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igiene dentale

Denti e caldo: conseguenze sulla salute orale

Denti-caldoDenti e caldo

Con l’arrivo del caldo e la conseguente alimentazione scorretta data da snack, gelati, aperitivi e bevande zuccherate, insorgono vari problemi legati alla salute orale. Le problematiche che giungono all’ osservazione del dentista sono diverse ma dipendono principalmente proprio dal caldo.

Scopriamoli assieme nelle seguenti righe. 

Conseguenze del caldo sulla salute orale

La conseguenza principale dell’arrivo del caldo sulla salute orale è l’aumento della sensibilità ai denti. Ciò è dovuto spesso a un considerevole incremento del consumo di cibi e bevande acide (frutta e verdura, succhi di frutta, bibite, ecc), che possono causare una superficiale demineralizzazione dei denti di norma reversibile, associato ad un loro consumo a temperature “fredde” che aggravano il fenomeno della sensibilità dentale soprattutto nei pazienti con recessioni gengivali, usure dentali, parodontopatie o carie.

Per risolvere questo tipo di problema, è necessario ridurre non la quantità ma la frequenza di assunzione di questi cibi e di assumerli a temperature più vicine a quelle ambientali in modo da limitare la variazione termica improvvisa che altrimenti i denti percepirebbero.

Un secondo fenomeno è l’aumento o un rapido peggioramento delle infezioni batteriche a carico dei denti o di ferite chirurgiche con conseguente formazione di dolorosi ascessi. Il motivo principale è la temperatura ottimale per l’ambiente batterico e per la sua rapida proliferazione che velocizza ed aumenta il fenomeno ascesso/dolore di infezioni latenti (granulomi) od in atto; altro motivo è l’esposizione al sole che, se eccessiva, può debilitare transitoriamente il fisico ed abbassare il sistema immunitario. In tal caso, bisonerà sottoporsi a una cura antibiotica e alla soluzione terapeutica successiva del problema.

Infine, un altro evento spiacevole che può verificarsi nei periodi estivi è una più difficile guarigione delle ferite, una maggiore possibilità che si infettino ed una maggiore tendenza al sanguinamento; questo sempre a causa delle elevate temperature che oltre come detto a predisporre alle infezioni potrebbe condizionare la formazione del coagulo e le successive fasi di una corretta guarigione.

Regole da seguire

Ecco qui alcune semplici regole da seguire: 

  1. Inserite il vostro spazzolino, dentifricio e filo interdentale in un beauty case a parte, evitando di mischiare tali strumenti con trucchi, spazzole e creme. In tal modo, si eviterà la contaminazione batterica
  2. Ricordate di far uso di uno spazzolino di qualità, anche se da viaggio. Nel caso in cui non ve lo foste portati dietro, potete optare per una gomma senza zucchero allo xilitolo o una mela
  3. Nel caso in cui soffriate di sensibilità dentale, evitate le bevande molto fredde, che possono essere fonte di irritazione. 
  4. Portate sempre con voi un kit per eventuali traumi che possano manifestarsi: in caso di rottura, il dente può essere riattaccato dal dentista ma il frammento deve essere mantenuto idratato con soluzione fisiologica.
  5. Bevete molto per mantenervi idratati, in quanto la riduzione della salivazione può favorire la permanenza di zuccheri o sostanze acide.
  6. Riducete il consumo di soft drink perché ricchi di zuccheri, e aspettare mezz’ora prima di lavare i denti per permettere alla saliva di tamponare l’ambiente acido.
  7. Favorite il consumo di caramelle senza zucchero. Gli zuccheri, infatti, zuccheri sono nutrimento per i batteri che causano la carie 
  8. Se amate gli sport all’aperto, fate richiesta di una placca di protezione su misura, che possa preservare la dentatura in caso di traumi.

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Radiografie dentali: rischi e tipologie

radiografie dentaliRadiografie dentali

Le radiografie dentali sono immagini che i dentisti utilizzano per valutare la tua salute orale

Questi raggi X vengono utilizzati con bassi livelli radioattivi per catturare immagini della parte interiore dei tuoi denti e gengive. Tale tecnica consente ai professionisti di identificare eventuali problemi, quali cavità, carie e denti inclusi.

Motivi per ricorrere alle radiografie dentali

Vi starete chiedendo: perché utilizzare una radiografia dentale? Nel caso in cui il tuo dentista stia seguendo il progresso di un problema dentale o trattamento, è possibile che ricorra spesso all’uso di radiografie dentali.

I fattori che possono influenzare le radiografie dentali sono i seguenti: 

  • età;
  • attuale igiene orale;
  • sintomi inerenti a una malattia dentale;
  • storico di patologie legate alle gengive o all’insorgere di carie.

In caso di nuovi pazienti, il dentista tende a far uso delle radiografie dentali per avere una panoramica della tua igiene dentale.  Ciò è di fondamentale importanza se non ti sei mai stato sottoposto a questa tipologia di trattamento. 

Normalmente, i bambini hanno bisogno di radiografie dentali con maggiore frequenza rispetto agli adulti, in quanto è necessario tenere sotto controllo la loro crescita dentale. 

