Please assign a menu to the primary menu location under menu

Il Blog di ILERNA Online Italia

La Formazione Professionale su misura per te

carie

Denti e zucchero: come prevenire le carie

denti e zuccheroDenti e zucchero

Denti e zuccheri, un dilemma senza tempo. Quando consumiamo cibi o bevande che contengono zucchero, stiamo nutrendo involontariamente i batteri che abitano la parete esterna dei denti. Questi, infatti, digeriscono gli alimenti ingeriti e si nutrono in particolar modo degli zuccheri, i quali producono degli acidi che corrodono gradualmente lo smalto dentale, causando le carie. Pertanto, più cibi zuccherati consumiamo nell’arco della giornata, più metteremo i denti a rischio di essere attaccati da acidi che provocano carie.

Come comportarsi?

Gli alimenti zuccherini hanno pertanto un ruolo determinante nella formazione della carie.

Maggiore sarà la permanenza di questi cibi nel cavo orale e maggiore sarà il rischio di sviluppare tale patologia.

Qui di seguito alcuni comportamenti da seguire

  • seguire una dieta equilibrata ricca di cereali, frutta, verdura, proteine e latticini dal basso contenuto di grassi;
  • evitare i cibi zuccherati che rimangono in bocca a lungo, quali caramelle dure, appiccicose o gommose;
  • ridurre la quantità di spuntini tra un pasto e l’altro;
  • consumare spuntini sani, come frutta, yogurt e gomme senza zucchero;
  • mangiare dolci e cibi zuccherati solo a fine pasto o prima di lavare i denti;
  • controllare le etichette dei cibi per individuare la presenza di zuccheri “nascosti”;
  • prediligere l’acqua al posto di bibite gassate e succhi di frutta, entrambi ricchi di zuccheri;
  • lavare i denti a fondo dopo ogni pasto;
  • utilizzare il filo interdentale una volta al giorno; 
  • usare dentifricio al fluoro.

Prevenzione

La miglior cura è senza dubbio la prevenzione. Qualora la carie fosse al primissimo stadio, è possibile iniziare una terapia al fluoro, una tecnica che aiuta il dente a rinforzare lo smalto e a contrastare lo sviluppo della carie.

Nel caso invece in cui la carie si trovi in uno stadio avanzato tale da richiedere terapia conservativa, il medico odontoiatra dovrà intervenire con la procedura di otturazione o di devitalizzazione, a seconda delle esigenze del paziente.


Aspiri a un salto di carriera nel settore dell’igiene dentale? Allora dai un’occhiata al nostro Corso di formazione professionale cliccando al seguente bottone:

Benefici allattamento sulla salute orale

benefici allattamentoBenefici dell'allattamento al seno

In occasione della Settimana mondiale per l’Allattamento materno, da ILERNA Online Italia vogliamo ricordare i benefici dell’allattamento sulla salute orale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e altri enti sanitari raccomandano alle madri di allattare esclusivamente al seno per i primi sei mesi di vita del bambino e di continuare a nutrirlo con il proprio latte, insieme ad altri alimenti (noti come alimenti complementari), fino almeno ai due anni di età.

L’effetto protettivo dell’allattamento materno aumenta in proporzione diretta con  la sua durata. Nonostante i pregiudizi culturali della nostra società, l’allattamento materno al di là dei due anni di vita ha diversi benefici tanto per la madre che per il bambino, ed è per tale motivo che molte madri optano per ciò. 

Alcuni studi hanno collegato lo sviluppo precoce delle carie con l’allattamento prolungato ed è per tale motivo che a molte madri si consiglia di procedere con lo svezzamento precoce. Il fatto che la presenza di carie nella specie umana sia di gran lunga superiore a quella di altri mammiferi lascia pensare che ciò dipende da differenti fattori che non hanno nulla a che vedere con  il latte materno. 

Nei prossimi paragrafi, rendiamo nota la fisiopatologia delle carie e i fattori di rischio implicati, l’importanza dell’assunzione di latte materno così come la composizione ricca in elementi che favorisce la rimineralizzazione.

