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Denti del giudizio: quali sono e quando estrarli

Agregar-un-titulo-2021-09-02T103528.282Denti del giudizio

I denti del giudizio sono solitamente quattro e vengono così chiamati perché solitamente compaiono tra i 18 e i 25 anni, un’età che viene definita “epoca del giudizio”. Chiamati anche ottavi o terzi molari, sono gli ultimi denti delle arcate dentarie. Talvolta, è possibile che ne compaia qualcuno in più (iperdonzia) o qualcuno in meno (ipodonzia). Quando sono più di quattro, è meglio procedere con l’estrazione dei denti del giudizio. 

denti del giudizio

Perché compaiono i denti del giudizio

I denti del giudizio sono del tutto inutili ai fini della masticazione, pertanto perché erompono? Un tempo, gli uomini primitivi erano caratterizzati da una mascella molto più grande rispetto alla nostra, in quanto dovevano masticare cibi non cotti e pertanto più duri. In seguito, con la scoperta del fuoco, i cibi si sono cominciati a cuocere e sono diventati più morbidi. Pertanto, l’evoluzione della specie umana ha portato ad aumentare le ossa del cranio per fare spazio a più materia grigia, e a diminuire il volume delle ossa mascellari. Di conseguenza, il numero dei denti molari è diminuito. 

Sintomi

Quando i denti del giudizio iniziano a erompere, i sintomi sono i seguenti: 

  1. Inizia con un lieve dolore alla gengiva.
  2. La gengiva inizia a gonfiarsi.
  3. Il gonfiore può aumentare fino a modificare il profilo del volto.

Questi sintomi possono anche essere accompagnati da febbre e mal di testa.

Rimedi naturali e farmaci per il dente del giudizio

Per controllare il dolore ai denti del giudizio, si può ricorrere a differenti farmaci antinfiammatori, quali paracetamolo o ibuprofene. Tuttavia, è meglio far uso di quest’ultimi quando la sintomatologia è molto intensa. Oltre ai comuni antinfiammatori da assumere in pillole o bustine, in commercio puoi trovare degli spray che vanno applicati nella zona dolente.

Per evitare di assumere troppi farmaci, ci sono altri accorgimenti che puoi adottare.

  • Prima di tutto, è bene evitare di spazzolare i denti in maniera troppo energica per non infiammare ulteriormente la zona.
  • Nel caso in cui l’infiammazione non sia particolarmente intensa, praticare un massaggio della zona può aiutare
  • Rimedi naturali, quali risciacqui con acqua e sale, possono aiutare a disinfettare le gengive. Inoltre, alcuni frutti o erbe possiedono proprietà lenitive ed antinfiammatorie.

Ascesso del dente del giudizio

Data la posizione anomala dei denti del giudizio, quest’ultimi sono difficilmente raggiungibili dallo spazzolino. Per tale motivo, si formano degli ascessi che devono essere curati tramite una terapia farmacologica. Per la soluzione definitiva si deve procedere, a guarigione avvenuta dell’ascesso, all’estrazione dente del giudizio.

Quando bisogna procedere con l’estrazione?

Non sempre è necessario procedere con l’estrazione dei denti del giudizio. 

Infatti, quando sono perfettamente allineati e non creano disturbi di alcun tipo, i denti del giudizio possono anche rimanere nella loro sede naturale per tutta la vita. 

Ad ogni modo, ciò che è certo, è che l’estrazione dei denti del giudizio si rivela indispensabile nelle seguenti circostanze:

  • Denti del giudizio affetti da carie o pulpiti: in questo caso, si sconsiglia vivamente di sottoporsi ad un intervento di otturazione o di devitalizzazione per correggere l’infezione, in quanto si andrebbe a salvare un dente inutile ai fini della masticazione. 
  • I denti del giudizio sono gravemente danneggiati da ascessi dentali o altre complicanze. 
  • Il dente del giudizio cresce in modo scorretto e non è allineato con gli altri denti.
  • Il mancato/incompleto sviluppo dei terzi molari può causare mal di denti e infiammazione gengivale. Inoltre, un difetto di crescita dei denti del giudizio crea una sorta di avvallamento gengivale, entro il quale i batteri possono penetrarvi, dando avvio ad una serie di danni ed infezioni che vanno via via degenerando.
  • Non trovando spazio sufficiente, un dente del giudizio parzialmente intrappolato nella gengiva spinge gli altri, provocando denti storti, difficoltà masticatorie ed affollamento dei denti.  
  • I denti del giudizio rimangono incastrati nell’osso mandibolare e non sono visibili a occhio nudo. La permanenza di questi denti nei mascellari può generare cisti che, a lungo andare, favoriscono infezioni o indeboliscono l’osso portante.
  • I denti del giudizio crescono orizzontalmente e, spingendo sui secondi molari, provocano dolore durante la masticazione. La crescita obliqua dei denti del giudizio favorisce il deposito di residui di cibo sulle fessure gengivali: anche in tal caso, i batteri avviano processi infettivi che si traducono in carie e pulpiti.
  • I denti del giudizio sono in soprannumero.
  • I denti del giudizio si scheggiano o si rompono, favorendo la penetrazione dei batteri al loro interno. 

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Impianto dentale: caratteristiche e rischi

impianto dentaleTutto quello che c'è da sapere sugli impianti dentali

L’impianto dentale consente di sostituire i denti mancanti con radici artificiali ancorate all’osso. 

Prima dell’avvento dell’implantologia dentale, il ripristino avveniva tramite protesi fissate ai denti contigui, a seguito della limatura per accogliere le corone che avrebbero sorretto il dente mancante. Quando non era possibile ricorrere a protesi fisse, si applicavano protesi mobili parziali o totali. 

Grazie alla nascita dell’implantologia, questi apparecchi vanno poco a poco scomparendo: infatti, non è più necessario coinvolgere denti intatti per sostituire i denti mancanti.

Impianto dentale

Cos’è un impianto dentale

Un impianto dentale è una piccola vite in titanio utilizzata per sostituire la radice di un dente naturale mancante

Gli impianti dentali vengono inseriti nell’osso con lo scopo di coprire lo spazio lasciato libero da uno o più denti mancanti, sia nell’arcata superiore che in quella inferiore. 

L’installazione di un impianto dentale è, a tutti gli effetti, un intervento di tipo chirurgico

Caratteristiche 

L’impianto dentale è costituito da tre differenti parti: 

  • Vite endossea (fixture): si tratta di un elemento cilindrico e filettato che, una volta inserito nell’osso mandibolare o mascellare, si integrerà nel tessuto osseo (osteointegrazione). Da ciò, dipende la solidità dell’impianto dentale.
  • Abutment (componente transmucosa): connette la vite endossea alla protesi dentaria. L’abutment costituisce la porzione a stretto contatto con la mucosa gengivale.
  • Protesi dentaria (corona artificiale): sostituisce il o i denti mancanti o estratti. Di fatto, è la parte esterna dell’impianto dentale, che ha il compito di coprire la zona priva di denti.

