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Attualità

Denti e caldo: conseguenze sulla salute orale

Denti-caldoDenti e caldo

Con l’arrivo del caldo e la conseguente alimentazione scorretta data da snack, gelati, aperitivi e bevande zuccherate, insorgono vari problemi legati alla salute orale. Le problematiche che giungono all’ osservazione del dentista sono diverse ma dipendono principalmente proprio dal caldo.

Scopriamoli assieme nelle seguenti righe. 

Conseguenze del caldo sulla salute orale

La conseguenza principale dell’arrivo del caldo sulla salute orale è l’aumento della sensibilità ai denti. Ciò è dovuto spesso a un considerevole incremento del consumo di cibi e bevande acide (frutta e verdura, succhi di frutta, bibite, ecc), che possono causare una superficiale demineralizzazione dei denti di norma reversibile, associato ad un loro consumo a temperature “fredde” che aggravano il fenomeno della sensibilità dentale soprattutto nei pazienti con recessioni gengivali, usure dentali, parodontopatie o carie.

Per risolvere questo tipo di problema, è necessario ridurre non la quantità ma la frequenza di assunzione di questi cibi e di assumerli a temperature più vicine a quelle ambientali in modo da limitare la variazione termica improvvisa che altrimenti i denti percepirebbero.

Un secondo fenomeno è l’aumento o un rapido peggioramento delle infezioni batteriche a carico dei denti o di ferite chirurgiche con conseguente formazione di dolorosi ascessi. Il motivo principale è la temperatura ottimale per l’ambiente batterico e per la sua rapida proliferazione che velocizza ed aumenta il fenomeno ascesso/dolore di infezioni latenti (granulomi) od in atto; altro motivo è l’esposizione al sole che, se eccessiva, può debilitare transitoriamente il fisico ed abbassare il sistema immunitario. In tal caso, bisonerà sottoporsi a una cura antibiotica e alla soluzione terapeutica successiva del problema.

Infine, un altro evento spiacevole che può verificarsi nei periodi estivi è una più difficile guarigione delle ferite, una maggiore possibilità che si infettino ed una maggiore tendenza al sanguinamento; questo sempre a causa delle elevate temperature che oltre come detto a predisporre alle infezioni potrebbe condizionare la formazione del coagulo e le successive fasi di una corretta guarigione.

Regole da seguire

Ecco qui alcune semplici regole da seguire: 

  1. Inserite il vostro spazzolino, dentifricio e filo interdentale in un beauty case a parte, evitando di mischiare tali strumenti con trucchi, spazzole e creme. In tal modo, si eviterà la contaminazione batterica
  2. Ricordate di far uso di uno spazzolino di qualità, anche se da viaggio. Nel caso in cui non ve lo foste portati dietro, potete optare per una gomma senza zucchero allo xilitolo o una mela
  3. Nel caso in cui soffriate di sensibilità dentale, evitate le bevande molto fredde, che possono essere fonte di irritazione. 
  4. Portate sempre con voi un kit per eventuali traumi che possano manifestarsi: in caso di rottura, il dente può essere riattaccato dal dentista ma il frammento deve essere mantenuto idratato con soluzione fisiologica.
  5. Bevete molto per mantenervi idratati, in quanto la riduzione della salivazione può favorire la permanenza di zuccheri o sostanze acide.
  6. Riducete il consumo di soft drink perché ricchi di zuccheri, e aspettare mezz’ora prima di lavare i denti per permettere alla saliva di tamponare l’ambiente acido.
  7. Favorite il consumo di caramelle senza zucchero. Gli zuccheri, infatti, zuccheri sono nutrimento per i batteri che causano la carie 
  8. Se amate gli sport all’aperto, fate richiesta di una placca di protezione su misura, che possa preservare la dentatura in caso di traumi.

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Radiografie dentali: rischi e tipologie

radiografie dentaliRadiografie dentali

Le radiografie dentali sono immagini che i dentisti utilizzano per valutare la tua salute orale

Questi raggi X vengono utilizzati con bassi livelli radioattivi per catturare immagini della parte interiore dei tuoi denti e gengive. Tale tecnica consente ai professionisti di identificare eventuali problemi, quali cavità, carie e denti inclusi.

Motivi per ricorrere alle radiografie dentali

Vi starete chiedendo: perché utilizzare una radiografia dentale? Nel caso in cui il tuo dentista stia seguendo il progresso di un problema dentale o trattamento, è possibile che ricorra spesso all’uso di radiografie dentali.

I fattori che possono influenzare le radiografie dentali sono i seguenti: 

  • età;
  • attuale igiene orale;
  • sintomi inerenti a una malattia dentale;
  • storico di patologie legate alle gengive o all’insorgere di carie.

In caso di nuovi pazienti, il dentista tende a far uso delle radiografie dentali per avere una panoramica della tua igiene dentale.  Ciò è di fondamentale importanza se non ti sei mai stato sottoposto a questa tipologia di trattamento. 

Normalmente, i bambini hanno bisogno di radiografie dentali con maggiore frequenza rispetto agli adulti, in quanto è necessario tenere sotto controllo la loro crescita dentale. 

Rischi delle radiografie dentali

Anche se le radiografie dentali comportano radiazioni, i livelli di esposizione sono talmente bassi da essere considerati sicuri per bambini e adulti. Inoltre, qualora il dentista opti per radiografie digitali invece di svilupparle su pellicola, i rischi di esposizione alle radiazioni sono ancora più bassi.

Il dentista posizionerà anche una “pettorina” di piombo su torace, addome e regione pelvica per evitare un’inutile esposizione alle radiazioni degli organi vitali. 

Le donne in gravidanza o che ritengono di esserlo dovrebbero evitare tutti i tipi di radiografie, in quanto le radiazioni non sono considerate sicure per i feti in via di sviluppo.

Tipologie di radiografie 

Esistono differenti tipologie di radiografie. Ecco qui di seguito le principali: 

  1. Le radiografie endorali vengono eseguite tramite l’uso di pellicole radiografiche, che vengono collocate nel cavo orale. Il loro obiettivo principale è ispezionare i denti, e comportano un’esposizione ai raggi molto bassa. 
  2. La radiografia bite wing è una tecnica radiografica intraorale che mostra su pellicola un’immagine delle corone dei molari o dei premolari, sia inferiori che superiori. È indicata per verificare la presenza di carie tra i denti, carie sotto le otturazioni, aggiustamenti di restauri, tartaro e riassorbimento osseo da lieve a moderato.
  3. Le periapicali si utilizzano per verificare la presenza di ascessi, fratture dentali, carie e cisti e sono molto utili durante i trattamenti canalari per riuscire a determinare la grandezza e la forma del canale radicolare.
  4. Le radiografie occlusali consentono di individuare fratture, cisti e denti non ancora spuntati. In tal caso, viene utilizzata una lastra più grande rispetto alle precedenti, che permette una visione quasi completa di entrambe le arcate dentarie. 