Come si sviluppano le carie

Le carie della prima infanzia costituiscono una patologia cronica e infettiva di natura complessa e multifattoriale. Si tratta di un processo distruttivo del dente che ha luogo in seguito alla demineralizzazione della superficie dentale. I batteri della bocca metabolizzano il glucosio depositato sul dente generando acido lattico, portando a una diminuzione del pH che, diventando acido (meno di 5,5), è il principale responsabile della demineralizzazione. 

Pertanto, per lo sviluppo delle carie, è necessario che si presentino diversi fattori: 

  • Presenza di denti: le carie non si possono generare se non ha ancora avuto luogo l’eruzione dei denti. 
  • Presenza di batteri cariogeni: il batterio maggiormente implicato nello sviluppo delle carie è lo Streptococcus mutans, che tende a colonizzare la bocca dei bambini tramite la trasmissione involontaria da parte dei genitori o di eventuali babysitter, quando si danno baci, si soffia o si prova il cibo prima di darlo al bebè. Si è dimostrato che si tratta di un fattore di alto rischio per l’apparizione di carie in bambini al di sotto dei tre anni di età, se la madre ha avuto o ha delle carie attive nel corso dell’ultimo anno. 
  • Consumare alimenti ricchi in carboidrati: gli alimenti che possiedono più di un 14% di zucchero sono ad alto rischio di carie. Diversi alimenti che vengono introdotti nella dieta infantile precocemente, quali ad esempio i cereali, contengono un’alta proporzione di zuccheri raffinati della quale non siamo coscienti. 
  • Il tempo durante il quale i batteri aderiscono al dente è fondamentale. Gli alimenti più appiccicosi che rimangono maggiormente attaccati al dente e l’assenza di un’adeguata igiene orale aumentano il rischio. 
  • Fattori individuali di predisposizione alle carie: la quantità di saliva (ridotta nel caso di alcune malattie, o con l’utilizzo di farmaci generalmente utilizzati per combattere l’asma), difetti dello smalto, un’anatomia irregolare della superficie dentale e altri circostanze individuali possono predisporre il bambino ad avere più carie. 

Propietà del latte materno

Il latte materno è un fluido di grande complessità biologica, protegge attivamente ed è di carattere immunomodulatore (ovvero si tratta di una sostanza in grado di stimolare o deprimere il sistema immunitario e può aiutare a combattere il cancro, possibili infezioni o altre patologie). Diversi elementi della sua composizione devono essere presi in considerazione nel momento in cui si valuta il suo effetto sulla salute orale

  • Fattori di difesa, che inibiscono l’accrescimento batterico. Inoltre, la microbiota del latte materno gioca un ruolo fondamentale nella battaglia tra batteri patogeni e non patogeni, che lottano per la stessa nicchia biologica. 
  • Minerali come il calcio e il fosforo e proteine come la caseina che fanno sì che il latte materno favorisca la rimineralizzazione.
  • Componenti quali l’arginina (uno dei 20 amminoacidi che fanno parte delle proteine) e l’urea che favorisce l’incremento del pH e pertanto diminuisce la demineralizzazione. 
  • Un pH adeguato (il pH del latte materno si aggira tra 7.1 e 7.7).

Tutti questi fattori e la loro azione fisiologica fanno pensare che il latte materno in sè non sia cariogeno ma tutt’altro: previene lo sviluppo delle carie. 

Relazione tra carie e allattamento al seno

Diversi studi affermano che non vi è prova scientifica in grado di dimostrare la correlazione tra allattamento prolungato e sviluppo delle carie nel corso della prima infanzia. Inoltre, non si ha prova che lo svezzamento precoce ne diminuisca il rischio. 

Un altro fattore da prendere in considerazione è che, nel corso dell’allattamento, il capezzolo è situato alla fine della bocca del bebè, nel limite tra palato duro e molle; pertanto, non tocca i denti. Inoltre, durante la suzione non nutritiva, se il capezzolo non viene tirato, il latte cessa di uscire. Anche nel caso in cui il bebè si addormenti con il capezzolo nella bocca, il latte non esce, mentre con il biberòn vi è questo rischio. 