È importante sottolineare che le dimensioni di un impianto dentale variano a seconda della quantità di osso mascellare o mandibolare disponibile: più tessuto osseo è disponibile e maggiore è la lunghezza della vite endossea; viceversa, meno tessuto osseo c’è e minore è la lunghezza della vite endossea.

Quando ricorrervi

L’impianto dentale viene utilizzato per rimpiazzare denti mancanti o estratti quando ciò:

  • Compromette la masticazione;
  • Pregiudica la funzione fonetica;
  • Rischia di causare lo spostamento dei denti sani adiacenti;
  • Crea un disagio estetico, laddove l’assenza di uno o più denti deturpi l’estetica della bocca.

Installazione di un impianto dentale

Tecnica indolore 

In alcuni casi, è possibile inserire impianti dentali tramite una tecnica che non prevede l’incisione delle gengive ed i punti di sutura

Tale metodo studia la TAC 3D e grazie ad alcuni software, è in grado di stabilire il numero e il tipo di impianti da inserire prima di intervenire sul paziente.  

Gli impianti vengono applicati senza incidere e scollare le gengive laddove c’è l’osso individuato nell’analisi digitale preliminare della TAC. In questo modo i dolori, lividi e gonfiori post operatori sono ridotti al minimo. 

La tecnica implantare ALL ON 4 

In alcuni casi, è possibile che l’osso ci sia ma sia poco. A tal proposito, è necessario cercarlo tramite la TAC Cone Beam, software particolari, conoscenze ed esperienza. Con questa tecnica bastano 4 impianti posti dove è situato l’osso, in modo tale da poter consegnare una protesi fissa poche ore dopo l’intervento.

Quando manca l’osso cosa si può fare?

La tecnica All on 4 sopra citata è applicabile anche nel caso in cui ci sia poco osso. In tali casi, ci si avvale della tecnica degli impianti iuxtaossei, tramite la quale la protesi fissa viene ancorata ad una struttura in titanio, realizzata con la tecnica CAD-CAM.  Tale struttura a sua volta sarà avvitata sulla superficie esterna dell’osso anziché essere collocata internamente come per gli impianti endossei.

L’intervento viene eseguito in anestesia locale e pertanto non è doloroso.

Con gli impianti iuxta-ossei la protesi fissa viene applicata lo stesso giorno dell’intervento chirurgico, pertanto in poche ore si passa dalla dentiera mobile ad una dentatura fissa.

Durata e gestione

Un impianto dentale è in grado di durare dai 10 ai 15 anni senza alcun tipo di problema, a patto che il paziente presti particolare attenzione alla propria igiene orale e si sottoponga ai controlli con il dentista curante

A poter pregiudicare la durata di un impianto dentale, anche a dispetto di un’ottima gestione e pulizia, sono: 

  • protesi dentaria che comprenda un numero elevato di denti artificiali;
  • malattia parodontale che compromette la capacità dell’osso mandibolare o mascellare di sostenere la vite endossea;
  • l’osteoporosi e la radioterapia.

Rischi e complicazioni

L’installazione di un impianto dentale può generare una serie di rischi e complicanze di tipo generico, che hanno luogo a seguito di qualsiasi procedura chirurgica, o rischi e complicanze di tipo specifico, che caratterizzano l’operazione chirurgica in questione. . 

Rischi e complicanze di tipo generico

Tra i rischi e le complicanze di tipo generico, troviamo:

  • Infezioni;
  • Eccessiva perdita di sangue;
  • Gonfiore a livello di mascella o mandibola;
  • Dolore post-operatorio;
  • Allergia agli anestetici utilizzati nel corso della procedura.

Rischi e complicanze di tipo specifico

I rischi e le complicanze di tipo specifico sono distinguibili in: 

  1. rischi e complicanze a breve termine 
  2. rischi e complicanze a lungo termine.

Tra le problematiche a breve termine, si segnala soprattutto la mancata osteointegrazione della vite endossea.

Tra le problematiche a lungo termine invece, segnaliamo:

  • Gli episodi di perimplantite (processo infiammatorio che colpisce i tessuti siti attorno a un impianto dentale e che causa una perdita del supporto osseo nel quale si ha integrato);
  • La rottura della corona (o protesi dentaria);
  • L’allentamento della vite endossea;
  • La frattura della vite endossea o dell’abutment;
  • Il disallineamento dei denti, dovuto a fenomeni di riassorbimento osseo della mascella o della mandibola.

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Alimentazione equilibrata: ok a denti e abbronzatura

alimentazione equilibrata

Per ottenere un’abbronzatura intensa e uniforme è buona regola mantenere un’alimentazione equilibrata, ricca in acqua, sali minerali e vitamine. Tuttavia, pochi sanno che alcuni dei cibi che preferiamo consumare durante l’estate sono utilissimi anche per mantenere una dentatura perfetta. 

Cos’è il betacarotene? 

Il beta carotene è una sostanza in grado di stimolare la formazione di melanina e regalarci pertanto un colorito più scuro. Inoltre, tale nutriente protegge la pelle dagli effetti negativi delle radiazioni solari. 

Alcuni degli effetti positivi del betacarotene sono i seguenti:

  • forte potere antiossidante;
  • capacità di rendere più forte il sistema immunitario e proteggere quello cardiovascolare. 

Alimentazione equilibrata a base di beta carotene

Tra gli alimenti a maggior contenuto di carotenoidi, il primo posto spetta sicuramente alla carota, la quale contiene ben 1200 microgrammi di vitamina A  ogni cento grammi di prodotto. Inoltre, questo alimento svolge un ruolo fondamentale per i nostri denti, contribuendo a disperdere i batteri responsabili della generazione di placca. Di conseguenza, combatte anche l’alito cattivo

Un’altra verdura che favorisce l’abbronzatura e preserva la salute orale è il sedano, che aiuta a eliminare la placca e serve a rinforzare lo smalto

In generale, il beta carotene è presente in grandi quantità in vegetali gialli, arancioni e verdi come pesche, albicocche, meloni, broccoli e rucola. Grazie alla presenza di vitamina C e beta carotene, alimenti come le pesche gialle sono in grado di proteggere la pelle durante l’esposizione al sole, garantendo un’abbronzatura più graduale e duratura. Inoltre, essendo ricche di calcio e potassio, le pesche rappresentano un valido alleato per il rafforzamento di denti e ossa.

Un altro alimento in grado di stimolare l’abbronzatura sono le fragole, le quali contengono inoltre acido malico che agisce come astringente naturale per rimuovere la superficie macchiata dei denti.

Pesce e cibi ricchi di acidi grassi della serie omega-3 e omega-6, molto utili per via della loro attività antiossidante (fra questi ricordiamo il pesce azzurro, il salmone, le noci, le mandorle, ecc.). Per quanto riguarda altri tipi di proteine, anche carne bianca e legumi (soprattutto i fagioli) si rivelano essenziali per la struttura di denti e gengive.

Anche i frutti di bosco sono ottimi alleati nella riduzione dei depositi di placca, grazie alla loro azione antibatterica. Vegetali croccanti come mele, finocchi, e i già citati sedano e carote, oltre a frutta secca come mandorle, nocciole e noci favoriscono l’uso della dentatura ed eliminano i residui di cibo che potrebbero fermentare nel cavo orale.