Per avere una visione più completa delle arcate dentarie, delle mascelle, della zona dei seni nasali e del cranio con proiezioni laterali e anteriori, gli esami radiologici impiegati sono quelli extraorali come la panoramica e la teleradiografia del cranio.

  1. La panoramica permette di studiare le arcate dentarie, la posizione dei denti, le ossa mascellari e la mandibola. Consente di rivelare la presenza di carie, parodontiti; inoltre, può evidenziare anche eventuali malformazioni dentarie o lesioni ossee, infiammazioni, granulomi, cisti o formazioni di altro genere. L’esposizione alle radiazioni, con l’impiego delle tecnologie digitali, è davvero ridotta e – ad eccezione delle donne in gravidanza – questo permette che si possa eseguire un’ortopanoramica anche su soggetti più giovani come bambini e adolescenti.
  2. La teleradiografia del cranio permette di avere una visione di insieme dell’anatomia della testa, in quanto consente di capire se le arcate dentarie sono posizionate correttamente e se i denti occupano le giuste posizioni rispetto alle ossa. É un esame molto utile per problematiche come malocclusioni e morsi inversi.

Dopo la radiografia dentale…

Quando le immagini sono pronte, il dentista le esamina e verifica la presenza di eventuali anomalie. Se la pulizia dei denti viene effettuata da un igienista dentale, il dentista può esaminare i risultati delle radiografie con il paziente dopo la pulizia.

L’eccezione è rappresentata dal caso in cui l’igienista scopra problemi significativi, quali ad esempio carie.


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Denti e zucchero: come prevenire le carie

denti e zuccheroDenti e zucchero

Denti e zuccheri, un dilemma senza tempo. Quando consumiamo cibi o bevande che contengono zucchero, stiamo nutrendo involontariamente i batteri che abitano la parete esterna dei denti. Questi, infatti, digeriscono gli alimenti ingeriti e si nutrono in particolar modo degli zuccheri, i quali producono degli acidi che corrodono gradualmente lo smalto dentale, causando le carie. Pertanto, più cibi zuccherati consumiamo nell’arco della giornata, più metteremo i denti a rischio di essere attaccati da acidi che provocano carie.

Come comportarsi?

Gli alimenti zuccherini hanno pertanto un ruolo determinante nella formazione della carie.

Maggiore sarà la permanenza di questi cibi nel cavo orale e maggiore sarà il rischio di sviluppare tale patologia.

Qui di seguito alcuni comportamenti da seguire

  • seguire una dieta equilibrata ricca di cereali, frutta, verdura, proteine e latticini dal basso contenuto di grassi;
  • evitare i cibi zuccherati che rimangono in bocca a lungo, quali caramelle dure, appiccicose o gommose;
  • ridurre la quantità di spuntini tra un pasto e l’altro;
  • consumare spuntini sani, come frutta, yogurt e gomme senza zucchero;
  • mangiare dolci e cibi zuccherati solo a fine pasto o prima di lavare i denti;
  • controllare le etichette dei cibi per individuare la presenza di zuccheri “nascosti”;
  • prediligere l’acqua al posto di bibite gassate e succhi di frutta, entrambi ricchi di zuccheri;
  • lavare i denti a fondo dopo ogni pasto;
  • utilizzare il filo interdentale una volta al giorno; 
  • usare dentifricio al fluoro.

Prevenzione

La miglior cura è senza dubbio la prevenzione. Qualora la carie fosse al primissimo stadio, è possibile iniziare una terapia al fluoro, una tecnica che aiuta il dente a rinforzare lo smalto e a contrastare lo sviluppo della carie.

Nel caso invece in cui la carie si trovi in uno stadio avanzato tale da richiedere terapia conservativa, il medico odontoiatra dovrà intervenire con la procedura di otturazione o di devitalizzazione, a seconda delle esigenze del paziente.


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Classificazione ossa: caratteristiche e funzioni principali

classificazione ossaClassificazione delle ossa

La diagnostica per immagini permette di visualizzare alcune strutture del corpo, come ossa e organi, in modo assolutamente non invasivo, indolore e molto rapido.

 Oggi vedremo nello specifico caratteristiche e funzioni principali delle ossa, tematica basica fondamentale per essere degli ottimi TSRM

Che cosa sono le ossa?

Le ossa sono una forma specializzata di tessuto connettivo specializzato, fortemente dinamico e plastico. Nel corpo umano, si contano ben 212 ossa.

Nel loro insieme, partecipano alla formazione del sistema scheletrico, una struttura dotata di numerose e importantissime funzioni.

Caratteristiche generali

Il tessuto osseo è formato dalla seguenti parti: 

  • PARTE ORGANICA:  è costituita da cellule proprie del tessuto osseo volte all’accrescimento, produzione e riassorbimento del tessuto stesso, oltre che da matrice extracellulare.
  • PARTE INORGANICA: numerosi sali minerali quali i fosfati di calcio, il magnesio e i citrati di sodio, manganeso, potassio, costituiscono la parte inorganica.

Il 35% del peso secco dell’osso è costituito dalla matrice extracellulare, che è responsabile della robustezza ed elasticità; mentre, la componente inorganica mineralizzata rappresenta il 65% del peso secco e conferisce compattezza e durezza. Inoltre, è bene ricordare che con l’avanzare dell’età, cambiamenti nella propria dieta e nelle condizioni generali dell’individuo, il tessuto osseo va incontro a diversi cambiamenti strutturali e funzionali. 

Il tessuto osseo è soggetto ad un fisiologico rimodellamento, necessario per la guarigione della fratture e l’adattamento dello scheletro all’uso meccanico, nonché per l’omeostasi* del calcio. Infatti, è bene sottolineare che uno squilibrio del riassorbimento e della formazione ossea si traduce in diverse malattie.

Le superfici esterne delle ossa sono rivestite dal periostio, una spessa capsula connettivale a fibre intrecciate, che protegge l’osso e supporta l’azione trofica mediata dai vasi sanguigni di cui è ricco. Se nella faccia esterna del periostio sono presenti poche cellule e molte fibre di collagene (strato fibroso), nella faccia interna vi sono invece poche fibre, numerosi capillari sanguigni e cellule osteoprogenitrici. Dal periostio si dipartono trasversalmente fibre connettivali, che costituiscono un sistema di ancoraggio all’osso. Le superfici interne dell’osso, infine, sono costituite dall’endostio, uno strato di cellule squamose e fibre connettivali.

*Il mantenimento della omeostasi adeguata di calcio, e pertanto della calcemia, è un processo complesso e dinamico che implica l’assorbimento e l’eliminazione del calcio nell’intestino, la filtrazione e il riassorbimento nel rene, la conservazione e la mobilizzazione nello scheletro.     