Rischi dell’assenza di latte materno sulla salute orale

L’assenza di allattamento al seno aumenta i rischi associati alla salute orale, tra cui la funzione di suzione-deglutizione-respirazione, dal momento che non hanno sviluppato adeguatamente la muscolatura. Inoltre, interferisce sulla generazione di future funzioni orali, aumentando il rischio di deglutizione atipica, respirazione orale, disfunzione masticatoria, difficoltà nell’articolazione del linguaggio, ecc. 

I bambini che non vengono allattati al seno soffrono maggiormente di malocclusioni dentali. Tuttavia, i bambini che vengono allattati, quanto più vengono alimentati al seno, meno si succhiano il dito o ricorrono all’uso del ciuccio. Inoltre, pare che vi sia una relazione inversa tra tempo di allattamento e abitudini orali nocive, dal momento che il lattante soddisfa le sue necessità di suzione non nutritiva tramite l’allattamento al seno. Per tali motivi, promuovere l’allattamento al seno è la chiave per favorire la salute orale

In conclusione, non esiste una prova scientifica della relazione esistente tra allattamento al seno e carie. Infatti, sono stati dimostrati innumerevoli benefici sulla salute, inclusa quella orale, derivanti dall’allattamento al seno. 


Vuoi unirti ai numero della formazione professionale senza test d’ingresso alcuno? Scopri il piano carriera del nostro Corso in Igiene dentale e dai una svolta al tuo futuro a partire da adesso.

RIMEDI E CAUSE DI ALITOSI

Rimedi e cause di alitosiRimedi e cause di alitosi

In occasione della Giornata mondiale del bacio, vi illustreremo rimedi e cause di alitosi per superare alla grande la “prova del bacio”. L’alitosi, comunemente nota come “alito cattivo”, è quella situazione in cui l’alito è contraddistinto da un odore forte e sgradevole. Particolari cibi, scorrette abitudini alimentari potrebbero esserne la causa. Altre volte, l’alitosi è dovuta a malattie dentali – quali piorrea (o parodontite), carie, pulpiti, denti marci – scarsa igiene orale ed assunzione di farmaci antibiotici, antidepressivi, diuretici ed antipertensivi. Talvolta, l’alitosi può essere segnale di patologie ben più gravi, soprattutto a carico dell’apparato digerente (acidità di stomaco, alterazioni digestive, reflusso gastroesofageo, ulcera peptica), respiratorio (polmonite, sinusite, rinite, tonsillite) e renale (insufficienza renale).


rimedi e cause alitosi

TIPI DI ALITOSI 

 Esistono tre differenti tipi di alitosi:

  • Alitosi fisiologica: dipende dall’assunzione di alcuni cibi nemici dell’alito fresco. Può essere facilmente combattuta  mediante un’accurata igiene orale. In simili circostanze, non è necessario procedere con alcun trattamento medico specifico.
  • Alitosi dipendente da una patologia del cavo orale: richiede in primis la cura della malattia. Ad esempio, le carie possono richiedere un’accurata otturazione, mentre le pulpiti una devitalizzazione od un’estrazione. Il trattamento efficace della malattia dentale provoca la scomparsa dell’alito cattivo.
  • Alitosi dipendente da problemi gastrici, renali o respiratori: può essere debellata solo dopo aver curato alla radice la causa scatenante. In tal caso, è necessario consultare il medico.

RIMEDI

Qui di seguito vi lasciamo alcuni dei rimedi più utili per combattere l’alitosi: 