E se invece soffrite di gengive gonfie o doloranti, consigliamo di optare per un succo di carota e lime o, in alternativa, ad un cocktail di melone e pesche. La presenza di vitamina C ed E aiuterà a contrastare e alleviare le infiammazioni.


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Benefici allattamento sulla salute orale

benefici allattamentoBenefici dell'allattamento al seno

In occasione della Settimana mondiale per l’Allattamento materno, da ILERNA Online Italia vogliamo ricordare i benefici dell’allattamento sulla salute orale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e altri enti sanitari raccomandano alle madri di allattare esclusivamente al seno per i primi sei mesi di vita del bambino e di continuare a nutrirlo con il proprio latte, insieme ad altri alimenti (noti come alimenti complementari), fino almeno ai due anni di età.

L’effetto protettivo dell’allattamento materno aumenta in proporzione diretta con  la sua durata. Nonostante i pregiudizi culturali della nostra società, l’allattamento materno al di là dei due anni di vita ha diversi benefici tanto per la madre che per il bambino, ed è per tale motivo che molte madri optano per ciò. 

Alcuni studi hanno collegato lo sviluppo precoce delle carie con l’allattamento prolungato ed è per tale motivo che a molte madri si consiglia di procedere con lo svezzamento precoce. Il fatto che la presenza di carie nella specie umana sia di gran lunga superiore a quella di altri mammiferi lascia pensare che ciò dipende da differenti fattori che non hanno nulla a che vedere con  il latte materno. 

Nei prossimi paragrafi, rendiamo nota la fisiopatologia delle carie e i fattori di rischio implicati, l’importanza dell’assunzione di latte materno così come la composizione ricca in elementi che favorisce la rimineralizzazione.

Come si sviluppano le carie

Le carie della prima infanzia costituiscono una patologia cronica e infettiva di natura complessa e multifattoriale. Si tratta di un processo distruttivo del dente che ha luogo in seguito alla demineralizzazione della superficie dentale. I batteri della bocca metabolizzano il glucosio depositato sul dente generando acido lattico, portando a una diminuzione del pH che, diventando acido (meno di 5,5), è il principale responsabile della demineralizzazione. 

Pertanto, per lo sviluppo delle carie, è necessario che si presentino diversi fattori: 

  • Presenza di denti: le carie non si possono generare se non ha ancora avuto luogo l’eruzione dei denti. 
  • Presenza di batteri cariogeni: il batterio maggiormente implicato nello sviluppo delle carie è lo Streptococcus mutans, che tende a colonizzare la bocca dei bambini tramite la trasmissione involontaria da parte dei genitori o di eventuali babysitter, quando si danno baci, si soffia o si prova il cibo prima di darlo al bebè. Si è dimostrato che si tratta di un fattore di alto rischio per l’apparizione di carie in bambini al di sotto dei tre anni di età, se la madre ha avuto o ha delle carie attive nel corso dell’ultimo anno. 
  • Consumare alimenti ricchi in carboidrati: gli alimenti che possiedono più di un 14% di zucchero sono ad alto rischio di carie. Diversi alimenti che vengono introdotti nella dieta infantile precocemente, quali ad esempio i cereali, contengono un’alta proporzione di zuccheri raffinati della quale non siamo coscienti. 
  • Il tempo durante il quale i batteri aderiscono al dente è fondamentale. Gli alimenti più appiccicosi che rimangono maggiormente attaccati al dente e l’assenza di un’adeguata igiene orale aumentano il rischio. 
  • Fattori individuali di predisposizione alle carie: la quantità di saliva (ridotta nel caso di alcune malattie, o con l’utilizzo di farmaci generalmente utilizzati per combattere l’asma), difetti dello smalto, un’anatomia irregolare della superficie dentale e altri circostanze individuali possono predisporre il bambino ad avere più carie. 

Propietà del latte materno

Il latte materno è un fluido di grande complessità biologica, protegge attivamente ed è di carattere immunomodulatore (ovvero si tratta di una sostanza in grado di stimolare o deprimere il sistema immunitario e può aiutare a combattere il cancro, possibili infezioni o altre patologie). Diversi elementi della sua composizione devono essere presi in considerazione nel momento in cui si valuta il suo effetto sulla salute orale

  • Fattori di difesa, che inibiscono l’accrescimento batterico. Inoltre, la microbiota del latte materno gioca un ruolo fondamentale nella battaglia tra batteri patogeni e non patogeni, che lottano per la stessa nicchia biologica. 
  • Minerali come il calcio e il fosforo e proteine come la caseina che fanno sì che il latte materno favorisca la rimineralizzazione.
  • Componenti quali l’arginina (uno dei 20 amminoacidi che fanno parte delle proteine) e l’urea che favorisce l’incremento del pH e pertanto diminuisce la demineralizzazione. 
  • Un pH adeguato (il pH del latte materno si aggira tra 7.1 e 7.7).

Tutti questi fattori e la loro azione fisiologica fanno pensare che il latte materno in sè non sia cariogeno ma tutt’altro: previene lo sviluppo delle carie. 

Relazione tra carie e allattamento al seno

Diversi studi affermano che non vi è prova scientifica in grado di dimostrare la correlazione tra allattamento prolungato e sviluppo delle carie nel corso della prima infanzia. Inoltre, non si ha prova che lo svezzamento precoce ne diminuisca il rischio. 

Un altro fattore da prendere in considerazione è che, nel corso dell’allattamento, il capezzolo è situato alla fine della bocca del bebè, nel limite tra palato duro e molle; pertanto, non tocca i denti. Inoltre, durante la suzione non nutritiva, se il capezzolo non viene tirato, il latte cessa di uscire. Anche nel caso in cui il bebè si addormenti con il capezzolo nella bocca, il latte non esce, mentre con il biberòn vi è questo rischio. 

Rischi dell’assenza di latte materno sulla salute orale

L’assenza di allattamento al seno aumenta i rischi associati alla salute orale, tra cui la funzione di suzione-deglutizione-respirazione, dal momento che non hanno sviluppato adeguatamente la muscolatura. Inoltre, interferisce sulla generazione di future funzioni orali, aumentando il rischio di deglutizione atipica, respirazione orale, disfunzione masticatoria, difficoltà nell’articolazione del linguaggio, ecc. 

I bambini che non vengono allattati al seno soffrono maggiormente di malocclusioni dentali. Tuttavia, i bambini che vengono allattati, quanto più vengono alimentati al seno, meno si succhiano il dito o ricorrono all’uso del ciuccio. Inoltre, pare che vi sia una relazione inversa tra tempo di allattamento e abitudini orali nocive, dal momento che il lattante soddisfa le sue necessità di suzione non nutritiva tramite l’allattamento al seno. Per tali motivi, promuovere l’allattamento al seno è la chiave per favorire la salute orale

In conclusione, non esiste una prova scientifica della relazione esistente tra allattamento al seno e carie. Infatti, sono stati dimostrati innumerevoli benefici sulla salute, inclusa quella orale, derivanti dall’allattamento al seno. 