Rischi delle radiografie dentali

Anche se le radiografie dentali comportano radiazioni, i livelli di esposizione sono talmente bassi da essere considerati sicuri per bambini e adulti. Inoltre, qualora il dentista opti per radiografie digitali invece di svilupparle su pellicola, i rischi di esposizione alle radiazioni sono ancora più bassi.

Il dentista posizionerà anche una “pettorina” di piombo su torace, addome e regione pelvica per evitare un’inutile esposizione alle radiazioni degli organi vitali. 

Le donne in gravidanza o che ritengono di esserlo dovrebbero evitare tutti i tipi di radiografie, in quanto le radiazioni non sono considerate sicure per i feti in via di sviluppo.

Tipologie di radiografie 

Esistono differenti tipologie di radiografie. Ecco qui di seguito le principali: 

  1. Le radiografie endorali vengono eseguite tramite l’uso di pellicole radiografiche, che vengono collocate nel cavo orale. Il loro obiettivo principale è ispezionare i denti, e comportano un’esposizione ai raggi molto bassa. 
  2. La radiografia bite wing è una tecnica radiografica intraorale che mostra su pellicola un’immagine delle corone dei molari o dei premolari, sia inferiori che superiori. È indicata per verificare la presenza di carie tra i denti, carie sotto le otturazioni, aggiustamenti di restauri, tartaro e riassorbimento osseo da lieve a moderato.
  3. Le periapicali si utilizzano per verificare la presenza di ascessi, fratture dentali, carie e cisti e sono molto utili durante i trattamenti canalari per riuscire a determinare la grandezza e la forma del canale radicolare.
  4. Le radiografie occlusali consentono di individuare fratture, cisti e denti non ancora spuntati. In tal caso, viene utilizzata una lastra più grande rispetto alle precedenti, che permette una visione quasi completa di entrambe le arcate dentarie. 

Per avere una visione più completa delle arcate dentarie, delle mascelle, della zona dei seni nasali e del cranio con proiezioni laterali e anteriori, gli esami radiologici impiegati sono quelli extraorali come la panoramica e la teleradiografia del cranio.

  1. La panoramica permette di studiare le arcate dentarie, la posizione dei denti, le ossa mascellari e la mandibola. Consente di rivelare la presenza di carie, parodontiti; inoltre, può evidenziare anche eventuali malformazioni dentarie o lesioni ossee, infiammazioni, granulomi, cisti o formazioni di altro genere. L’esposizione alle radiazioni, con l’impiego delle tecnologie digitali, è davvero ridotta e – ad eccezione delle donne in gravidanza – questo permette che si possa eseguire un’ortopanoramica anche su soggetti più giovani come bambini e adolescenti.
  2. La teleradiografia del cranio permette di avere una visione di insieme dell’anatomia della testa, in quanto consente di capire se le arcate dentarie sono posizionate correttamente e se i denti occupano le giuste posizioni rispetto alle ossa. É un esame molto utile per problematiche come malocclusioni e morsi inversi.

Dopo la radiografia dentale…

Quando le immagini sono pronte, il dentista le esamina e verifica la presenza di eventuali anomalie. Se la pulizia dei denti viene effettuata da un igienista dentale, il dentista può esaminare i risultati delle radiografie con il paziente dopo la pulizia.

L’eccezione è rappresentata dal caso in cui l’igienista scopra problemi significativi, quali ad esempio carie.


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Denti e zucchero: come prevenire le carie

denti e zuccheroDenti e zucchero

Denti e zuccheri, un dilemma senza tempo. Quando consumiamo cibi o bevande che contengono zucchero, stiamo nutrendo involontariamente i batteri che abitano la parete esterna dei denti. Questi, infatti, digeriscono gli alimenti ingeriti e si nutrono in particolar modo degli zuccheri, i quali producono degli acidi che corrodono gradualmente lo smalto dentale, causando le carie. Pertanto, più cibi zuccherati consumiamo nell’arco della giornata, più metteremo i denti a rischio di essere attaccati da acidi che provocano carie.

Come comportarsi?

Gli alimenti zuccherini hanno pertanto un ruolo determinante nella formazione della carie.

Maggiore sarà la permanenza di questi cibi nel cavo orale e maggiore sarà il rischio di sviluppare tale patologia.

Qui di seguito alcuni comportamenti da seguire

  • seguire una dieta equilibrata ricca di cereali, frutta, verdura, proteine e latticini dal basso contenuto di grassi;
  • evitare i cibi zuccherati che rimangono in bocca a lungo, quali caramelle dure, appiccicose o gommose;
  • ridurre la quantità di spuntini tra un pasto e l’altro;
  • consumare spuntini sani, come frutta, yogurt e gomme senza zucchero;
  • mangiare dolci e cibi zuccherati solo a fine pasto o prima di lavare i denti;
  • controllare le etichette dei cibi per individuare la presenza di zuccheri “nascosti”;
  • prediligere l’acqua al posto di bibite gassate e succhi di frutta, entrambi ricchi di zuccheri;
  • lavare i denti a fondo dopo ogni pasto;
  • utilizzare il filo interdentale una volta al giorno; 
  • usare dentifricio al fluoro.