  • Bere molta acqua e mantenere la bocca umida: l’acqua e la saliva contribuiscono a facilitare la rimozione e l’allontanamento dei batteri.
  • Lavare i denti dopo essersi svegliati. Al mattino, l’alitosi è un fenomeno particolarmente comune a causa della fisiologica riduzione del flusso salivare. 
  • Lavarsi i denti almeno tre volte al giorno e dopo ogni spuntino.
  • Dopo aver accuratamente lavato i denti con dentifricio e spazzolino, è consigliabile sciacquare la bocca con colluttori. 
  • Utilizzare il filo interdentale almeno una volta al giorno
  • Dedicarsi alla pulizia della lingua: fondamentale per combattere l’alito cattivo e rallentare la formazione della placca poiché sulla lingua risiedono numerosi batteri che producono composti solforati e acidi grassi a catena corta, responsabili dell’odore sgradevole dell’alito.
  • Utilizzare dentifrici a base di fluoro per prevenire la formazione di carie.
  • Utilizzare dentifrici a base di aloe vera per proteggere il cavo orale da eventuali infiammazioni.
  • Masticare lentamente e a lungo per favorire la digestione degli alimenti.
  • Optare per caramelle e chewingum balsamici senza zucchero per le loro capacità di stimolare le secrezioni salivari.
  • Sottoporsi all’igiene dentale professionale una volta ogni 6-12 mesi per rimuovere placca e tartaro, possibili imputati di alito cattivo.
  • Smettere di fumare. 

In caso di alitosi da patologia, è necessario estirpare alle radici la malattia che l’ha originata. 

RIMEDI NATURALI 

 Nel caso in cui desideriate affidarvi a rimedi 100% naturali, prendete nota di quanto segue:

  • Clorofilla: Agisce pulendo il sangue che può venire a sua volta intossicato. Inoltre rinfresca tutto il cavo orale.
  • Wasabi: gode di proprietà antibatteriche e digestive. Aiuta a eliminare i batteri responsabili dell’alito cattivo.
  • Chiodi di garofano da masticare soli o da preparare come infuso per colluttorio 
  • Avocado: rimedio naturale indicato per trattare l’alitosi dipendente da disturbi gastro-intestinali, grazie alle sue capacità digestive e per essere ricco in fibre.
  • Bicchiere di acqua calda con 1 cucchiaino di aceto di mele (l’acidità dell’aceto favorisce la digestione) + 1 cucchiaino di miele (sostanza in grado di migliorare e correggere il gusto).
  • Colluttori formulati con sostanze disinfettanti ed antibatteriche (quali limone, mandarino e arancio amaro) 
  • Colluttori formulati con sostanze ad azione balsamica e rinfrescante (menta, eucalipto)
  • Tisane digestive (finocchio, anice)
  • Piante aromatiche (salvia, rosmarino e prezzemolo).

ALIMENTI DA CONSIDERARE 

 Seguire un’alimentazione sana e bilanciata aiuta a prevenire l’alito cattivo. Qui di seguito una lista di alimenti da includere nella propria dieta: 

  • Bere molta acqua (2 litri/giorno ca.) aiuta a tenere pulito il cavo orale e previene la secchezza delle fauci.
  • Yogurt e latte acidulato: l’acidità dei suddetti prodotti può favorire la digestione, assicurando un alito più fresco
  • Sedano e verdura cruda per mantenere fresca e pulita la bocca.
  • Ciliegie: fonte di vitamina C, gli antiossidanti che contengono aiutano a tenere sotto controllo l’infiammazione.
  • Pere: efficaci per combattere la formazione di muco, causa di alitosi.
  • Tè verde: i polifenoli nel tè verde combattono i batteri che provocano carie dentale e neutralizzano i composti sulfurei che causano l’odore e sono presenti in altri cibi e batteri nocivi.
  • Peperoni: sono ricchi di vitamina C. Il componente attivo di tale vitamina è un antiossidante che combatte dentro ogni cellula del corpo. 
  • Quinoa: il rischio di malattie alle gengive diminuisce a mano mano che aumenta l’assunzione di grano integrale. 

ALIMENTI DA EVITARE 

Come ben ricorda My Personal Trainer, per prevenire l’insorgere del cosiddetto “alito cattivo”, ricorda di evitare il consumo dei seguenti alimenti: 

  • cibi di difficile digestione, come intingoli, fritture ed alimenti ricchi di grassi e troppo saporiti;
  • alimenti eccessivamente speziati;
  • aglio e cipolla;
  • latte e derivati;
  • alimenti salati, cibi ricchi di zuccheri semplici, in quanto diminuiscono la salivazione;
  • pesce e carni rosse conservate;
  • vino e cacao, che favoriscono la secchezza delle fauci.

 

In questo particolare momento storico, possiamo solo rimandare a tempi migliori, ma non temete: torneranno i baci <3