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Giornata mondiale contro l’epatite e relazione con la salute orale

giornata mondiale contro l'epatiteGiornata mondiale contro l'epatite

Oggi, 28 luglio 2021, è la Giornata Mondiale contro l’Epatite, termine indicante l’infiammazione del fegato. Il claim di quest’anno? “Le epatiti non possono aspettare”.

Esistono differenti forme di epatite, le quali possono essere classificate in due gruppi:

  • epatiti infettive;
  • epatiti non infettive.
giornata mondiale contro l'epatite

Epatiti infettive

Il primo gruppo include quelle forme di epatiti causate da infezioni. Tra le più comuni, troviamo:

  • Epatite A: si trasmette attraverso il consumo di cibo o di acqua contaminate dalle feci di un individuo affetto.
  • Epatite B: si trasmette attraverso i fluidi del corpo (sangue, secrezioni vaginali e liquido seminale) da una persona infetta ad un individuo sano.
  • Epatite C:  si trasmette prevalentemente attraverso il sangue, ma è anche dovuta ai contatti sessuali non protetti.
  • Epatite D:  il contagio implica il contatto diretto col sangue infetto.
  • Epatite E: si contrae per via oro-fecale (ingestione di acqua o cibi infetti in cui sia presente materiale fecale che ospiti il virus HVE) o per contatto con il sangue.

Cause 

La principale causa delle epatiti infettive è un virus specifico identificato dalla sigla HV (Hepatitis Virus) accompagnata dalla specifica lettera dell’alfabeto.

Oltre a ciò, le epatiti appartenenti al primo gruppo possono essere causate da altri microrganismi.  Tuttavia, si tratta di epatiti abbastanza rare, che colpiscono soprattutto soggetti immunodepressi, pertanto caratterizzati da un sistema immunitario indebolito.

Infine, l’epatite può essere provocata anche dall’ingestione di sostanze tossiche (abuso di alcol, farmaci, ecc.), malattie autoimmuni e fattori metabolici (morbo di Wilson, deficit di α-1 tripsina).

Sintomi 

Tra i principali sintomi dell’epatite, riscontriamo:

  • Stanchezza estrema.
  • Malessere simil-influenzale.
  • Prurito della pelle (Epatite B).
  • Edema (Epatite B).
  • Eritema Polmonare (Epatite B).
  • Colorazione giallastra della pelle e delle sclere oculari.
  • Urine scure.
  • Feci chiare.
  • Dolore addominale, che si irradia dal fianco destro.
  • Inappetenza.
  • Dimagrimento.
  • Nausea e vomito.
  • Aspetto sofferente.
  • Emorragie spontanee.
  • Ipertensione portale.
  • Insufficienza renale.
  • Encefalopatia epatica.
  • Disturbi epatici e metabolici di vario tipo.
  • Cancro al fegato.

Relazione tra epatite e salute orale

Un’infezione virale del calibro di un’epatite porta allo sviluppo di una serie complicazioni correlate. Tra di esse, troviamo patologie legate alla salute orale. Infatti, le alterazioni del sistema immunitario causate dall’infezione e i cambiamenti nella propria dieta, stile di vita e nella composizione della saliva possono facilitare lo sviluppo ed il peggioramento di malattie orali come le parodontite. Uno studio pubblicato nel 2018 sul Journal of Immunology Research, dimostra infatti la stretta relazione fra tale patologia e l’epatite C.

A livello orale il paziente portatore del virus HCV presenta solitamente forti emorragie del tessuto gengivale. Per tale motivo, tende a non spazzolare efficacemente i denti, accumulando di conseguenza placca batterica che può evolversi in parodontite. Talvolta per la presenza di placca e tartaro sono stati riscontrati epulidi.

A queste manifestazioni si associano gli effetti collaterali dell’interferone, sostanza prodotta dalle cellule del sistema immunitario che si produce durante le prime fasi dell’infezione. Infatti, in molti casi si sviluppano mucositi, mentre in altri individui sono stati riscontrati casi di Lichen Ruber Planus orale. Il lichen si è riscontrato essere molto spesso associata all’HCV dal momento che la terapia con interferone abbattendo le difese immunitarie crea stomatopatie di tipo autoimmuni.


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Diastema dentale: cause, disturbi e trattamenti

diastema dentaleIl diastema dentale

Avete mai sentito parlare di diastema dentale? Molto probabilmente non conoscete il termine, ma sicuramente lo avrete visto in più di un’occasione. Si tratta dello spazio presente tra due o più denti che caratterizza la dentatura di alcune persone.

Vediamo assieme nel dettaglio le cause, i disturbi correlati e i possibili trattamenti.

diastema dentale

Cos’è il diastema dentale?

Il diastema dentale è un termine che sta a indicare la presenza di un solco largo e spazioso tra due denti continui, solitamente gli incisivi superiori

Si tratta di un grosso buco nero che, a seconda dei gusti, può apparire dolce o simpatico, o peggiorare l’estetica del sorriso. Nell’ultimo caso, le uniche soluzioni possibili vanno ricercate nei trattamenti correttivi di ortodonzia o negli interventi di restauro con protesi specifiche.

Vediamo dunque da che cos’è provocato il diastema, quali ripercussioni patologiche può indurre e come si può trattare.

Cause del diastema

Il diastema non costituisce un rischio per la salute orale del paziente, nonostante molte persone optino per realizzare trattamenti volti al miglioramento del proprio sorriso. Talvolta, il diastema costituisce un problema di allineamento che può correggersi tramite un trattamento di ortodonzia

Talvolta (indipendentemente dalla dimensione del solco presente tra i denti separati), sarà necessario optare per un apparecchio fisso o mobile, dal momento che i movimenti di solo un paio di denti hanno ripercussioni sul resto. Tuttavia, i risultati non sono immediati: il diastema può richiudersi dopo 6 mesi-2 anni. L’intervento di ortodonzia è più indicato per i giovani pazienti.

Se è un frenulo labiale eccessivamente grande la causa del solco, esiste un trattamento chirurgico denominato frenectomia che riduce lo spazio. Si tratta di un’operazione alquanto semplice e senza rischio alcuno per il paziente. Nei soggetti minori, la frenectomia è sufficiente per chiudere il solco tra gli incisivi, dal momento che non eserciterà più pressione sugli incisivi e i denti si svilupperanno normalmente; mentre gli adulti dovranno realizzare un trattamento di ortodonzia complementaria per chiudere il solco tra i denti.

Disturbi correlati 

Nonostante la maggior parte delle volte il diastema costituisca un disturbo prettamente estetico, la sua presenza in una dentatura permanente può costituire un potenziale danno parodontale nella zona incisiva. Infatti, l’assenza di una superficie di contatto tra due denti vicini predispone al rischio di traumi sulla papilla interdentale (causati dall’azione meccanica del cibo) e all’insorgenza di una gengivite evolutiva.