Prevenzione

La miglior cura è senza dubbio la prevenzione. Qualora la carie fosse al primissimo stadio, è possibile iniziare una terapia al fluoro, una tecnica che aiuta il dente a rinforzare lo smalto e a contrastare lo sviluppo della carie.

Nel caso invece in cui la carie si trovi in uno stadio avanzato tale da richiedere terapia conservativa, il medico odontoiatra dovrà intervenire con la procedura di otturazione o di devitalizzazione, a seconda delle esigenze del paziente.


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Sensibilità dentale: cure e rimedi

sensibilità dentaleSensibilità dentale

La sensibilità dentale è una condizione dentale che può svilupparsi tra i 20 e i 50 anni in conseguenza di disturbi quali recessione gengivale e usura dello smalto

Tale patologia si sviluppa quando la dentina, la parte interna del dente, diviene esposta. La dentina si trova sotto lo smalto o il cemento (nella parte sotto gengivale del dente). 

Nelle prossime righe, vi spiegheremo nel dettaglio in cosa consiste questa patologia, le possibili cause e i rimedi. 

In cosa consiste la sensibilità dentale?

I denti sensibili possono essere associati a stimoli alquanto dolorosi, che insorgono nel momento in cui si ingeriscono cibi dolci, acidi, caldi o freddi ed entrano in contatto con i denti. Inoltre, uno spazzolamento troppo energico, l’acqua o la pressione generata dall’attività masticatoria possono produrre questa sensazione fastidiosa, spesso intollerabile.

Cause

Da cosa dipende la sensibilità dentale?

Come indica My Personal Trainer, più che di denti sensibili, gli esperti preferiscono parlare di ipersensibilità dentinale. Questa condizione riconosce cause patologiche; in tal caso, i denti sensibili possono essere segno di:

  • Usura dello smalto da bruxismo, eccessiva frequenza o intensità di lavaggio dei denti ecc.;
  • Carie incipiente o avanzata (a seconda della soglia di sensibilità del paziente);
  •  Trauma dentale maggiore o microtraumatismi ripetuti.

oppure non patologiche, come risultato di:

  • Recessione gengivale da spazzolamento troppo aggressivo e tecnicamente scorretto, oppure da infiammazione gengivale);
  • Alcune terapie odontoiatriche ed interventi di chirurgia parodontale;
  • Variante fisiologica in pazienti ipersensibili, ossia con una bassa soglia del dolore.

Esiste una certa controversia riguardo l’eziologia di questo dolore, anche se l’ipotesi idrodinamica è quella che viene maggiormente accettata. Secondo ciò, i fluidi contenuti nei tubuli dentinali si alterano a causa dei cambi termici, fisici o osmotici, stimolando recettori di pressione che portano all’eccitazione nervosa, la quale si traduce in dolore dentale.

In situazioni di salute, la dentina è protetta dal mezzo orale dallo smalto (corona) e dal cemento (radice). Lo smalto è la parte più dura dell’organismo. Il cemento, maggiormente fino, debole e poroso dello smalto, viene protetto dalle gengive. Tuttavia, in determinate zone, può essere che ci sia poco smalto o cemento che, nel caso in cui si perdesse, esporrebbe i tubuli dentali al mezzo orale.

In caso di recessione gengivale, il cemento rimane in contatto con con il mezzo orale e con frequenza si perde, dal momento che si consuma per lo spazzolamento o l’utilizzo di stuzzicadenti.

Come curare la sensibilità dei denti

In caso di sensibilità dentale o gengivale, in primis è bene rivolgersi al proprio dentista di fiducia e accertare l’assenza di carie, fratture o malattie parodontali. Qualora i denti sensibili siano colpiti da simili patologie, risulta utile l’impiego di collutori e dentifrici specifici, contenenti fluoro o altre sostanze rimineralizzanti, capaci di dare sollievo dalla sensibilità e proteggere lo smalto danneggiato.

Il fluoro esibisce un’azione mineralizzante sulle superfici dello smalto dentario dei giovani e di rimineralizzazione su quello degli adulti. Tale azione è associata ad un leggero potere antiplacca e ad un’attività desensibilizzante netta (negli adulti), dal momento che determina la formazione di uno strato di fluoruro di calcio che forma una pellicola protettiva, rimineralizzante e desensibilizzante. In presenza di denti sensibili risultano potenzialmente utili anche dentifrici a base di idrossiapatite, una componente naturale che agisce creando una barriera fisiologica contro ipersensibilità, placca, tartaro e carie. Non a caso, l’idrossiapatite è la componente prevalente di ossa e denti.

Nei casi di maggiore sensibilità dentale, esistono anche degli interventi basati sull’applicazione di resine fluorate che sigillano i tubuli dentinali. Questi preparati vengono applicati nelle aree sensibili dello smalto. Il dentista può inoltre avvalersi di dispositivi elettromedicali per favorire la rimineralizzazione dentale e la chiusura dei canalicoli.

Infine, se la sensibilità è causata da recessioni gengivali, è possibile trattare il problema con un intervento di chirurgia gengivale, che ha lo scopo di fornire una nuova copertura della radice ed una protezione che possa risolvere il problema dei denti sensibili.