Funzioni delle ossa

Le principali funzioni svolte dalle ossa sono le seguenti:

  • PROTEZIONE: proteggono diversi organi e strutture interne (si pensi alla funzione di protezione svolta dal cranio nei confronti del cervello).
  • RISERVA E DEPOSITO: fungono da riserva e deposito di minerali quali calcio, fosforo, sodio e magnesio, che sono indispensabili per regolare diversi meccanismi fisiologici.
  • FORMA E SOSTEGNO: le ossa costituiscono il sostegno del capo, del tronco, degli arti e degli organi interni. Inoltre, conferiscono al corpo determinate forme, che variano leggermente in base al sesso, all’etnia, all’età e alle caratteristiche individuali. Grazie alla regolazione ormonale, l’organismo, utilizza  le ossa come fonte di questi minerali al momento del bisogno o come riserva quando questi sono presenti in eccesso.
  • MOVIMENTO: i muscoli scheletrici, inserendosi sulle ossa tramite tendini, consentono spostamenti dell’intero corpo o di parti di esso, agendo come componente attiva del movimento (le ossa sono la componente passiva).
  • PRODUZIONE CELLULE SANGUIGNE: Il midollo osseo in loro presente è in grado di produrre le cellule del sangue (globuli bianchi, globuli rossi, piastrine).

Classificazione ossa

Le ossa del corpo umano hanno diverse forme e dimensioni, che conferiscono a ciascuna di esse funzioni diversificate. In base a queste loro caratteristiche vengono distinte in: ossa lunghe, quando la lunghezza prevale sulle altre dimensioni; ossa piatte o larghe, quando larghezza o lunghezza prevalgono sullo spessore; ossa brevi, quando le tre dimensioni sono pressoché uguali.

  1. OSSA LUNGHE: sono formate da una parte centrale, detta diafisi, e da due estremità, dette epifisi. Le epifiisi contraggono rapporti con le ossa vicine e sono provviste di superficie articolare; mentre la diafisi è costituita da tessuto compatto e da una cavità in cui è generalmente contenuto il midollo osseo. Tipiche ossa lunghe sono quelle degli arti (femore, tibia, fibula, omero, radio, ulna). Talvolta, si distingue una terza, piccola, zona cartilaginea, chiamata metafisi ed essenziale per la crescita in lunghezza delle ossa lunghe. Essa è presente nel bambino e nel giovane adolescente, mentre scompare nell’adulto.
  2. OSSA CORTE O BREVI: sono caratterizzate da lunghezza e diametro di simile misura, e costituite da tessuto spugnoso completamente avvolto da una lamina di tessuto compatto. Esempi di ossa corte del corpo umano sono quelle del polso, del calcagno e delle vertebre.
  3. OSSA PIATTE: come le ossa lunghe, sono dotate di una parte centrale di tessuto spugnoso, il diploe, in cui si trova il midollo osseo. Il tutto è ricoperto da due strati (uno per lato) di tessuto compatto (detti tavolati). Tipiche ossa piatte sono quelle del cranio, del bacino e dello sterno.
  4. OSSA IRREGOLARI: sono caratterizzate da una forma irregolare (sfenoide ed etmoide del cranio).
  5. OSSA PNEUMATICHE: sono dotate di piccole cavità (seni) piene d’aria che comunicano con le cavità nasali (mascellare, frontale, sfenoide ed etmoide).
  6. OSSA SESAMOIDI: a livello tendineo, favoriscono la meccanica del movimento. Ad esempio, la rotula è un osso sesamoide che, oltre a proteggere il ginocchio, facilita l’azione del muscolo quadricipite durante l’estensione della gamba.
  7. OSSA WORMIANE: si tratta di piccole ossa piatte soprannumerarie situate, ma solo in alcuni individui, tra le ossa craniche, lungo il decorso delle suture.

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Sensibilità dentale: cure e rimedi

sensibilità dentaleSensibilità dentale

La sensibilità dentale è una condizione dentale che può svilupparsi tra i 20 e i 50 anni in conseguenza di disturbi quali recessione gengivale e usura dello smalto

Tale patologia si sviluppa quando la dentina, la parte interna del dente, diviene esposta. La dentina si trova sotto lo smalto o il cemento (nella parte sotto gengivale del dente). 

Nelle prossime righe, vi spiegheremo nel dettaglio in cosa consiste questa patologia, le possibili cause e i rimedi. 

In cosa consiste la sensibilità dentale?

I denti sensibili possono essere associati a stimoli alquanto dolorosi, che insorgono nel momento in cui si ingeriscono cibi dolci, acidi, caldi o freddi ed entrano in contatto con i denti. Inoltre, uno spazzolamento troppo energico, l’acqua o la pressione generata dall’attività masticatoria possono produrre questa sensazione fastidiosa, spesso intollerabile.

Cause

Da cosa dipende la sensibilità dentale?

Come indica My Personal Trainer, più che di denti sensibili, gli esperti preferiscono parlare di ipersensibilità dentinale. Questa condizione riconosce cause patologiche; in tal caso, i denti sensibili possono essere segno di:

  • Usura dello smalto da bruxismo, eccessiva frequenza o intensità di lavaggio dei denti ecc.;
  • Carie incipiente o avanzata (a seconda della soglia di sensibilità del paziente);
  •  Trauma dentale maggiore o microtraumatismi ripetuti.

oppure non patologiche, come risultato di:

  • Recessione gengivale da spazzolamento troppo aggressivo e tecnicamente scorretto, oppure da infiammazione gengivale);
  • Alcune terapie odontoiatriche ed interventi di chirurgia parodontale;
  • Variante fisiologica in pazienti ipersensibili, ossia con una bassa soglia del dolore.

Esiste una certa controversia riguardo l’eziologia di questo dolore, anche se l’ipotesi idrodinamica è quella che viene maggiormente accettata. Secondo ciò, i fluidi contenuti nei tubuli dentinali si alterano a causa dei cambi termici, fisici o osmotici, stimolando recettori di pressione che portano all’eccitazione nervosa, la quale si traduce in dolore dentale.

In situazioni di salute, la dentina è protetta dal mezzo orale dallo smalto (corona) e dal cemento (radice). Lo smalto è la parte più dura dell’organismo. Il cemento, maggiormente fino, debole e poroso dello smalto, viene protetto dalle gengive. Tuttavia, in determinate zone, può essere che ci sia poco smalto o cemento che, nel caso in cui si perdesse, esporrebbe i tubuli dentali al mezzo orale.

In caso di recessione gengivale, il cemento rimane in contatto con con il mezzo orale e con frequenza si perde, dal momento che si consuma per lo spazzolamento o l’utilizzo di stuzzicadenti.

Come curare la sensibilità dei denti

In caso di sensibilità dentale o gengivale, in primis è bene rivolgersi al proprio dentista di fiducia e accertare l’assenza di carie, fratture o malattie parodontali. Qualora i denti sensibili siano colpiti da simili patologie, risulta utile l’impiego di collutori e dentifrici specifici, contenenti fluoro o altre sostanze rimineralizzanti, capaci di dare sollievo dalla sensibilità e proteggere lo smalto danneggiato.