Inoltre, il diastema può essere cause delle seguenti patologie:

  • Carie: come si sa, le carie si generano a causa dell’accumulo della placca batterica tra i denti e le gengive. Quando sono presenti solchi di questo tipo, è molto più probabile che aumenti la comparsa di questi resti che danneggiano lo smalto dentale. 
  • Lesioni alle gengive.
  • Dolore:  il diastema può comportare una cattiva masticazione degli alimenti, che può avere come conseguenza forti mal di testa, dolori alla mandibola, alle orecchie e cervicale. 
  • Problemi di pronuncia: per tale motivo, nonostante il diastema sia abbastanza frequente durante l’infanzia, nel caso in cui continui nel corso della fase di sviluppo, è necessario rivolgersi a un dentista per valutare se è necessario ricorrere a un trattamento. 

Come correggerlo

Come già sottolineato varie volte in questo articolo, il diastema costituisce un disturbo prettamente estetico, ma è il dentista a dover decidere come procedere dinanzi ad un diastema.

Nel caso in cui si volesse optare per un intervento dentistico (anche in assenza di complicanze patologiche), le opzioni che consiglia My Personal Trainer sono le seguenti: 

  1. Trattamento ortodontico per allineare i denti: questo intervento consiste nell’applicazione di un apparecchio, fisso o mobile, sui denti. 
  2. Trattamento “riempitivo” con le faccette in ceramica/porcellana: questo intervento rende i denti visibilmente più grandi. Le faccette estetiche vengono fatte aderire alla superficie di due denti divisi da un diastema: aumentando di superficie, questi denti vengono perfettamente allineati, in modo da riempire il solco. 
  3. Copertura/sostituzione del dente con corone artificiali (capsule): nel caso in cui i denti che delimitano un diastema sono affetti da carie, pulpite o appartengono a una persona non più giovane, bisogna innanzitutto curare l’infezione. In seguito, sarà necessario incapsulare il dente con corone artificiali in ceramica o zirconio.  
  4. Impianti dentali: tali strategie d’intervento possono essere eseguiti esclusivamente negli adulti, soprattutto in presenza di denti cariati o profondamente infetti.
  5. Frenulectomia: si tratta di un trattamento riservato ai casi di diastema dipendenti da anomalie strutturali del frenulo gengivale. La procedura consiste nel tagliare il frenulo e ricollocare lo stesso in posizione corretta. Quando la frenulectomia viene eseguita ad un bambino, il diastema tende a richiudersi spontaneamente; nell’adulto, l’intervento dev’essere supportato dall’applicazione di un apparecchio.

Le visite periodiche dal dentista sono fondamentali per tenere sotto controllo il diastema, soprattutto nelle fasi di sviluppo degli stessi. 

Obiettivi SMART: cosa sono e come definirli.

Obiettivi SMARTCome definire obiettivi SMART

Conosci il Metodo SMART? Si tratta di uno degli strumenti chiave della crescita tanto professionale come personale di un individuo.  Definire obiettivi SMART ti aiuterà a essere maggiormente produttivo e ottenere buoni risultati. La chiave sta in come li approcciamo. 

Tanto a livello professionale come personale, prendiamo costantemente decisioni di diversa natura. Spesso, gli obiettivi che ci fissiamo sono troppo generici ed è proprio su questo punto che  vogliamo soffermarci. La regola SMART è utilissima nel momento in cui abbiamo bisogno di definire che tipo di obiettivi vogliamo raggiungere e che caratteristiche devono possedere

Cosa sono gli obiettivi SMART?

SMART si compone di cinque aggettivi che rappresentano gli obiettivi che ti pianifichi di raggiungere:

  • Specifico (specific).
  • Misurabile (measurable).
  • Raggiungibile (achievable).
  • Realistico (realistic).
  • Limitato nel tempo (time-bound).

Questi sono gli aggettivi che definiranno i tuoi obiettivi e cambieranno il tuo modo di vederli e assumerli.

Questo approccio è particolarmente utile per la creazione di programmi e strategie di comunicazione, marketing e finanziarie. Tuttavia, è possibile applicarlo a molti più ambiti, di fatto a tutti quei progetti che abbiano un fine o delle mete prestabilite

In ambito professionale, gli obiettivi SMART aiutano a definire mete intelligenti, dal momento che un particolare tipo di business non è in grado di prosperare se tutti coloro che ne sono coinvolti non comprendono appieno la meta che si desidera raggiungere.

Nelle prossime righe, spiegheremo uno per uno i concetti sopra menzionati e la maniera attraverso cui danno forma ai nostri obiettivi. 

Specifici

Definire un obiettivo “specifico” può sembrare semplice a prima vista, ma è di particolare importanza concentrare la propria attenzione in cosa si vuole ottenere. Un obiettivo non dovrebbe essere troppo generico, come ad esempio che “l’azienda abbia una buona immagine di marca”. I nostri obiettivi devono essere concreti, cercando di sostituire “quello che vuoi che succeda” con “come ottenerlo”. Un buon esempio di obiettivo specifico è il seguente: “Voglio incrementare la percentuale di vendita di un 20% nei prossimi sei mesi, facendo perno sul team commerciale perché ottenga un maggior numero di clienti”. Perché costituisce un buon esempio? In tale obiettivo, si indica ciò che si desidera raggiungere, in che margine di tempo lo si vuole ottenere, e come ti proponi di farlo. 

Misurabili

Devi essere in grado di tenere traccia dei tuoi obiettivi per sapere se il progresso che stai seguendo è positivo o negativo. Per tale motivo, devi stabilire obiettivi dei quali tu possa avere una prova tangibile di successo. Ciò significa che dovrai misurare l’avanzamento in un contesto temporale. 

Come si misura? A seconda dei tuoi obiettivi, avrai bisogno di strumenti che ti consentano di tenerne traccia, quali questionari di soddisfazione, calcolo dei benefici e delle vendite, feedback, presenza sul mercato, ecc. 

Un esempio? Sei interessato ad aumentare di un 40% le vendite del tuo locale nella fascia pomeridiana dalle ore 14 alle ore 17, tramite una campagna pubblicitaria sui social in un termine massimo di 2 mesi. In tal caso, dovrai tenere traccia del volume delle vendite che si produrranno in tale frangia oraria a cadenza settimanale o giornaliera. Nel caso in cui le vendite siano aumentate solo di un 10% nel giro di un mese, dovrai rivalutare la tua campagna e ridefinire i tuoi obiettivi. 

Raggiungibili 

Per poter definire degli obiettivi intelligenti, è necessario fare autocritica ed essere coscienti delle risorse di cui disponiamo. Ciò significa analizzare le skill che ci caratterizzano, le risorse economiche che abbiamo, le capacità dei nostri lavoratori, se disponiamo dei programmi necessari, ecc. 

Tale analisi ci consentirà di comprendere se possiamo raggiungere quanto ci siamo prefissati o se prima dovremo apportare delle modifiche interne. 

Se ti prefiggi un obiettivo ma non sai come poterlo conseguire, sarà necessario compiere una ri-valutazione. Per esempio, se vuoi aumentare il traffico della tua pagina web ma non disponi di esperti nella creazione di contenuti, prima di tutto dovrai fissarti come obiettivo l’assunzione di esperti o la formazione dei lavoratori di cui già disponi. 