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Denti e caffè: benefici e danni sulla salute orale

caffè e dentiCaffè e denti

Sappiamo tutti che è difficile rinunciare a un buon caffè di prima mattina, ma dobbiamo essere coscienti degli effetti che questa bevanda miracolosa crea sulla nostra dentatura. Nelle prossime righe, scoprirete i danni così come i benefici derivanti dal caffè.

Come influisce il caffè influisce sui tuoi denti

Il caffè influisce sui denti nei seguenti modi: 

  • Accumulo di batteri su denti, gengive e lingua.
  • Alitosi.

Effetti negativi del caffè sui denti

Tra gli effetti negativi del caffè, troviamo i seguenti: 

  • macchie sui denti
  • erosione dei denti 

Il danno maggiore è sicuramente a discapito dello smalto: dal momento che i denti sono costituiti da un materiale molto assorbente, tendono ad intrappolare il colore delle sostanze che assumiamo, quali ad esempio il caffè. 

Ecco alcuni consigli per ridurre le macchie sui denti causate da queste bevande:

  1. Evitare di sorseggiare caffè, ma berlo in poco tempo, dal momento che ogni sorso è un attacco di acidi per lo smalto ed è quindi preferibile minimizzarlo il più possibile.
  2. Se non si riesce proprio a farne a meno, è bene bere un bicchiere d’acqua dopo aver consumato caffè.
  3. Lavare i denti dopo il caffè, attendendo però 30 minuti prima di spazzolarli per evitare danni allo smalto.
  4. Utilizzare il filo interdentale dopo aver lavato i denti per ridurre l’effetto degli acidi che corrodono lo smalto e portano all’ingiallimento dei denti. 

Infine, molti sostengono che il caffè può causare l’erosione dei denti a causa della sua acidità. Tuttavia, uno studio del 2012 ha rilevato che le persone che consumavano caffè 4-5 volte al giorno non avevano differenze significative di erosione rispetto a quelle che non lo facevano.

Benefici del caffè

Siamo abituati a sentir parlare degli effetti negativi del caffè sulla nostra salute orale, ma vi stupirete nel leggere che tra gli innumerevoli benefici del caffè, ce n’è uno che riguarda proprio la salute dei denti. 

Secondo la Federal University di Rio de Janeiro, la caffeina aiuta a contrastare la proliferazione di batteri, ostacolando inoltre la formazione di placca e tartaro. Chiaramente il dato si riferisce all’uso e non all’abuso di caffè, e in particolare all’espresso consumato senza l’aggiunta di zucchero o dolcificanti vari, che sono invece un vero carburante nella formazione delle carie.

Come conservare una dentatura bianca

Per conservare una dentatura smagliante, il consiglio principale è quello di sottoporsi due volte all’anno ad un’accurata pulizia. Nel frattempo, è bene seuguire questi semplici step:

  • limitati a un paio di caffè al giorno;
  • evita cibi e bevande che macchiano lo smalto;
  • dopo un buon espresso, lava i denti o sciacqua bene la bocca con acqua fresca se sei fuori casa;
  • evita chewing gum che si sostituiscono allo spazzolino e promettono sbiancamenti miracolosi;
  • prendi l’abitudine di utilizzare il filo interdentale almeno una volta al giorno, e di lavare i denti con un dentifricio delicato mattina e sera;
  • prima di procedere al normale spazzolamento, utilizza una volta al mese un po’ di bicarbonato di sodio da passare con lo spazzolino su tutti i denti per qualche minuto. Sciacqua e ripeti poi lo stesso procedimento con il dentifricio.

Come riparare i denti macchiati di caffè

Sebbene la prevenzione aiuti di certo a ridurre al minimo le macchie di caffè, non bisogna sempre usare il collutorio o lavarsi i denti dopo il caffè del mattino.

Per questo motivo, è probabile che le macchie di caffè si accumulino lentamente sui denti. Per fortuna, esistono una serie di opzioni disponibili per aiutare ad affrontare i denti già macchiati di caffè:

  • usare un dentifricio sbiancante delicato per spazzolare ogni notte;
  • inserire un kit per lo sbiancamento dei denti nella propria routine di igiene orale.

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Corona dentale, tutto quello che c’è da sapere

corona dentaleCorone dentali

La corona dentale, altrimenti definita capsula in ambito dentistico, ha lo scopo di proteggere e ricoprire il dente nella sua totalità. L’obiettivo? Ripristinare efficacemente la funzione masticatoria ed estetica del dente in questione. 

Nelle prossime righe, tratteremo nel dettaglio le caratteristiche di questo supporto protesico. 

corona dentale

Cos’è la corona dentale

La corona (altrimenti detta capsula) è un supporto protesico costituito da un cuore metallico altamente resistente e dotata di un rivestimento lucido in resina o ceramica. 

La capsula protesica ha lo scopo di ricoprire un dente gravemente danneggiato, rafforzandone la struttura e proteggendolo da inevitabili fratture. L’intervento che prevede l’inserimento della capsula sul dente viene definito “incapsulazione dentale”.