Il fluoro esibisce un’azione mineralizzante sulle superfici dello smalto dentario dei giovani e di rimineralizzazione su quello degli adulti. Tale azione è associata ad un leggero potere antiplacca e ad un’attività desensibilizzante netta (negli adulti), dal momento che determina la formazione di uno strato di fluoruro di calcio che forma una pellicola protettiva, rimineralizzante e desensibilizzante. In presenza di denti sensibili risultano potenzialmente utili anche dentifrici a base di idrossiapatite, una componente naturale che agisce creando una barriera fisiologica contro ipersensibilità, placca, tartaro e carie. Non a caso, l’idrossiapatite è la componente prevalente di ossa e denti.

Nei casi di maggiore sensibilità dentale, esistono anche degli interventi basati sull’applicazione di resine fluorate che sigillano i tubuli dentinali. Questi preparati vengono applicati nelle aree sensibili dello smalto. Il dentista può inoltre avvalersi di dispositivi elettromedicali per favorire la rimineralizzazione dentale e la chiusura dei canalicoli.

Infine, se la sensibilità è causata da recessioni gengivali, è possibile trattare il problema con un intervento di chirurgia gengivale, che ha lo scopo di fornire una nuova copertura della radice ed una protezione che possa risolvere il problema dei denti sensibili.


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Denti e caffè: benefici e danni sulla salute orale

caffè e dentiCaffè e denti

Sappiamo tutti che è difficile rinunciare a un buon caffè di prima mattina, ma dobbiamo essere coscienti degli effetti che questa bevanda miracolosa crea sulla nostra dentatura. Nelle prossime righe, scoprirete i danni così come i benefici derivanti dal caffè.

Come influisce il caffè influisce sui tuoi denti

Il caffè influisce sui denti nei seguenti modi: 

  • Accumulo di batteri su denti, gengive e lingua.
  • Alitosi.

Effetti negativi del caffè sui denti

Tra gli effetti negativi del caffè, troviamo i seguenti: 

  • macchie sui denti
  • erosione dei denti 

Il danno maggiore è sicuramente a discapito dello smalto: dal momento che i denti sono costituiti da un materiale molto assorbente, tendono ad intrappolare il colore delle sostanze che assumiamo, quali ad esempio il caffè. 

Ecco alcuni consigli per ridurre le macchie sui denti causate da queste bevande:

  1. Evitare di sorseggiare caffè, ma berlo in poco tempo, dal momento che ogni sorso è un attacco di acidi per lo smalto ed è quindi preferibile minimizzarlo il più possibile.
  2. Se non si riesce proprio a farne a meno, è bene bere un bicchiere d’acqua dopo aver consumato caffè.
  3. Lavare i denti dopo il caffè, attendendo però 30 minuti prima di spazzolarli per evitare danni allo smalto.
  4. Utilizzare il filo interdentale dopo aver lavato i denti per ridurre l’effetto degli acidi che corrodono lo smalto e portano all’ingiallimento dei denti. 

Infine, molti sostengono che il caffè può causare l’erosione dei denti a causa della sua acidità. Tuttavia, uno studio del 2012 ha rilevato che le persone che consumavano caffè 4-5 volte al giorno non avevano differenze significative di erosione rispetto a quelle che non lo facevano.

Benefici del caffè

Siamo abituati a sentir parlare degli effetti negativi del caffè sulla nostra salute orale, ma vi stupirete nel leggere che tra gli innumerevoli benefici del caffè, ce n’è uno che riguarda proprio la salute dei denti. 

Secondo la Federal University di Rio de Janeiro, la caffeina aiuta a contrastare la proliferazione di batteri, ostacolando inoltre la formazione di placca e tartaro. Chiaramente il dato si riferisce all’uso e non all’abuso di caffè, e in particolare all’espresso consumato senza l’aggiunta di zucchero o dolcificanti vari, che sono invece un vero carburante nella formazione delle carie.

Come conservare una dentatura bianca

Per conservare una dentatura smagliante, il consiglio principale è quello di sottoporsi due volte all’anno ad un’accurata pulizia. Nel frattempo, è bene seuguire questi semplici step:

  • limitati a un paio di caffè al giorno;
  • evita cibi e bevande che macchiano lo smalto;
  • dopo un buon espresso, lava i denti o sciacqua bene la bocca con acqua fresca se sei fuori casa;
  • evita chewing gum che si sostituiscono allo spazzolino e promettono sbiancamenti miracolosi;
  • prendi l’abitudine di utilizzare il filo interdentale almeno una volta al giorno, e di lavare i denti con un dentifricio delicato mattina e sera;
  • prima di procedere al normale spazzolamento, utilizza una volta al mese un po’ di bicarbonato di sodio da passare con lo spazzolino su tutti i denti per qualche minuto. Sciacqua e ripeti poi lo stesso procedimento con il dentifricio.

Come riparare i denti macchiati di caffè

Sebbene la prevenzione aiuti di certo a ridurre al minimo le macchie di caffè, non bisogna sempre usare il collutorio o lavarsi i denti dopo il caffè del mattino.

Per questo motivo, è probabile che le macchie di caffè si accumulino lentamente sui denti. Per fortuna, esistono una serie di opzioni disponibili per aiutare ad affrontare i denti già macchiati di caffè:

  • usare un dentifricio sbiancante delicato per spazzolare ogni notte;
  • inserire un kit per lo sbiancamento dei denti nella propria routine di igiene orale.

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Festa della Donna 2022: 5 donne che hanno fatto la storia

festa della donna 2022

Oggi, 8 marzo 2022, si celebra la Festa della Donna, una giornata inaugurata nel 1975 da parte delle Nazioni Unite per commemorare la uguaglianza dei diritti tra uomini e donne. Si tratta di un evento atto a ricordare tutti i progressi che si sono fatti in materia di parità tra i sessi, e anche per rivendicare la strada che ancora manca da fare per eliminare del tutto le disuguaglianze che ancora si generano tra uomini e donne in tutto il mondo. 

Insieme possiamo #breakthebias

Immaginate un mondo libero da pregiudizi, stereotipi e discriminazioni. Un mondo che è diverso, equo e inclusivo. Un mondo in cui la differenza viene percepita come un valore e viene pertanto celebrata. Insieme possiamo dar vita al sentimento di uguaglianza tra donne, rompere i pregiudizi e celebrare i successi femminili.  

Sia che si tratti di qualcosa di voluto o incosciente, i pregiudizi rendono impossibile per le donne avanzare. 

Per tale motivo, in occasione della Festa della Donna, si è creato l’hashtag #breakthebias (ovvero “rompi i pregiudizi”) con l’obiettivo di creare coscienza sugli innumerevoli ostacoli che le donne devono tuttavia combattere quotidianamente. Inoltre, per unirsi al motto, donne di diverse parti del mondo si immortalano con le braccia incrociate in segno di solidarietà.