Realisti

Considera l’importanza dei risultati che ricerchi. I tuoi obiettivi avranno un risvolto positivo su tutta la realtà aziendale? Sono fedeli ai valori del progetto? Tale punto è fondamentale perché invita a riflettere sulla direzione che prenderai nel tuo progetto.  

Per esempio, non puoi fissare come obiettivo che la tua marca diventi tendenza tra il pubblico adolescente se non apporta nessun beneficio sostanziale o si allontana dalla filosofia aziendale. 

Per poter conseguire degli obiettivi realisti, dovremo separare le nostre opinioni personali, desideri o ambizioni personali e pianificare una direzione obiettiva

Limitati nel tempo

Dovrai stabilire una deadline per la tua strategia. Tutte le azioni destinate al raggiungimento di un  obiettivo devono essere situate in un tempo determinato. Tutti gli obiettivi devono avere un’indicazione temporale. Ad esempio, “conseguire 2.000 nuovi clienti nella fascia d’età compresa tra i 20 e i 25 anni in 4 mesi” o “aumentare le vendite di un 10% in due mesi”.   

Ciò ti consente di creare una motivazione positiva per continuare a migliorare, dal momento che potrai osservare il tuo avanzamento. 

Evita il più possibile di stabilire date di consegna aperte, dato che tutto l’obiettivo perderà l’impressione di urgenza e importanza che lo caratterizza. Pertanto, c’è il rischio di non raggiungerlo o di non metterci tutto lo sforzo necessario. 

Come puoi vedere, la metodologia SMART consente di prendere decisioni in maniera molto più efficiente, avere una prospettiva chiara su cosa desideriamo ottenere e la definizione intelligente dei nostri obiettivi

Questi obiettivi dovranno essere definiti in un massimo di due righe e rispondendo alle domande di “cosa”, “chi”, “come” e “quando” (talvolta, è necessario esprimere anche il “perché”). 

Una volta che sappiamo come definirli, dobbiamo tenere in conto i due tipi di obiettivi che possiamo proporre

Tipi di obiettivi: qualitativo  e quantitativo 

  • Obiettivi qualitativi: si centrano sull’immagine, la percezione della qualità del tuo progetto o azienda.  In diverse occasioni, si destinaranno risorse a un beneficio maggiormente soggettivo, però ugualmente misurabile. Per esempio, tramite il posizionamento di marca sul mercato, investendo nelle previsioni fatte ai propri clienti. 
  • Obiettivi quantitativi: molto più facili da calcolare, si centrano normalmente nell’aumentare il numero di utenti, clienti o profitti sulle vendite. 

Le strategie e gli obiettivi si ridefiniscono costantemente. Talvolta, l’implementazione di una strategia ti porterà a rivalutare gli obiettivi. Per esempio, se un annuncio in una piattaforma che non avevi sfruttato sino a quel momento ottiene improvvisamente buoni risultati, dovrai modificare alcuni obiettivi. E viceversa: un obiettivo ti consentirà di proporre differenti strategie, soprattutto quando tali strategie non ti consentono di ottenere i risultati attesi. 

Giornata mondiale del donatore di sangue: perché donare è importante

blogGiornata Mondiale del Donatore di Sangue 2021

Il 14 giugno si celebra la Giornata mondiale del donatore di sangue,  l’evento globale istituito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che quest’anno si svolgerà in Italia, a Roma. 

giornata mondiale del donatore di sangue

Quando è stata istituita la Giornata mondiale del donatore di sangue?

La Giornata mondiale del donatore di sangue è stata istituita nell’anno 2005 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e si celebra in tutto il mondo il 14 giugno, giorno della nascita di Karl Landsteiner, che fue colui che scoprì i gruppi sanguigni e il fattore RH assieme a Alexander S. Wiener. 

La Giornata Mondiale del Donatore di Sangue offre anche l’opportunità di sensibilizzare i governi e le autorità sanitarie a potenziare la rete che garantisce le donazioni. 

Perché è importante donare sangue?

La risposta a questa domanda solleva una serie di problematiche, di cui la maggior parte di noi ne è assolutamente ignaro:

  • il sangue è utile alle donne incinta che potrebbero incorrere in complicazioni nel corso della gravidanza e al momento del parto;
  • ai bambini che soffrono di gravi forme di anemia (dipendenti da malaria o malnutrizione);
  • alle vittime di incidenti;
  • ai pazienti chirurgici;
  • ai malati di cancro.

Vi è un bisogno costante di donazioni di sangue, in quanto può essere conservato per un periodo limitato di tempo prima del suo utilizzo. 

Come ricorda l’OMS, il sangue costituisce uno dei doni più preziosi al mondo: il dono della vita. La decisione di donare sangue può portare a salvare una vita: anche i singoli componenti che lo costituiscono (plasma, piastrine , globuli rossi) sono utili per la cura di pazienti con patologie specifiche. 

Cosa succede quando dono sangue? 

Sia che tu sia alle prime armi sia che tu sia un veterano, l’atto di donare sangue deve essere compiuto in completa sicurezza. Ciò significa che è necessario sottoporsi a un’analisi del sangue per attestare la tua validità come donatore

Prima di procedere con la donazione di sangue, ti verranno poste una serie di domande circa la tua storia medica, eventuali medicinali che assumi, il tuo attuale stato di salute e stile di vita.  Inoltre, è possibile che ti venga chiesto se ti sei recato in qualche paese straniero nell’ultimo periodo di tempo.  Ti verrà poi fatto sapere se ti è concesso donare sangue e, in caso di risposta negativa, quando potrai iniziare a prestare questo tipo di servizio. 

È di fondamentale importanza essere completamente sincero sulle ragioni per cui il tuo sangue potrebbe considerarsi inadatto alla donazione. Nonostante il possibile  donatore verrà sottoposto a un’analisi che attesti la presenza di possibili patologie trasmissibili per trasfusione (quali l’HIV, l’epatite B e C, la sifilide), il test non è in grado di rilevare un’infezione contratta recentemente.  Ciò significa che nonostante l’analisi dia un risultato negativo per un particolare tipo di infezione,  potrebbe comunque infettare un paziente che ha ricevuto una trasfusione di sangue. 

Dopo aver risposto a una serie di domande ed essersi sottoposto a una breve visita medica, consistente in misurare la pressione arteriosa, il battito cardiaco ed assicurarsi di rispettare il minimo valore di peso concesso, ti verrà estratta una goccia di sangue dal dito per assicurarsi che tale pratica non ti renda anemico. 

Donare sangue è più semplice di quanto si crede:

  • STEP 1: Verrai fatto accomodare su una poltrona o lettino.
  • STEP 2: L’area interna del gomito verrà pulita con una soluzione antisettica.
  • STEP 3:  L’operatore sanitario procederà a inserire un ago sterilizzato, connesso a una sacca per il sangue, in vena. La procedura durerà 10 minuti circa.
  • STEP 4: Verrai fatto riposare per 10-15 minuti e ti verrà offerto il necessario per rifocillarti. 

