioni in presenza a Milano, dove con i professori ho potuto approfondire e chiarire i miei dubbi. Anche il tirocinio presso uno studio dentistico l’ho ritenuto un’esperienza importante per apprendere nuovi metodi di lavoro.

Un altro punto di forza è stata senza dubbio l’opportunità che questa scuola ha dato a molte persone di poter studiare, lavorare e conciliare gli impegni familiari.

6. Consiglieresti il nostro istituto? Perché?

Consiglierei questo metodo di studio a tutte quelle persone che hanno già approfondito e lavorato in questo ambito, perché è un’opportunità di crescita lavorativa. Mi sono trovata bene sia con gli insegnanti che con tutto lo staff di ILERNA, sempre al fianco dell’alunno per ogni chiarimento e difficoltà.

7. Descrivi in tre parole la tua esperienza presso la nostra Scuola.

Questa scuola è efficiente, all’avanguardia e professionale.

 

Ringraziamo Stefania per aver condiviso con noi la sua esperienza presso ILERNA. Ci riempie il cuore sapere che i nostri studenti considerano il nostro metodo di studio un esempio da seguire. ILERNA crede fermamente in un modello di apprendimento libero da qualsiasi tipo di vincolo o restrizione.

Qui di seguito vi lasciamo la testimonianza di un’altra delle nostre studentesse, che grazie a ILERNA ha potuto tornare sui banchi di scuola ed aspirare a un salto di carriera.

LEGGI L’INTERVISTA