Quando ricorrere alla corona dentale

Gli specialisti consigliano ricorrere all’uso della corona dentale nei seguenti casi: 

  1. Il dente è colpito da estese carie e non può essere risanato da una semplice otturazione. 
  2. Il dente è particolarmente indebolito e si rende necessario rinforzarlo per prevenirne la caduta (a seguito ad esempio di una devitalizzazione).
  3. Il dente risulta compromesso da pulpite (infenzioni della polpa dentale).
  4. Il dente è scheggiato, rotto o seriamente lesionato.
  5. Lo smalto dentale risulta danneggiato da una patologia.

Materiali

Oggigiorno, i materiali impiegati per la realizzazione di corone dentali sono i seguenti: 

  • zirconio (la corona dentale in zirconio si compone di una struttura in zirconio e di un rivestimento esterno in ceramica. La parte in zirconio assicura sufficiente durevolezza e resistenza alla corona dentale, è perfettamente biocompatibile, anallergica, coprente, esteticamente ad altissima resa);
  • ceramica (detta anche in ceramica integrale, tutta in ceramica);
  • metallo-ceramica (una lega particolare);
  • metallo-resina;
  • resina (generalmente una corona dentale provvisoria sono realizzate in resina).

Applicazione 

L’intervento che prevede l’inserimento della corona dentale viene definito “incapsulazione dentale”

La sua applicazione si compone dei seguenti step:

  • Prima di procedere con l’incapsulazione dentale, è necessario rimuovere la corona naturale del dente danneggiato, al fine di creare lo spazio sufficiente per inserire la capsula dentale.
  • Dopo aver rimosso la corona naturale danneggiata, si esegue un’impronta dentale.
  • In seguito, verrà applicata una capsula dentale provvisoria, composta da resina acrilica. 
  • Prima di procedere con l’applicazione della capsula definitiva, al paziente viene chiesto di valutarne forma e colore
  • Una volta pronta, la capsula dev’essere testata direttamente nel paziente, in modo da poter eventualmente essere ritoccata o modificata prima di essere fissata in maniera definitiva.
  • Una volta definita secondo le necessità del paziente, la capsula potrà essere cementata nel dente.

Come curare una capsula dentale 

Come i denti naturali, le corone dentali richiedono un’accurata igiene dentale: il dente incapsulato necessita delle medesime cure di un dente naturale. 

Come indica My Personal Trainer, questi sono i passi da seguire: 

  • Lavate i denti almeno tre volte al giorno e dopo ogni singolo spuntino
  • Prestate attenzione ai dentifrici troppo aggressivi; potrebbero danneggiare lo smalto dei denti
  • Fate uso del filo interdentale almeno una volta al giorno
  • Limitate l’assunzione di caffè, e cioccolato
  • Evitate di fumare
  • Sottoponetevi a interventi di pulizia dentale professionale

In conclusione, la corona dentale presenta diverse caratteristiche in quanto a materiali adottati, necessità d’uso e colore. L’obiettivo comune? Ripristinare un’estetica dentale perfetta, assieme a una funzione masticatoria ottimale. 


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Nemici della salute orale: i 4 fantasmi da combattere a Halloween e non solo

I 4 fantasmi della salute oraleI 4 fantasmi della salute orale

Halloween è qui…che scheletri si nascondono nei vostri armadi? O meglio…in bocca! 

Tra i principali nemici (o fantasmi, per rimanere in tema Halloween) della salute orale, si nascondono senza dubbio gli zuccheri, il fumo, l’alcool e il temuto bruxismo, un fattore ereditario legato ad ansia e stress che porta a digrignare i denti. 

nemici della salute orale

Fantasma numero uno: gli zuccheri

Gli zuccheri sono sicuramente tra i principali nemici della salute dei denti, in quanto nutrono i batteri della bocca che a loro volta producono acidi che che si dissolvono e danneggiano i denti. Più zucchero si consuma, più acido è prodotto, causando le carie. 

Tra gli zuccheri più letali, troviamo il glucosio e il saccarosio, che si trovano in bevande, snack o preparati per la colazione. Un’altra abitudine da evitare è succhiare caramelle o dolciumi, in quanto aumentano sensibilmente sia la presenza che la permanenza degli acidi nelle zone più esposte. 

Da ultimo, i cibi industriali spesso nascondono una quantità elevata di zuccheri, così come i succhi di frutta, il cui consumo va limitato. 

Quali comportamenti adottare

Per evitare che gli zuccheri portino ad un’erosione dello smalto dei denti, è bene adottare i seguenti comportamenti: 

  • Alimentazione equilibrata: ridurre apporto di zucchero, incrementare assunzione di vitamine o minerali come magnesio, calcio, fosforo e fluoro. 
  • Oltre a ridurre lo zucchero, incorporare nella dieta verdure a foglia larga, che stimolano la salivazione e aiutano a pulire la bocca.
  • Assumere frutta ricca di fibre, che contengono sostanze antibatteriche capaci di ridurre i depositi di placca.
  • Sottoporsi a visite di controllo dal proprio dentista di fiducia ogni 6 mesi. 

Fantasma numero due: fumo

Il fumo ha un effetto di vasocostrittore sulle nostre gengive, in quanto rende difficile l’accesso all’afflusso di sangue e pertanto al necessario apporto di ossigeno e sostanze nutritive. Di conseguenza, ciò può portare alla retrazione del tessuto gengivale causando la parodontite.