Dopo aver riposato il tempo necessario, sarai in grado di riprendere la tua routine quotidiana, anche se sarebbe meglio evitare attività che richiedono sforzi particolari per le successive 24 ore alla donazione. 

Quanto sangue viene prelevato in media? Ne avrò a sufficienza?

In diversi Paesi, la quantità di sangue prelevato è pari a 450 mm, meno del 10% del volume totale posseduto da un essere umano (la media di un adulto va dai 4,5 ai 5 litri di sangue). Se ti sembra eccessivo, non temere: il tuo corpo sarà in grado di rimpiazzare il liquido perso nel giro di 36 ore. 

Chi può donare sangue e quanto spesso? 

I criteri per la selezione del donatore variano da Paese a Paese, ma in linea generale il sangue può essere donato da tutti coloro che sono in salute e che non hanno contratto un’infezione trasmissibileper via sanguigna.   

In genere, l’età minima per poter donare è pari a 17 anni, mentre la massima è 65. Il sangue può essere donato regolarmente, almeno due volte all’anno. Saranno comunque le autorità sanitarie locali a informarti sulla frequenza accettabile. 

Chi non può donare?

L’atto di donare è collegato sia alla salute del donatore che a quella del paziente.

È sconsigliato donare sangue nei seguenti casi: 

  1. Hai problemi di salute.
  2. Sei anemico.
  3. Sei incinta, sei rimasta incinta nel corso dell’ultimo anno o stai allattando.
  4. Hai certe patologie che non ti consentono di donare sangue.
  5. Assumi un certo tipo di medicinali, come antibiotici.

Attraverso una trasfusione, si possono contrarre infezioni che possono mettere a repentaglio la salute di un individuo. Pertanto, è bene astenersi da tale servizio nel caso in cui:

  • abbia contratto una malattia sessualmente trasmissibile, quale l’HIV o la sifilide
  • il tuo stile di vita ti mette costantemente a rischio di contrarre un’infezione per via sanguigna: per esempio, nel caso in cui si mantenessero rapporti sessuali con più di un partner.
  • Ti sei iniettato droghe a uso non medico.
  • Ti sei appena tatuato, sottoposto a scarificazione o fatto un piercing all’orecchio o in qualsiasi altra parte del corpo (le autorità sanitarie locali sapranno dirti quanto dovrai aspettare prima di poter donare sangue nuovamente) 
  • Hai avuto rapporti sessuali con qualcuno appartenente a una delle categorie sopra citate

Posso donare sangue dopo essermi vaccinata contro il SARS-CoV-2?

Tutti coloro che hanno ricevuto il vaccino contro il Covid-19 non contenente virus vivo possono donare sangue nel caso in cui siano in buone condizioni di salute

Dal momento che i vaccini contro il SARS-Cov-2 sono stati sviluppati recentemente, è possibile che il Servizio emotrasfusionale nazionale prenda in considerazione di implementare un periodo di rinvio di massimo 7 giorni dopo essere stati vaccinati.   

Coloro che hanno ricevuto vaccini a base di virus vivo (es. virus a base di vettori o vaccini contenenti virus indebolito) dovrebbero attendere un minimo di 4 settimane prima di donare sangue.

“Give blood and keep the world beating” è il claim di questo 2021: “Dona sangue e mantieni il mondo in vita”.

Fumo e denti: conseguenze sulla salute orale

Conseguenze del fumo sulla salute oraleConseguenze del fumo sulla salute orale

In occasione della Giornata Mondiale per la lotta al fumo, che si è celebrata il 31 maggio 2021, desideriamo creare coscienza circa i danni provocati dal fumo sulla nostra salute orale

La bocca è la porta d’ingresso del fumo: da qui, esso causa diversi danni, spesso estremamente sottovalutati. Qui di seguito elenchiamo i principali. 

fumo e denti

Danni a livello dello smalto

Il fumo può causare la formazione di macchie sia su denti naturali che protesizzati e  restaurati. Inoltre, il tabacco provoca la formazione e il conseguente accumulo di tartaro sui denti.  Le superfici dentarie, rese così ruvide, richiamano altra placca, provocando l’aumento di carie e infiammazioni gengivali.

Infine, sapevi che il fumo aumenta il digrignamento notturno dei denti, favorendo l’usura delle superfici dentali? Questo fenomeno, oltre ad essere antiestetico, porta in superficie lo strato sottostante di dentina che tende a colorarsi più facilmente e in profondità.

Danni alle gengive

Il fumo diminuisce l’ossigeno presente nelle gengive, favorendo la sopravvivenza dei batteri più aggressivi presenti nella placca. Le conseguenze? Aumento della mobilità dentaria, ritiro delle gengive e precoce perdita dei denti.

Guarigione delle ferite chirurgiche

In seguito a interventi di chirurgia orale, il fumo di tabacco tende a rallentare la guarigione delle ferite. Inoltre, il fumo influenza negativamente la difese, e riduce la percentuale di ossigeno nel sangue. Pertanto, la ridotta ossigenazione dei tessuti orali altera i processi di guarigione.

Alito

Il tabacco provoca alitosi. Ciò induce il fumatore ad eccedere nel consumo di mentine e chewing-gum, che aggravano le erosioni dello smalto a causa del loro contenuto in zucchero e/o acido citrico.

Malattie delle mucose

Tra le malattie che colpiscono le mucose e che sono causate dal fumo, troviamo le seguenti: 

  • La leucoplachia è una lesione caratterizzata da macchie bianche situate su guance e lingua, a volte accompagnata da zone rosse. E’ una lesione potenzialmente maligna, ed è per tale motivo che è necessario rivolgersi tempestivamente al proprio dentista di fiducia.
  • La candidosi è un’infezione fungina solitamente tipica di chi ha un sistema immunitario poco efficiente (bambini, anziani, diabetici, immunodepressi…). Si presenta con macchie bianche che risultano asportabili se spatolate. Il fumo abbassa le difese immunitarie rendendo quindi il fumatore più soggetto a varie infezioni, oltre a quella candidosica.

Tumore al cavo orale

Come è ben noto, il fumo può arrivare a causare il tumore alla bocca.

Il cancro orale include:

  • labbro;
  • lingua;
  • gengiva;
  • mucose della bocca;
  • oro-faringe (parte iniziale della gola).

La associazione tra cancro orale e tabacco è strettamente dipendente dalla dose, dalla durata dell’esposizione e dalla modalità di esposizione. Ad ogni modo, l’abbandono dell’utilizzo di tabacco si associa a una progressiva riduzione del rischio di tumore.

Pelle

Come ben noto, il fumo toglie ossigeno alla pelle. Tra gli effetti negativi del tabacco a livello epidermico, segnaliamo i seguenti:

  • pelle spenta e opaca;
  • formazione di macchie;
  • formazione di rughe soprattutto nella regione intorno alle labbra.

Conseguenze post fumo

Come indicato nei paragrafi precedenti, il tabagismo ha diversi effetti negativi. Tra questi, troviamo l’alitosi, la formazione di carie, placca batterica e tartaro, fino ad arrivare alle condizioni più gravi, di malattie delle mucose e tumori al cavo orale.