Perché si celebra la festa della donna

L’8 marzo del 1857, numerosi operai tessili scesero in strada a New York con il motto “Pane e rosa” per protestare per le misere condizioni di lavoro, rivendicare la riduzione dell’orario e mettere fine al lavoro minorile

Tuttavia, il capitolo maggiormente cruento della storia dei diritti delle donne ebbe luogo il 25 marzo del 1911, giorno in cui si incendiò la Fabbrica Triangle di New York. Un totale di 123 donne e 23 uomini morirono mangiati dalle fiamme. La maggior parte si trattava di giovani immigrati di un’età compresa tra i 14 e i 23 anni. 

Secondo il report dei pompieri dell’epoca, i proprietari della fabbrica, che al momento dell’incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiusi a chiave gli operai per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne e gli uomini rimasti intrappolati. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 60.000 dollari per i danni subiti (corrispondenti a circa 400 dollari per ogni morto), il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.

Dal momento la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d’uscita.

Il colore viola come simbolo del movimento 

Il viola rappresenta la Giornata dedicata alla Donna, nonché il colore che si utilizza come segno di rivendicazione femminile. Fu inoltre il colore che nel 1908 veniva utilizzato dalle suffragette inglesi. Negli anni 60 e 70,  le donne socialiste lo utilizzarono come simbolo della lotta femminista e in seguito venne associato alla giornata che si celebra ogni 8 marzo. 

Donne esempio nella storia

Donne con influenza e potere hanno la capacità di trasformare una generazione intera, così come il loro equivalente maschile, ma nonostante ciò, sono spesso collocate alla fine dello spettro. 

Qui sotto vi raccontiamo in breve la storia di cinque donne, alcune molto conosciute altre meno, che ispirano, sfidano e influenzano il mondo nel quale viviamo. 

Malala Yousafzai

Fonte: Univision

Una giovane donna che sopravvive a un attentato all’età di 15 anni e che ora costituisce una delle principali rappresentanti dei diritti femminili nel Medio Oriente. Malaya Yousafzai è l’esempio perfetto di modello femminile. 

Da quando si è trasferita nel Regno Unito, ha coraggiosamente tenuto discorsi davanti alle Nazioni Unite e continua a combattere in nome di tutte le giovani donne per ottenere l’educazione che si meritano in tutti gli angoli del mondo.  

Chi è Malala: 21 anni, originaria del Pakistan, la più giovane vincitrice al mondo di un Premio Nobel; fondatrice del Malala Fund. Venne sparata alla testa dal leader dei Talebani per le sue innumerevoli azioni di appoggio alle giovani donne del Medio Oriente. L’attivismo di Malala ebbe inizio all’età di 11 anni, quando iniziò a gestire un blog anonimo raccontando com’era la vita sotto il regime talebano, il quale proibiva alle donne di ricevere un’educazione scolastica. 

Fin da adolescente, si è trasformata nella rappresentante dei diritti a livello educativo di tutte le donne del pianeta. Questa coraggiosissima sopravvissuta è oggi la fondatrice del Malala Fund, un’organizzazione non-profit che combatte per l’educazione scolastica di tutte le donne. 

Sylvia Plath

Fonte: escriturafeminista.com

Sylvia Plath non è il tipico modello femminile che ti aspetteresti di incontrare in questa lista, tuttavia consideriamo che sia stata sufficientemente coraggiosa a mostrare i suoi sentimenti più intimi e nascosti a tutto il mondo. “La campana di vetro” è un incredibile romanzo semi-autobiografico sui disturbi mentali, una tematica considerata taboo all’epoca, e la poesia di Plath continuò a risuonare anche dopo la sua morte.  

Chi è Sylvia: Viene considerata la principale rappresentante della poesia confessionale. La protagonista del libro “La campana di vetro”, Esther Greenwood, è una brillante studentessa dello Smith College, che inizia a soffrire di disturbo depressivo durante un tirocinio presso un giornale di moda newyorkese. La trama ha un parallelo nella vita di Plath, che ha trascorso un periodo presso la rivista femminile Mademoiselle, successivamente al quale, in preda a un forte stato di depressione, tentò il suicidio. Morì suicida alla giovane età di 30 anni. 

Emma Gonzalez

Fonte: Univision

Dopo essere sfuggita al massacro di Parkland, che ha avuto luogo presso la Marjory Stoneman Douglas High School in Florida, Emma Gonzalez diventa una figura di attivista impegnata contro la proliferazione di armi da fuoco negli Stati Uniti. Nel corso di un programma televisivo, denunciò la facilità con cui è possibile acquisire armi semi-automatiche negli Stati Uniti. 

Gonzalez fu una delle fautrici della March of our Lives, una protesta contro la violenza derivante dalle armi e gli omicidi di massa. Grazie alle azioni perpetrate da questa giovane donna, una nuova legge riguardante il controllo delle armi è stata approvata dalla Legislazione della Florida. 

Chi è Emma: Nata in Florida nel 1999, Gonzalez ha fondato, assieme ad altri compagni di classe, Never Again MSD, che sostiene un maggiore controllo della proprietà delle armi da fuoco con leggi più severe e l’influenza politica della National Rifle Association negli Stati Uniti.

Il 24 marzo 2018, Emma González si è unita alla March for Our Lives (Marcia per le nostre vite), una protesta di massa mondiale guidata da Never Again MSD contro la violenza armata: come data era stato scelto il giorno in cui una delle vittime di Parkland, Nicholas Dworet, avrebbe compiuto 18 anni. Nell’occasione ha tenuto un discorso inframezzato da quattro minuti di completo silenzio, pari alla durata della sparatoria nella scuola. Le sue parole conclusive sono state: “Combattete per le vostre vite prima che sia il lavoro di qualcun altro!”. Il suo intervento ha ricevuto una risposta molto positiva e ampia nei media internazionali.

Maria Montessori 

Fonte: GettyImages

Quali sono i problemi che dovette affrontare una donna nata 150 anni? La risposta che sorge spontanea è la seguente: in parte si tratta degli stessi, ovvero difficoltà a entrare negli ambienti dominati da uomini, differenza dei salari, scelta tra lavoro e maternità, indipendenza economica, leadership femminile.

Maria Montessori è stata la prima a parlare di “socializzazione della funzione materna” e della necessità di introdurre l’educazione sessuale nelle scuole

Donne che devono poter lavorare, votare, che devono essere in grado di mantenersi da sole e decidere per se stesse. Proprio come Maria Montessori, che decide di ricavare del guadagno dal suo lavoro (visto che in università e come medico non era mai stata pagata ed era sempre stata mantenuta dalla pensione del padre). Montessori che era brava a raccogliere fondi, che non è disposta a impegnarsi negli Stati Uniti senza ricevere compenso. 

Chi è Maria: Nata nel 1870 a Chiaravalle, Maria Montessori è stata un’educatrice, pedagogista, filosofa, medico, neuropsichiatra infantile e scienziata italiana, internazionalmente nota per il metodo educativo che prende il suo nome, adottato in migliaia di scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori in tutto il mondo. È stata una delle prime donne a laurearsi in medicina.  Agli inizi del Novecento Montessori discuteva della necessità di far innamorare le donne della scienza. Le sue scelte formative la spronano a ripensare le scienze, fino a quel momento ad esclusivo appannaggio dell’uomo, attraverso l’apporto del pensiero femminile. Questa “donna nuova” avrebbe contribuito alla riforma di molti campi del sapere, arricchendoli con i suoi punti di vista. Avrebbe rivendicato la propria identità intellettuale e indipendenza economica, contribuendo alla diffusione del sapere scientifico

Mileva Maric 

Fonte: Mujeres Bacanas

Mileva Marić è stata una matematica e fisica serba che collaborò con Einstein allo sviluppo della sua opera scientifica, il cui apporto non venne mai e poi mai riconosciuto

La polemica sulla partecipazione o meno della Marić all’elaborazione dell’opera scientifica di Einstein rimane aperta, ma non vi è alcun dubbio sulle grandi abilità matematiche che la caratterizzavano. Mileva era una di quelle donne che avrebbe potuto ottenere il Premio Nobel, ma che il fatto di essere donna le negava la legittimità di imporsi nel mondo scientifico, dominato da menti maschili. 

Chi è Mileva: Prima moglie di Albert Einstein, Mileva fu la prima donna ad aver studiato fisica al Politecnico di Zurigo. Secondo alcuni studiosi, Mileva Marić avrebbe partecipato alla stesura dei lavori sulla teoria della relatività. 

Suo padre seppe notare la sua eccezionale intelligenza, e decise pertanto di offrirle un’educazione di gran lunga al di sopra delle altre ragazze dell’epoca. Grazie a ciò, la giovane seppe sviluppare il suo talento per le scienze matematiche. Nel 1892, suo padre fu in grado di ottenere un’autorizzazione del Ministero dell’Educazione perché Mileva potesse accedere alle conferenze di fisica riservate unicamente agli uomini. Poco dopo, nel 1986, Mileva venne accettata nella Scuola Politecnica di Zurigo, e si trasferì in Svizzera per dare inizio alla sua carriera in matematica e fisica. 

Gargarismi e salute orale: i migliori rimedi contro il mal di gola

gargarismoCome effetuare i gargarismi

Un rimedio contro il mal di gola? I gargarismi senza dubbio! Si tratta di un elemento importante per la tua igiene orale, in quanto aiutano a eliminare i batteri e offrono un valido supporto a mantenere una bocca sana. 

Nelle prossima righe vi spieghiamo in cosa consistono e alcuni rimedi naturali per procedere alla loro preparazione. 

Cosa sono i gargarismi? 

Si tratta di una pratica terapeutica che consente di far lenire le infiammazioni delle mucose del cavo orale, gorgogliando, nel fondo della bocca e nella gola, una soluzione acquosa di sostanze medicinali.

Il loro scopo è esercitare un’azione astringente, decongestionante, disinfettante o anestetica locale; di conseguenza, la loro composizione può variare a seconda dell’azione alla quale sono destinati. 

Il gargarismo, inteso come preparazione, comprende un veicolo liquido nel quale viene disciolta o sospesa una sostanza (o sostanze), a cui si aggiungono dei cosiddetti correttivi per migliorarne le caratteristiche organolettiche. 

Come si effettua un gargarismo 

Ecco qui gli step da seguire per realizzare dei gargarismi da 10 e lode:

  1. Prima di dare inizio alla procedura, è necessario procurarsi un bicchiere all’interno del quale riporre il liquido medicamentoso. È altamente consigliato non bere direttamente dalla bottiglia in modo tale da non lasciare eventuali batteri sulla superficie. 
  2. In seguito, riempi il bicchiere con il liquido che preferisci. Ne basta poco: nel caso in cui ritenga che non sia sufficiente, potrai aggiungerne di più successivamente. 
  3. A questo punto, dovrai bere un piccolo sorso, senza deglutire, e fare un risciacquo alla bocca. Cerca di lavare i lati e la parte anteriore del cavo orale, quelle zone della cavità orale un pò difficili da raggiungere.
  4. A questo punto, fai discendere il liquido nella gola e piega leggermente la testa all’indietro, apri la bocca e fai gorgogliare la soluzione nella gola. Se la procedura viene eseguita nel modo corretto, il liquido verrà fatto muovere dall’ugola e sembrerà che stia bollendo. 
  5. Una volta terminato il gargarismo, bisognerà espellere il liquido dalla bocca

Si consiglia di ripetere i gargarismi ogni 2 / 3 ore affinché siano efficaci. 

Rimedi naturali 

Per poter fare i gargarismi, si possono utilizzare diversi tipi di colluttori, ma è anche possibile preparare una soluzione home-made

Ecco qui alcuni esempi:

  • decotto di altea, malva, foglie di piantaggine e semi di lino per il mal di gola, la tonsillite e le irritazioni della gola.;
  • decotto di foglie di menta, semi di anice verde e timo contro l’alitosi;
  • decotto di bistorta o calendula per afte, stomatite e vescicole della bocca;
  • decotto di foglie di salvia, infiorescenza di lavanda e foglie di menta per la gengivite.

Esistono altri rimedi naturali per le infiammazioni che colpiscono il cavo orale:

  1. I gargarismi col bicarbonato sono utilissimi per bilanciare il normale pH orale.
  2. I gargarismi con aceto e  limone sono ottimi alleati contro la faringite. 
  3. I gargarismi con acqua ossigenata sono ottimi per disinfettare la cavità orale e contrastare le infiammazioni delle gengive e della gola. 

I gargarismi con acqua e sale sono efficaci?

I gargarismi con acqua e sale sono particolarmente efficaci, in quanto il sale possiede numerose proprietà antinfiammatorie e antibatteriche

Qui di seguito elenchiamo altri benefici di questa sostanza:  

  • igienizza la bocca in quanto l’acqua salata neutralizza l’acidità e crea un ambiente alcalino, ostile alla crescita di batteri e altri microbi.
  • è un potente alleato contro il mal di gola;
  • riduce l’infiammazione che causa il sanguinamento delle gengive;
  • neutralizza gli acidi prodotti dai batteri nella gola, aiutando così a mantenere il pH naturale della cavità orale;
  • è una cura efficace contro la tosse secca
  • allevia la congestione nasale;
  • previene le infezioni del tratto respiratorio superiore;
  • allevia la tonsillite;
  • è un alleato contro l’alito cattivo;
  • protegge contro il mal di denti
  • protegge e rafforza lo smalto grazie alla presenza nell’acqua salata del fluoro;
  • combatte la candidosi, un’infezione fungina causata dalla Candida che si sviluppa nella cavità orale, nella gola e nell’esofago.

Nel caso in cui non si soffrisse di mal di gola e si decidesse di utilizzare questo colluttorio naturale in maniera abituale, è consigliato farne uso non più di due/tre volte a settimana. Inoltre, ricorda di non ingerire la soluzione salina in quanto il consumo di sodio in eccesso potrebbe aumentare il rischio di patologie cardiovascolari. 


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Le 10 migliori tecniche di studio esistenti sul mercato

Diseno-sin-titulo-31I 10 migliori metodi per studiare

Siamo in piena epoca di esami e sicuramente vi saranno sorti vari dubbi in merito alle migliori tecniche di studio. Qui di seguito vi elenchiamo quelli che riteniamo siano più efficaci ai fini dell’apprendimento. 

metodi per studiare

Diluisci nel tempo

Ridursi a imparare un libro intero in una sessione della durata di 10 ore non è di certo il miglior modo per apprendere. È ormai accertato che impararsi tutto il programma d’esame la notte prima non consente di assimilare i concetti al meglio: una volta completato l’esame, li dimenticherai in men che non si dica. E questo non è di certo quello che vogliamo.

Il cervello è più abile nel codificare le informazioni in sinapsi quando lavora in questa modalità. Per lo stesso motivo, per apprendere le tecniche di una nuova disciplina, il miglior modo è dedicarcisi tramite sforzi costanti e ripetuti nel tempo.

No alle ore piccole

Sapevate che una notte trascorsa sui libri rischia di danneggiare le vostre capacità mnemoniche? Pertanto, è di gran lunga meglio organizzarsi prima e stabilire un programma diurno da dedicare allo studio. Un consiglio? Create una tabella per organizzarvi. Se hai trovato una tabella con cui ti trovi bene puoi farla diventare il tuo template di fiducia e puoi stamparlo o riprodurlo per organizzare lo studio di settimana in settimana, o di sessione in sessione. Prevedi sempre eventuali cambiamenti e lascia sempre un margine a possibili correzioni future. 

Fissa una meta

Fissati una meta, senza che sia eccessivamente ambiziosa. Può trattarsi di un’abilità specifica (bilanciare le equazioni chimiche, imparare a coniugare i verbi in spagnolo). Mentre persegui il tuo obiettivo, ricorda: se non riesci a spiegarlo con chiarezza, non l’hai capito abbastanza bene.

Esercitati in continuazione

Non smettere mai di esercitarti, mettiti continuamente alla prova, anche con test che ti sembrano particolarmente difficili. Sbagliare ti aiuterà a comprendere i tuoi punti deboli; trovare le risposte esatte, ad aumentare la tua autostima, in vista di verifiche, esami o interrogazioni.

Studia come se dovessi insegnare

In alcuni esperimenti scientifici, è stato chiesto a due gruppi di studenti di studiare alcuni passaggi di un testo. Al primo gruppo, è stato riferito che avrebbe dovuto superare un test, a un altro che avrebbe dovuto insegnare quanto appreso. Nel secondo caso, i passaggi chiave sono stati memorizzati con più efficacia. Quando ci è richiesto di insegnare, infatti, il cervello codifica e organizza le informazioni in modo più chiaro e coerente.

Trova un angolo per studiare

Il luogo ideale per studiare non esiste, ma di certo un posto tranquillo, ordinato e ben illuminato favorisce l’apprendimento. Una volta che lo avrai trovato, il cervello capirà, per un effetto automatico di condizionamento (priming) che è il momento di concentrarsi e dedicarsi all’apprendimento.

Allontanati dalle distrazioni 

Sembra scontato, ma per luogo tranquillo si intende anche libero da qualsiasi distrazione. Lascia lo smartphone in un’altra stanza e, se necessario, disattiva tutte le notifiche social e mail. Un altro consiglio? Utilizza il computer solo se necessario (prendere appunti, seguire lezioni online, ecc.). Stare connessi non agevola l’apprendimento.

 Seguite con attenzione le lezioni

Durante le lezioni, si iniziano ad assimilare i concetti più importanti in vista dell’esame. Inoltre, è bene approfittare di questo tempo per fare delle domande al professore, risolvere alcuni dubbi o incomprensioni. Il cervello, infatti, riesce a ricordare meglio gli argomenti esposti oralmente e prendendo appunti scritti a mano.

Un altro consiglio? Leggi ad alta voce gli appunti e i testi dei libri. 

Mappe mentali per materie orali

Il mindmapping è una tecnica visuale per stimolare e generare le capacità creative personali e di gruppo, le risorse mentali inconscie, i processi associativi spontanei con i quali si ristrutturano le idee, la sovrapposizione di varie chiavi interpretative per comprendere le situazioni.

Nel caso delle mappe mentali, si procede con libera associazione mentale, iniziando dall’elemento centrale, sia agganciando man mano nuovi elementi verso l’esterno della struttura, sia ristrutturando quelli già inseriti.

Inoltre, le mappe mentali consentono di studiare di gran lunga più velocemente ed aumentare il livello di concentrazione su un specifico argomento.

Qui di seguito, ti spieghiamo come crearne una:

  1. Prendi visione degli argomenti d’esame.
  2. Prendere un foglio di carta oppure aprire un file word.
  3. Scrivi al centro, in un cerchio, l’argomento principale.
  4. Crea delle diramazioni con i vari argomenti in senso orario e organizzali intorno al tema principale.
  5. Scrivi sui rami e nei sotto-rami delle parole chiavi che indicano man mano gli argomenti del testo.
  6. Puoi aggiungere anche delle immagini legate ad ogni argomento per stimolare la memoria visiva.

Tecnica del richiamo attivo

Avete mai sentito parlare della “Tecnica del richiamo attivo”? Si tratta di un metodo all’avanguardia che consente di memorizzare e capire tante pagine in poco tempo.

Per utilizzare al meglio la tecnica del richiamo attivo è necessario:

  • Prendere il libro e leggere: 20, 30 o 60 righe (oppure un capitolo) ad alta voce.
  • Chiudere il libro.
  • Stimolare la memoria cercando di ricordare cosa hai letto.
  • Segnare su un foglio quello che ti sei ricordato.
  • Riapri il libro e controlla: quello che non hai ricordato e se tra ciò che hai scritto ci sono state o meno delle imprecisioni.

Una volta concluso, noterai come nella tua mente rimarranno fissati non solo gli argomenti che avevi memorizzato subito, ma anche quelli che avevi completamente dimenticato dopo la prima lettura.

Propositi anno nuovo: 5 consigli infallibili su come raggiungerli

Propositi anno nuovoPropositi per il 2022

Diamo inizio a questo 2022 preparando una lista di nuovi propositi da realizzare nel corso dell’anno. L’obiettivo è compierli, pertanto sarà necessario prendere nota di obiettivi precisi e concreti, senza perdersi in un fiume di intenzioni che, nel caso in cui non si compiessero, potrebbero generare un sentimento di profondo sconforto. La definizione dei nostri propositi è la chiave. Come fare? Iniziate da una pagina in bianco: ciò implica lasciarsi andare, cedere e applicare la magia dell’ordine. 

propositi anno nuovo

Come dar vita a un nuovo proposito 

1. Realizza un programma basato sul “quando e dove”

Diversi studi affermano che includere particolari segnali al tuo programma ti aiuta a ricordare quando agire. Assicurati di indicare nel dettaglio quando e dove porterai a compimento quanto ti sei fissato

Se il tuo proposito per questo 2022 è fare esercizio 4 volte a settimana, stabilire un piano del tipo “Farò esercizio durante i giorni della settimana” è troppo generico. Tuttavia, un programma como ad esempio “Farò esercizio in palestra durante la pausa pranzo” è esattamente la tipologia di proposito che stiamo ricercando e che ci consentirebbe di portarlo a compimento. 

Una pianificazione dettagliata ci consente di anticipare e, pertanto, evitare eventuali ostacoli: se pianifichiamo di fare esercizio durante la pausa pranzo, ci assicureremo di declinare qualsiasi tipo di invito che potrebbe sopraggiungere. 

2. Considera una penitenza

Ciò potrebbe sembrare esagerato, ma è bene fissare una “punizione” nel caso in cui non si compisse il proposito che abbiamo fissato. 

Prima di tutto, assicurati di non tappezzare i tuoi social media con i propositi che ti sei fissato per quest’anno. Immagina l’imbarazzo nel dover poi confessare che non ne hai compiuto mezzo. 

Ti starai chiedendo a che tipo di punizione dovresti sottoporti nel caso in cui non realizzassi i tuoi propositi. Un’idea sarebbe quella di fare una scommessa con uno dei tuoi amici più stretti: nel caso in cui il proposito che ti sei fissato non si compiesse, dovrai pagare lui/lei una determinata somma. Correreste questo rischio? 

La logica che si nasconde dietro ciò è più semplice di quanto crediate. Gli incentivi cambiano le nostre decisioni, mentre le penitenze sono di gran lunga più stimolanti delle ricompense

3. Divertiti 

Molti di noi faticano a essere efficienti quando si parla di raggiungere gli obiettivi che ci siamo fissati. Se si vuole tornare in forma, tendiamo a sottoporci a un workout super faticoso per ottenere i risultati sperati nel minor tempo possibile. Nel caso in cui volessimo ottenere il massimo dei voti in una particolare materia, crediamo che prendere parte a estenuanti sessioni di studio, libere da qualsiasi tipo di distrazione, sia la chiave. Tuttavia, diversi studi suggeriscono che centrarsi sull’efficienza ti lascia privo di energie, in quanto ti stai dimenticando della parte più importante dell’equazione: godere dell’atto di perseguire un obiettivo

Prendere parte a un allenamento faticoso può consentirci di vedere buoni progressi in poco tempo, ma perché non aggiungere un elemento divertente? Un modo per rendere un obiettivo duro da conseguire particolarmente allettante è combinarlo con un guilty pleasure. Un esempio? Dopo una dura sessione in palestra, concediti una mezz’oretta davanti alla tua serie televisiva preferita. 

4. Lascia spazio alle urgenze 

Nel caso in cui non fossi in grado di compiere le tue aspettative, la tentazione di  dichiararti un completo fallimento è dietro l’angolo. Gli studiosi definiscono questo tipo di comportamento “Effetto che diavolo” . Eccone qui un esempio: ti proponi di andare a letto a presto tutte le sere, ma arriva il venerdì e non puoi fare a meno di stare sveglio fino a tardi per guardare un episodio in più della tua serie preferita. “Tanto domani non si lavora” dici a te stesso.  Ed ecco qui che sopraggiunge l’ “effetto che diavolo”: il tuo proposito di andare a letto presto tutte le sere sfuma in men che non si dica. 

Tuttavia, vi è un modo del tutto effettivo per scampare a questo effetto. Come? Stabilisci obiettivi duri da conseguire ma concediti sempre due giorni di meritato riposo

5. Fatti aiutare dai tuoi amici 

E per ultimo, ma non per importanza, fatti aiutare dai tuoi amici! Circondarsi da uomini e donne di successo può di certo aiutarci a migliorare la nostra performance. Se il tuo proposito per questo 2022 è prendere parte a una maratona o scrivere un libro, un ottimo consiglio è chiedere a amici che hanno già raggiunto l’agognato traguardo e chiedere loro come ci sono riusciti. 

Inoltre, diversi studi mostrano come aiutare un amico a perseguire una meta possa aiutare te stesso a migliorare il tuo tasso di successo, in quanto migliora di gran lunga la fiducia in se stessi. 

Step per definire i propri propositi

Restringi lo scopo

Tendiamo a voler fare molto e ottenere poco. Nell’atto di scrivere un obiettivo, possiamo costringerci a elencarne non più di tre e dare un massimo di cinque righe per spiegare ognuno di essi. Dovremmo evitare concetti generici come “essere felici” e concentrarci su azioni realizzabili.

Pianificalo

È importante stabilire un’agenda, con diverse fasi dello scopo. Per costruire una casa, bisogna prima raccogliere i soldi, ottenere i permessi, ricominciare i lavori e finirli. Per viverci, è necessario adattare la propria routine lavorativa e familiare, trasferirsi e attuare il piano. Compiere azioni nel piano di uno scopo aiuta a sentire la soddisfazione necessaria per compensare gli ostacoli che possono apparire. Tenere un diario dei propositi può essere una buona strategia.

Visualizzalo

Nel coaching è molto comune visualizzare, verbalizzare e incorporare un gesto che esprime l’intenzione o lo scopo. Crea un’immagine che definisca il tuo obiettivo e scrivila o disegnala in dettaglio.

Verbalizzalo

Ripeti il tuo scopo ogni giorno al mattino e suggella il tuo impegno nei suoi confronti. Dicono che siamo noi a creare la nostra realtà, quindi abbiate fiducia!

Potenziali ostacoli

Dispersione

Voler fare troppo ci fa perdere. La dispersione degli obiettivi significa che non sono soddisfatti o lo sono solo parzialmente. La nostra attenzione viene deviata su altre cose che ci sfuggono o sono più facili e non riusciamo a raggiungere i nostri obiettivi. Ecco perché è bene scrivere e rileggere i nostri obiettivi per il nuovo anno. 

Mancanza di impegno

Il pericolo di abbandonare i propositi nel corso del primo mese è fin troppo comune. Ci iscriviamo in  palestra o ad una nuova attività e la mancanza di disciplina ci fa smettere di andarci. Ecco perché dobbiamo sentire un forte impegno verso i nostri obiettivi. 

Eccesso di fiducia  

Credere troppo, vederlo come qualcosa di facile o procrastinare, lasciarlo per domani, sono abitudini che possono rovinare il nostro scopo. A volte, non ce ne rendiamo conto e l’eccesso di fiducia dimostra che non eravamo pronti a intraprendere i porpositi che ci eravamo fissati. 


E voi? Quali sono i vostri propositi per questo 2022? Siamo certi che con i consigli che vi abbiamo fornito sarete in grado di stendere una lista di obiettivi da 10 e lode.