Pertanto, i fumatori sono maggiormente soggetti alle malattie parodontali e tendono a rispondere meno favorevolmente agli interventi parodontali, poiché il tabacco rende difficile la guarigione delle gengive. Tra gli effetti più evidenti del fumo sui denti, troviamo quanto segue. 

Estetica dentale

Alcuni componenti chimici del tabacco come la nicotina e il catrame, che si dissolvono nella saliva, tendono a penetrare all’interno del dente, arrivando anche alla dentina. Di conseguenza, i denti assumono una colorazione tendente a un tono brunastro o addirittura al nero. 

Questo non è l’unico effetto estetico, poiché le nostre gengive possono anche adattarsi a un tono più pallido e persino ritrarsi, lasciando spazi tra i denti e invecchiando notevolmente il nostro sorriso.

Alitosi

Il fumo genera alitosi o peggiora tale condizione, nel caso in cui già se ne soffrisse. 

Leucoplachia

La leucoplachia o precancro orale è una lesione della mucosa orale e una delle malattie più pericolose causate dal fumo, in quanto, nel 10% dei casi, precede il cancro orale. I fumatori hanno un rischio molto più elevato di soffrirne e smettere di fumare favorisce la regressione e persino la scomparsa della malattia.

Impianti dentali

Il fumo è associato ad una maggiore perdita del supporto osseo necessario per gli impianti dentali. Ciò ha un effetto negativo sul tasso di successo del loro collocamento, che a volte può essere perso o ritirato a causa del fallimento della loro integrazione.

Cancro orale

L’80% dei casi di cancro orale si verifica in pazienti fumatori. Queste cifre agghiaccianti ci forniscono una misura delle conseguenze negative del fumo.

Fantasma numero 3: l’alcol

Le persone che hanno un disturbo da consumo di alcol tendono a sviluppare con maggiore probabilità la placca dentale, nonché a sperimentare la perdita permanente dei denti. 

Colorazione

Secondo quanto affermato dal dott. John Grbic del Columbia College of Dental Medecine, il colore nelle bevande è generato dai cromogeni, i quali si attaccano allo smalto dei denti compromesso dall’acido presente nell’alcol, macchiando di conseguenza i denti.   Un modo per aggirare questo problema è bere bevande alcoliche con una cannuccia.

A parte il contenuto di zucchero, le bevande analcoliche di colore scuro possono macchiare o scolorire i denti. Pertanto, è bene sciacquarti la bocca con acqua tra un drink e l’altro.

La birra è acida proprio come il vino. Ciò rende più probabile che i denti vengano macchiati dall’orzo scuro e dal malto presenti nelle birre più scure.

Secchezza

Il banchiere nota anche che le bevande ad alto contenuto di alcol, come gli alcolici, seccano la bocca. La saliva mantiene i denti umidi e aiuta a rimuovere placca e batteri dalla superficie del dente. Cerca di rimanere idratato bevendo acqua mentre bevi alcolici.

Altri danni

Il danno ai denti correlato all’alcol aumenta aggiungendo ghiaccio nelle bevande o agrumi alle tue bevande. Inoltre, l’American Dental Association osserva che anche una spruzzata di limone potrebbe erodere lo smalto dei denti.

Uno studio ha concluso, tuttavia, che il vino rosso uccide i batteri orali chiamati streptococchi, che sono associati alla carie. 

Fantasma numero quattro: bruxismo

Il bruxismo è un fattore ereditario legato ad ansia e stress. Molte persone tendono a digrignare i denti nel sonno e sono inconsapevoli del problema.

Il bruxismo ha diverse conseguenze, tra cui la perdita dei denti. Si tratta di una patologia semplice da individuare: se infatti ti svegli con dolore ai denti o alla mascella, fatichi ad aprire e chiudere la bocca, probabilmente durante la notte digrigni i denti. Tra tutti i nemici dei denti, il bruxismo è comunque semplice non solo da individuare ma anche da contrastare. Se proprio non riesci a gestire ansia e stress, un paradenti può limitare i danni ai tuoi denti.

Denti del giudizio: quali sono e quando estrarli

Agregar-un-titulo-2021-09-02T103528.282Denti del giudizio

I denti del giudizio sono solitamente quattro e vengono così chiamati perché solitamente compaiono tra i 18 e i 25 anni, un’età che viene definita “epoca del giudizio”. Chiamati anche ottavi o terzi molari, sono gli ultimi denti delle arcate dentarie. Talvolta, è possibile che ne compaia qualcuno in più (iperdonzia) o qualcuno in meno (ipodonzia). Quando sono più di quattro, è meglio procedere con l’estrazione dei denti del giudizio. 

denti del giudizio

Perché compaiono i denti del giudizio

I denti del giudizio sono del tutto inutili ai fini della masticazione, pertanto perché erompono? Un tempo, gli uomini primitivi erano caratterizzati da una mascella molto più grande rispetto alla nostra, in quanto dovevano masticare cibi non cotti e pertanto più duri. In seguito, con la scoperta del fuoco, i cibi si sono cominciati a cuocere e sono diventati più morbidi. Pertanto, l’evoluzione della specie umana ha portato ad aumentare le ossa del cranio per fare spazio a più materia grigia, e a diminuire il volume delle ossa mascellari. Di conseguenza, il numero dei denti molari è diminuito. 

Sintomi

Quando i denti del giudizio iniziano a erompere, i sintomi sono i seguenti: 

  1. Inizia con un lieve dolore alla gengiva.
  2. La gengiva inizia a gonfiarsi.
  3. Il gonfiore può aumentare fino a modificare il profilo del volto.

Questi sintomi possono anche essere accompagnati da febbre e mal di testa.

Rimedi naturali e farmaci per il dente del giudizio

Per controllare il dolore ai denti del giudizio, si può ricorrere a differenti farmaci antinfiammatori, quali paracetamolo o ibuprofene. Tuttavia, è meglio far uso di quest’ultimi quando la sintomatologia è molto intensa. Oltre ai comuni antinfiammatori da assumere in pillole o bustine, in commercio puoi trovare degli spray che vanno applicati nella zona dolente.

Per evitare di assumere troppi farmaci, ci sono altri accorgimenti che puoi adottare.

  • Prima di tutto, è bene evitare di spazzolare i denti in maniera troppo energica per non infiammare ulteriormente la zona.
  • Nel caso in cui l’infiammazione non sia particolarmente intensa, praticare un massaggio della zona può aiutare
  • Rimedi naturali, quali risciacqui con acqua e sale, possono aiutare a disinfettare le gengive. Inoltre, alcuni frutti o erbe possiedono proprietà lenitive ed antinfiammatorie.

Ascesso del dente del giudizio

Data la posizione anomala dei denti del giudizio, quest’ultimi sono difficilmente raggiungibili dallo spazzolino. Per tale motivo, si formano degli ascessi che devono essere curati tramite una terapia farmacologica. Per la soluzione definitiva si deve procedere, a guarigione avvenuta dell’ascesso, all’estrazione dente del giudizio.

Quando bisogna procedere con l’estrazione?

Non sempre è necessario procedere con l’estrazione dei denti del giudizio. 

Infatti, quando sono perfettamente allineati e non creano disturbi di alcun tipo, i denti del giudizio possono anche rimanere nella loro sede naturale per tutta la vita. 

Ad ogni modo, ciò che è certo, è che l’estrazione dei denti del giudizio si rivela indispensabile nelle seguenti circostanze:

  • Denti del giudizio affetti da carie o pulpiti: in questo caso, si sconsiglia vivamente di sottoporsi ad un intervento di otturazione o di devitalizzazione per correggere l’infezione, in quanto si andrebbe a salvare un dente inutile ai fini della masticazione. 
  • I denti del giudizio sono gravemente danneggiati da ascessi dentali o altre complicanze. 
  • Il dente del giudizio cresce in modo scorretto e non è allineato con gli altri denti.
  • Il mancato/incompleto sviluppo dei terzi molari può causare mal di denti e infiammazione gengivale. Inoltre, un difetto di crescita dei denti del giudizio crea una sorta di avvallamento gengivale, entro il quale i batteri possono penetrarvi, dando avvio ad una serie di danni ed infezioni che vanno via via degenerando.
  • Non trovando spazio sufficiente, un dente del giudizio parzialmente intrappolato nella gengiva spinge gli altri, provocando denti storti, difficoltà masticatorie ed affollamento dei denti.  
  • I denti del giudizio rimangono incastrati nell’osso mandibolare e non sono visibili a occhio nudo. La permanenza di questi denti nei mascellari può generare cisti che, a lungo andare, favoriscono infezioni o indeboliscono l’osso portante.
  • I denti del giudizio crescono orizzontalmente e, spingendo sui secondi molari, provocano dolore durante la masticazione. La crescita obliqua dei denti del giudizio favorisce il deposito di residui di cibo sulle fessure gengivali: anche in tal caso, i batteri avviano processi infettivi che si traducono in carie e pulpiti.
  • I denti del giudizio sono in soprannumero.
  • I denti del giudizio si scheggiano o si rompono, favorendo la penetrazione dei batteri al loro interno. 

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Impianto dentale: caratteristiche e rischi

impianto dentaleTutto quello che c'è da sapere sugli impianti dentali

L’impianto dentale consente di sostituire i denti mancanti con radici artificiali ancorate all’osso. 

Prima dell’avvento dell’implantologia dentale, il ripristino avveniva tramite protesi fissate ai denti contigui, a seguito della limatura per accogliere le corone che avrebbero sorretto il dente mancante. Quando non era possibile ricorrere a protesi fisse, si applicavano protesi mobili parziali o totali. 

Grazie alla nascita dell’implantologia, questi apparecchi vanno poco a poco scomparendo: infatti, non è più necessario coinvolgere denti intatti per sostituire i denti mancanti.

Impianto dentale

Cos’è un impianto dentale

Un impianto dentale è una piccola vite in titanio utilizzata per sostituire la radice di un dente naturale mancante

Gli impianti dentali vengono inseriti nell’osso con lo scopo di coprire lo spazio lasciato libero da uno o più denti mancanti, sia nell’arcata superiore che in quella inferiore. 

L’installazione di un impianto dentale è, a tutti gli effetti, un intervento di tipo chirurgico

Caratteristiche 

L’impianto dentale è costituito da tre differenti parti: 

  • Vite endossea (fixture): si tratta di un elemento cilindrico e filettato che, una volta inserito nell’osso mandibolare o mascellare, si integrerà nel tessuto osseo (osteointegrazione). Da ciò, dipende la solidità dell’impianto dentale.
  • Abutment (componente transmucosa): connette la vite endossea alla protesi dentaria. L’abutment costituisce la porzione a stretto contatto con la mucosa gengivale.
  • Protesi dentaria (corona artificiale): sostituisce il o i denti mancanti o estratti. Di fatto, è la parte esterna dell’impianto dentale, che ha il compito di coprire la zona priva di denti.

È importante sottolineare che le dimensioni di un impianto dentale variano a seconda della quantità di osso mascellare o mandibolare disponibile: più tessuto osseo è disponibile e maggiore è la lunghezza della vite endossea; viceversa, meno tessuto osseo c’è e minore è la lunghezza della vite endossea.

Quando ricorrervi

L’impianto dentale viene utilizzato per rimpiazzare denti mancanti o estratti quando ciò:

  • Compromette la masticazione;
  • Pregiudica la funzione fonetica;
  • Rischia di causare lo spostamento dei denti sani adiacenti;
  • Crea un disagio estetico, laddove l’assenza di uno o più denti deturpi l’estetica della bocca.

Installazione di un impianto dentale

Tecnica indolore 

In alcuni casi, è possibile inserire impianti dentali tramite una tecnica che non prevede l’incisione delle gengive ed i punti di sutura

Tale metodo studia la TAC 3D e grazie ad alcuni software, è in grado di stabilire il numero e il tipo di impianti da inserire prima di intervenire sul paziente.  

Gli impianti vengono applicati senza incidere e scollare le gengive laddove c’è l’osso individuato nell’analisi digitale preliminare della TAC. In questo modo i dolori, lividi e gonfiori post operatori sono ridotti al minimo. 

La tecnica implantare ALL ON 4 

In alcuni casi, è possibile che l’osso ci sia ma sia poco. A tal proposito, è necessario cercarlo tramite la TAC Cone Beam, software particolari, conoscenze ed esperienza. Con questa tecnica bastano 4 impianti posti dove è situato l’osso, in modo tale da poter consegnare una protesi fissa poche ore dopo l’intervento.

Quando manca l’osso cosa si può fare?

La tecnica All on 4 sopra citata è applicabile anche nel caso in cui ci sia poco osso. In tali casi, ci si avvale della tecnica degli impianti iuxtaossei, tramite la quale la protesi fissa viene ancorata ad una struttura in titanio, realizzata con la tecnica CAD-CAM.  Tale struttura a sua volta sarà avvitata sulla superficie esterna dell’osso anziché essere collocata internamente come per gli impianti endossei.

L’intervento viene eseguito in anestesia locale e pertanto non è doloroso.

Con gli impianti iuxta-ossei la protesi fissa viene applicata lo stesso giorno dell’intervento chirurgico, pertanto in poche ore si passa dalla dentiera mobile ad una dentatura fissa.

Durata e gestione

Un impianto dentale è in grado di durare dai 10 ai 15 anni senza alcun tipo di problema, a patto che il paziente presti particolare attenzione alla propria igiene orale e si sottoponga ai controlli con il dentista curante

A poter pregiudicare la durata di un impianto dentale, anche a dispetto di un’ottima gestione e pulizia, sono: 

  • protesi dentaria che comprenda un numero elevato di denti artificiali;
  • malattia parodontale che compromette la capacità dell’osso mandibolare o mascellare di sostenere la vite endossea;
  • l’osteoporosi e la radioterapia.

Rischi e complicazioni

L’installazione di un impianto dentale può generare una serie di rischi e complicanze di tipo generico, che hanno luogo a seguito di qualsiasi procedura chirurgica, o rischi e complicanze di tipo specifico, che caratterizzano l’operazione chirurgica in questione. . 

Rischi e complicanze di tipo generico

Tra i rischi e le complicanze di tipo generico, troviamo:

  • Infezioni;
  • Eccessiva perdita di sangue;
  • Gonfiore a livello di mascella o mandibola;
  • Dolore post-operatorio;
  • Allergia agli anestetici utilizzati nel corso della procedura.

Rischi e complicanze di tipo specifico

I rischi e le complicanze di tipo specifico sono distinguibili in: 

  1. rischi e complicanze a breve termine 
  2. rischi e complicanze a lungo termine.

Tra le problematiche a breve termine, si segnala soprattutto la mancata osteointegrazione della vite endossea.

Tra le problematiche a lungo termine invece, segnaliamo:

  • Gli episodi di perimplantite (processo infiammatorio che colpisce i tessuti siti attorno a un impianto dentale e che causa una perdita del supporto osseo nel quale si ha integrato);
  • La rottura della corona (o protesi dentaria);
  • L’allentamento della vite endossea;
  • La frattura della vite endossea o dell’abutment;
  • Il disallineamento dei denti, dovuto a fenomeni di riassorbimento osseo della mascella o della mandibola.

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