Le sostanze contenute nelle sigarette, infatti, rendono il cavo orale particolarmente soggetto alla proliferazione di batteri.

Smettere di fumare è quindi un gesto che protegge da disturbi e condizioni gravi. Tuttavia, se si è fumato molto e per molto tempo, gli effetti di questo gesto possono metterci più del previsto a manifestarsi.

L’ingiallimento dei denti e le macchie sono una condizione frequente in chi fuma o in chi è solito masticare tabacco. Pertanto, interrompere questo vizio raramente porta subito ad avere una dentatura bianca e sana. Per poter rimuovere il colore giallo dai denti e osservare una guarigione completa, occorre fare uso di appositi dentifrici, accompagnati dal giusto spazzolino e colluttorio, e , se necessario, rivolgersi a un professionista per sottoporsi a uno sbiancamento dei denti.  

Formazione macchie nere

Fra i vari tipi di macchie dentali, quelle provocate dal tabacco sono solitamente di colore giallo o nero, e risultano molto più difficili da sbiancare rispetto ad altre tipologia di macchie. 

Quello che accade mentre fumiamo è che sostanze come la nicotina e il catrame si attaccano allo smalto dei denti, e a contatto con l’ossigeno cambiano colore, compromettendo la salute e il benessere del cavo orale e del sorriso. 

Fumo e denti: come proteggerli

Proteggere i denti dal fumo è certamente possibile, ma un uso prolungato del tabacco può arrivare a comprometterne la salute generale. 

Uno dei sistemi di prevenzione più comuni consiste in una pulizia dentale quotidiana accurata

  • spazzolare i denti almeno 2 volte  al giorno;
  • utilizzare il filo interdentale;
  • fare uso del collutorio.

Per rimuovere in maniera efficace la placca dentaria, uno degli strumenti principe dell’igiene dentale è lo spazzolino elettrico. Vi siete mai chiesti quali caratteristiche debba possedere? Allora date un’occhiata al seguente link:

Spazzolino elettrico: guida alla scelta e all’impiego

Diseno-sin-titulo-2021-05-26T171135.237Guida all'uso dello spazzolino elettrico

Oggi parliamo del famigerato spazzolino elettrico, un dispositivo in grado di rimuovere in maniera efficace placca e residui di cibo, minimizzando il rischio di carie.

Nel termine elettrico, sono compresi tutti quegli spazzolini che hanno un movimento automatico, che può essere diverso da quello rotante. 

Nelle prossime righe, vedremo le principali caratteristiche dello spazzolino elettrico e i vantaggi e svantaggi di questo dispositivo divenuto uno degli strumenti principe dell’igiene orale domestica. 

spazzolino elettrico

Caratteristiche dello spazzolino elettrico

Nonostante gli innumerevoli tipi di spazzolini elettrici presenti sul mercato, la maggior parte di essi è costituita da due parti ben distinte: 

  1. Testina: munita di setole che ruotano, vibrano od oscillano ad una certa frequenza. Generalmente, il consiglio degli esperti è volto agli spazzolini muniti di testine rotanti circolari, in quanto assicurano movimenti oscillatori e rotatori tali da rivelarsi efficaci non solo nella rimozione della placca, ma anche nella prevenzione del sanguinamento gengivale.
  2. Corpo (impugnatura): contiene il motore e le batterie di alimentazione, indispensabili per trasmettere l’impulso oscillatorio alla testina sovrastante. Nel corpo dello spazzolino elettrico può essere sistemato un sensore di pressione, ovvero un segnalatore specifico indicante un’eccessiva pressione di spazzolamento. La maggior parte degli spazzolini da denti funziona con un meccanismo a bassa tensione. Se alcuni modelli fanno uso di un trasformatore che alimenta lo strumento mediante una presa a muro, la maggior parte possiedono una batteria ricaricabile dentro al corpo dello spazzolino.

Velocità di movimento 

Molti spazzolini elettrici ti consentono di selezionare la velocità. Inoltre, questo tipo di dispositivi permette di creare una turbolenza nell’acqua che aumenta notevolmente la capacità di pulizia negli spazi più insidiosi da raggiungere con le setole. 

Tra le caratteristiche più importanti da tenere in considerazione, troviamo le seguenti: 

  • tipi di movimento della testina (roto-oscillante o vibratorio);
  • numero di rotazioni che lo spazzolino è in grado di fare in un minuto;
  • timer integrato, per selezionare il tempo corretto;
  • sensore di pressione, che ti indica quando stai premendo troppo;
  • collegamento tramite bluetooth per monitorare la tua igiene orale. 

Vantaggi dello spazzolino elettrico

Optare per uno spazzolino elettrico ha i seguenti vantaggi: 

  • Rimozione efficace della placca: lo spazzolino elettrico consente una rimozione maggiormente efficace della placca e una diminuzione notevole della gengivite rispetto allo spazzolino manuale.
  • Non danneggia le gengive: se usato correttamente, lo spazzolino elettrico favorisce la salute orale generale. Il massaggio delle setole sulle gengive, infatti, aumenta l’afflusso di sangue ai capillari, portando maggior ossigeno ai tessuti parodontali.
  • Comodo per chi ha mobilità limitata: lo spazzolino elettrico risulta utile in caso di tunnel carpale, artrite e disabilità dello sviluppo. 
  • Timer incorporato: le persone che usano lo spazzolino manuale si lavano i denti per circa 46 secondi, troppo poco per rimuovere la placca. Grazie al timer incorporato, lo spazzolino elettrico ti consente di seguitare con lo spazzolamento sino a quando verrà ritenuto necessario (sarebbe bene che lo spazzolamento duri almeno 2 minuti). 

Svantaggi

Per quanto concerne gli svantaggi derivanti dall’utilizzo di uno spazzolino elettrico, segnaliamo quanto segue: 

  • Costo: gli spazzolini elettrici hanno un costo più elevato rispetto a quelli manuali: i prezzi variano dai 15€ ai 250€.
  • Spazzolamento complicato: oltre a non concedere una pulizia profonda dei denti, un impiego scorretto di questo strumento elettrico può porre le basi per recessioni gengivali, lesioni alle gengive, carie ed altre patologie dei denti. Se non adeguatamente rimossa con il movimento elettrico delle spazzole, la placca si deposita sui denti, rendendoli opachi ed ingialliti.

Quale spazzolino scegliere?

Sia lo spazzolino elettrico  che quello manuale hanno i propri vantaggi e svantaggi. 

Tuttavia,la maggior parte dei professionisti consigliano l’utilizzo dello spazzolino elettrico perché consente una migliore igiene orale nel caso in cui possieda le seguenti caratteristiche:

  • testine tonde, oscillanti e rotanti;
  • un motore potente.

Queste due caratteristiche consentono di esercitare una pressione decisa sui denti e far sì che le setole della testina massaggino il margine gengivale. Questa manovra consente un miglior afflusso di ossigeno alla gengiva e ne preserva la tonicità.


Ti sei mai chiesto quali siano le caratteristiche dello spazzolino perfetto? Se la risposta è sì, dai un’occhiata al link sottostante: